Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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Al mondo ci sono i tamarri...ma ora arrivano anche le...tamarre!
Questo caso è l'emblema del cambiamento del mondo femminile: niente più a che vedere con le gonnelline e i fiorellini, o con il vestitino rosa...niente più a che vedere con la "piccola italiana" o con "la giovane fascista del Littorio", propagandata dal regime fascista, che indossa la gonnella nera e la camicietta bianca, pronta a servire la patria, ad accudire la casa e i figli...niente più a che vedere con le "ragazze angelicate" che si scandalizzano alla prima parolaccia o al primo comportamento, diciamo, esuberante.
Lunedì sera, io e i miei coinquilini, abbiamo assistito, divertiti, ad una esibizione in strada dal quarto piano di un palazzo del centro di Bologna.
E' quasi l'una di notte e una Smart bianca, con il tetto nero, parcheggia proprio sotto casa nostra. Sono sicuramente delle clienti di un pub "fighetto" situato sulla strada, dove qualche volta andiamo a prenderci una birrozza tra "colleghi". Dalla Smart scendono due ragazze tiratissime e in minigonna e se ne aggiunge una terza. Le portiere dell'auto rimangono aperte e comincia la discoteca: "Rise Up" di Yves La Rock a tutto volume. Dal quarto piano sembrava di avere uno stereo acceso in casa. Le ragazze si mettono a ballare sul marciapiede, quasi impazzite e ridendo, come se si trattasse di un ballo di gruppo. Poi cominciano a cantare, mentre la musica continua. Dopo "Rise Up" comincia "Destination Calabria" di Alex Gaudino, immancabilmente a tutto volume, e le tre ragazze continuano ad esibirsi. Pochi passano in quel momento, ma quei pochi guardano attoniti da distante. Io e i miei coinquilini assistiamo, divertiti e increduli, dal balcone. Ci manca solo la lap-dance. Dopo dieci minuti le tre ragazze spengono lo stereo e si avvianoverso il pub. Un mio coinquilino rivolge a loro, dal balcone, un "grazie per la musica" e una di queste, voltandosi verso l'alto guarda il mio coinquilino come se lo scocciatore-tamarro fosse lui! Proprio come se loro non si fossero mai messe in mostra e non si fossero esibite.
Ma se vogliono essere tamarre, almeno mostrino contentezza per i nostri cortesi rigraziamenti riferiti ai loro spettacolini!! MB
La bellezza come potere di fare tutto ciò che si vuole
Al mondo ci sono uomini e donne di vario grado di bellezza, però la loro persona vale in base anche al grado d’intelligenza, estrosità, simpatia, educazione, cultura, empatia e quanto altro. Di fronte all’amore, però, soprattutto gli uomini perdono la testa dinanzi alla bellezza femminile, benché questi si vergognano ad ammetterlo, e non lo faranno mai.
Negli ultimi anni, però, la situazione è del tutto peggiorata, soprattutto nelle basse fasce d’età e i rapporti tra i sessi si sono fatti estremamente difficili e categorici. Da un lato si può assistere ad un elevato grado di apertura, soprattutto se le persone di sesso diverso sono amici, se si conoscono da diverso tempo e se frequentano gli stessi posti, ma soprattutto se c’è interesse reciproco. In altre situazioni si nota che il sistema degli approcci di prima conoscenza è sempre meno messo in pratica, anzi, appare ben poco gradito alle ragazze, soprattutto appartenenti alla fascia 18-21 anni, specialmente nei locali notturni, dal momento che spesso reagiscono istintivamente, evitando perfino di guardare l’interessato che si appresta, anche con modi raffinati, a conoscere la ragazza.
Eppure, dato l’elevato turnover di relazioni che le ragazze di bellezza medio-alta hanno, non si direbbe che rifiutino ogni tipo di conoscenza. La popolazione italiana presenta un grosso difetto dal punto di vista genetico: come razza non siamo eccellente rispetto ad altre straniere. La tipica donna italiana soffre di obesità ginoide, con fianchi spesso larghi eccessivamente e, a quanto pare, la razza si è evoluta solo negli ultimi anni, sia per quanto riguarda i maschi che le femmine, di conseguenza solo nelle basse fasce di età attuali (ovvero 16-22 anni) si ha una discreta percentuale di ragazze di bellezza medio-alta (parametro riferito al grado di apprezzamento generale).
I vecchi metodi dell’approccio basato sul “savoir faire” non riveste più una grande importanza. Le ragazze di oggi sono decise e drastiche e non temono nulla. Il loro interesse è basato quasi solo su una buona dose di ferormoni, di magnetismo nei confronti di quel qualcuno, che a volte può essere brutto e cretino, ma che alle donne piace. A loro basta l’impatto iniziale per decidere se si tratta dell’uomo giusto per avere anche una relazione istantanea: pochi secondi e i giochi sono già decisi…pochi secondi e l’illusione svanisce. Tale magnetismo è però dettato anche da fattori non del tutto fisici: la fama e il denaro. L’ossessione dei maschi di oggi è quello di piacere alle ragazze per via dei soldi, delle auto sportive e degli abiti firmati. Si vedono sempre più spesso diciannovenni carine, infighettate dalla testa ai piedi e in compagnia di amici e partner uguali a loro e aventi auto fiammanti. Sempre più spesso si vede dentro un’auto di lusso una bella ragazza sul sedile passeggero.
Le ragazze meno carine, benché sempre difficili da conoscere e conquistare, mostrano comunque un atteggiamento più razionale, sono più educate negli approcci e contano fino a 50 prima di allontanarsi da chi le abborda. Perché tutto questo? E come mai, visto che tutti sappiamo che al mondo è virtù essere intelligenti, razionali e gentili, e non istintivi, superficiali e sbruffoni?
C’è solo una spiegazione, che svela anche i misteri che soprattutto gli uomini traditi o lasciati cercano di risolvere: la bellezza come fonte indiscussa di potere. Penserete di no, ma è proprio così: è come il petrolio dei paesi arabi nei confronti delle potenze industriali. Gli uomini sono i paesi industrializzati, mentre le ragazze carine sono i paesi arabi: i paesi occidentali, finché esisterà il petrolio, pur minacciando ritorsioni, cercheranno sempre di ingraziarsi i regimi dei paesi arabi, mentre questi ultimi, conoscendo l’importanza del petrolio, possono permettersi di minacciare l’Occidente, di bloccare la produzione e di alzare i prezzi a dismisura, il tutto senza perdere tempo in diplomazia, come invece farebbe ogni altro stato. Così i ragazzi cercano disperatamente di conquistare le belle ragazze e di mantenersele amiche, cedendo spesso ai loro assurdi ricatti, benché a volte mettano in pratica misure di ritorsione, o almeno dicono di farlo. Le belle ragazze sono così consapevoli del loro immenso potere e fanno leva sull’immenso numero di alternative, addirittura da scremare, che hanno. Per cui è inutile per un ragazzo evitare del tutto queste, rimanendo sulle proprie, visto che loro ne resterebbero indenni: uno in più o uno in meno non fa differenza. Le donne di bellezza medio-alta sfruttano questo loro dono come uno strumento di potere in grado di condizionare l’esistenza degli uomini: selezionano subito i ragazzi, evitano la maggior parte degli abbordaggi, scelgono il ragazzo pretendendo che questo faccia la prima mossa. La parola d’ordine è “essere amati, non amare”. Queste rifiutano chi non interessa loro con indifferenza, maleducazione e perfino sadismo, cercando di umiliare la persona, magari con le altre amiche e amici. Queste tengono atteggiamenti viziati e pretenziosi nei confronti dei loro partner, cercando di essere dolci con loro solo quando temono di esagerare e di spezzare il sogno incosciente di costoro. Per queste ragazze tutto è dovuto, più ottengono, più pretendono. Utilizzare l’istinto è molto semplice per loro, poiché i ragazzi sono, comunque sia, di cuore e di carne debole; tutti cercano di smentirlo ma con qualcuna perdono veramente la testa. Di questi tempi, mentre fino a qualche anno fa ciò era normale dopo i 24 anni, pure le ragazzine di 17 e 18 anni guardano al denaro. Ognuno di noi vorrebbe avere un bel partner, indossare abiti eleganti e firmati, praticare la “dolce vita”, guidare auto di lusso, possedere ville, yacht e viaggiare frequentemente. Ebbene, le belle ragazze, anche giovanissime, ormai furbe e vittime di una società decadente, basata solo sui reality show, puntano ora, non solo sulla scelta del ragazzo più bello e reputato “figo”, ma anche sul boyfrend ricco e famoso. Con la bellezza si può fare tutto. Così come i paesi possessori di petrolio possono tenere in pugno l’Occidente. Con la bellezza femminile si può partire dal nulla e diventare ricchi e famosi; si può evitare di risultare alla mano e simpatici: magari solo qualche volta, per non dare troppo nell’occhio.
L’errore più frequente è che molti si consolano dicendo che le ragazze di bellezza medio-alta, che tengono tali comportamenti, non sono intelligenti. E’ un errore clamoroso, forse siamo proprio noi maschi, soprattutto se appartenenti alle generazioni precedenti, ad essere poco intelligenti e svegli. Queste ragazze sono estremamente furbe e addirittura negli approcci hanno già pronta la risposta alla tua replica (cioè, sono già alla contro-controffensiva): il fatto è che non usano l’intelligenza, dal momento che il potere della bellezza risulta già sufficiente, ma mai commettere lo sbaglio di farla loro usare!
Questa dissertazione toglierà qualche dubbio a chi è stato lasciato anche dopo anni per motivi sconosciuti, in cui si sono verificati il tradimento e la sostituzione improvvisa del partner. Le relazioni umane, come quelle tra Stati, tra aziende, fornitori e clienti, sono dominate da dei giochi di potere. In questo caso si tratta di Potere Contrattuale della Bellezza.
Tale potere potrebbe sfociare in tensioni sociali gravi, come quelle per l’acqua, il cibo e l’energia, magari è ancora troppo presto per dirlo. L’amore sembra sempre più un’utopia, mentre il malcontento e il disincanto di moltissimi giovani ragazzi sono già ad un livello assai elevato: il sesso “forte” è drammaticamente in crisi ed ora è lui a dover lottare per la parità. MB
Musica anni '80 per avviare la serata "radio edition"
Non tutti se ne saranno accorti, ma nei momenti abbastanza tranquilli della giornata, ma ben prossimi a quelli emotivamente più carichi ed intensi, le emittenti radio conducono programmi di musica rétro, in genere anni '80 e '90. Oggigiorno sono numerose le stazioni radio che attirano gli ascoltatori con l'anni '80, un genere o amato o odiato, a seconda delle personalità, che però fa sempre piacere ascoltare, vista la presenza numerosa di successi e "tormentoni" di due decenni fa. A livello nazionale molte frequenze emettono questo tipo di musica tra le 20 e le 22: degna di nota è Tam Tam Network, che nel centro Italia è diventata Max Energy, oppure altre stazioni come Errevutì di Sansepolcro, Pane-Burro-Marmellata di Bologna, Radio Studio + di Brescia e Radio Studio Delta di Cesena.
Non appena si fa dumping tra le stazioni radio e si incontra l'anni '80, molto amato anche allestero, soprattutto in Francia, in Danimarca e in Germania, spiccano i Depeche Mode, i Talk Talk, Bronsky Beat, gli Ah Ah, Nik Kershaw, gli Alphaville, Den Harrow, i Level 42 e gli Imagination... e a molti la memoria cade su quegli anni che, oramai, risultano lontani e carichi di mistero e di nostalgie ormai sempre più celate dal trascorrere degli anni, che già ci portano a considerare retrò pure la dance del periodo 1992-95, ovvero, gli anni '90, dal ritmo molto più veloce (il caratteristico Beat) rispetto a quello degli anni '80, ma fondamentalmente simile, vista la presenza della musica elettronica, dei synthetizer e delle tastiere. Ovviamente l'anni '80 è molto più melodica e "rilassata" rispetto a quella degli anni '90: il ritmo è quello tipico del "passo", l'euro-beat, accompagnato dal suono dei bassi e delle tastiere, dove sono rilevanti l'impegno e la bravura di colui che suona, rispetto a quello da tachicardia delle canzoni degli anni '90, dove emerge anche il progresso del digitale e dei software, impiegati negli accompagnamenti e nei ritmi, e i cui motivi sono molto più "ansiosi e frenetici" rispetto alle allegre e moderne melodie degli anni '80. In ogni modo '80 e '90 piace, al giorno d'oggi, rievocarli ascoltandone i brani che a suo tempo ci hanno fatto sognare (nel mio caso quella degli anni '90), mentre nel frattempo si comparano questi generi a quelli odierni, che tendono a riprenderne le basi, mixandole o dando luogo a delle cover spettacolari. MB
Un'iniziativa femminile per prendersi gioco di un ragazzo: quando la preda diventa predatrice.
Torniamo esattamente a un anno fa: nel mese di luglio del 2006 si verifica un episodio particolare in una discoteca di paese, dove la vita notturna è interdipendente con quella di tutti i giorni.
Lui è un giovane, appena laureato, amante del divertimento ma anche dell'attualità e della vita quotidiana, sognatore un po' ingenuo ma attento alle problematiche del paese, pieno di ideali e ardentemente desidersoso di realizzarli. Lei, invece, è una ragazzina diciottenne, spensierata, legata al gruppo d'amici, al mondo delle combriccole scolastiche e ai desideri terra terra dei giovanissimi, amanti del divertimento e dello sballo, poco inclini, invece, al rispetto delle regole e inconsapevoli di vivere in un determinato contesto politico-socio-economico. Due differenze di notevole rilevanza e, forse, due stili di vita incompatibili, uniti semplicemente dagli stessi locali del fine settimana che rappresentano, in zone provinciali e scarsamente popolate, il luogo di aggregazione per eccellenza per le più disparate classi d'età.
Lui, posto ai confini tra due ere della vita, uscente da una storia sentimentale, terminata la sfavillante vita universitaria e la spettacolare esperienza Erasmus, si trova momentaneamente sospeso nel vuoto: poche cose al momento lo appassionano, la vita quotidiana è monotona. Impellenti sono la ricerca di nuovi indirizzi, di studi e di carattere lavorativo. Delineare gli obiettivi è la parola d'ordine; pianificazione, strategia e programmazione gli strumenti. In questo momento, però, anche una piccola novità accende l'animo diversamente...e così è stato, già da alcuni mesi, in seguito all'incontro della Lei, un incontro casuale che poi...si è ripetuto. Ora, ai primi di luglio del 2006, l'incontro con questa Lei si ripete casualmente con continui impulsi, sguardi lanciatori di segnali, saluti pro-forma e battutine mirate. La lei comincia lentamente ad essere avvolta dalla curiosità. La novità, l'attrazione fisica e il mistero dei due stili di vita totalmente differenti si trasformano in una miscela esplosiva che li permea entrambi. Una forte diffidenza reciproca, però, li mantiene distaccati. Lui sempre più attratto dal nuovo, rappresentato da quella "lei"; lei, invece, sempre più incuriosita. Questo Lui continua a fermarla...pochi secondi di interazione, niente di più e, stranamente, nemmeno un dialogo, inviti ed azioni concrete. Sembra una serie di messaggi subliminali che vorrebbero adescare la "vittima".
La sera del sabato 15 Luglio 2006, la Lei decide di procedere al contrattacco. Lui è là, in quella discoteca con degli amici..lei è lì, con le amiche e con un amico del gruppo: il suo obiettivo è scoprire chi è questo Lui, perché la vorrebbe ardentemente "perseguitare" o adescare...capire se è un maniaco...o, molto probabilmente un romantico latin-lover passionale. La preda si trasforma così in predatrice. Lei deve passare all'azione, sconvolgere e affrettare l'avversario, che deve sentirsi in dovere di agire, incastrato in un gioco definibile "dilemma del prigioniero". Lei lo fa ingelosire...l'amico si trasforma in potenziale boyfriend e lui, ignaro, crede di essere arrivato troppo tardi e vi rimane male, sgomento...lei si accorge della reazione e sorride, con uno sguardo provocatorio, tra il maligno e l'interessato. Lui pensa di smettere, si innervosisce, fa un giro con gli altri che intanto lo spronano all'azione..ma lei, inaspettatamente, gli balza incontro e lo ferma. La preda è ora predatrice e i giochi sono capovolti: lui, incredulo e contento, si ritrova in una imbarazzante, ma simpatica, situazione. L'amico di Lei, da potenziale ragazzo, diventa semplice spettatore che la incoraggia; lui, preso dalla diffidenza e colto in castagna, cerca di intraprendere una conversazione con il suo "sogno" del momento, arrampicandosi sugli specchi! Tutto va bene, tutto fila liscio, lei sembra interessata, osservatrice e attenta. Entrambi sembrerebbero in sintonia perfetta, il feeling è evidente. Lui, però, è anche troppo onesto, e spara la cifra della propria età..numericamente un po' elevata, rispetto a quella della lei. La "sintonia perfetta" viene subito compromessa dal fattore età, che poco interessa al Lui, ma che condiziona un po' troppo la lei...e questa scappa, non appena compare un suo amico che pare venuto a salvarla da eventuali approcci fisici da parte del Lui. Quest'ultimo rimane un po' interdetto, ma lei lo rassicura dicendogli che poco dopo si sarebbero rivisti e avrebbero ripreso la conversazione...lei si dirige verso le amiche alle quali fa un resoconto completo e riceve pareri. Tra i due si crea un attimo di pausa, qualche scambio di sorrisi e, nel frattempo, il Lui, un po' soggezionato dalla Lei, prepara un nuovo piano d'azione mentre balla con i suoi amici. Sta per partire il secondo attacco, ma la lei si trova ora a parlare con il suo amico..questa si accorge che l'"avversario" la sta guardando, per cui decide di farlo ingelosire tremendamente. Lei comicia a parlare sempre più disinvolta con l'amico..e guarda verso il Lui ridendo..Lei lo abbraccia.. e guarda di nuovo il predatore-preda ridendo con gusto. L'amico, che in questo momento è una pedina nelle mani della lei, spererebbe di raccogliere le briciole da questa vicenda..e, invece, deve semplicemente sottostare ai suoi "ordini"..lei porta l'amico in giro mentre insegue il Lui, guardandolo ridendo...gli si mettono a ballare vicino, urtandolo appositamente, lo inseguono sui vialetti del locale, lo incrociano per i corridoi e in più, lei, lo spia dalle poltroncine o da dietro le colonne della discoteca. La preda-predatrice si lascia trasportare da un estenuante gioco infantile della durata di un'ora e un quarto: Lui, innervosito ed infastidito, rinuncia al secondo approccio. "Male!", gli dicono gli amici..è meglio un attacco massiccio e, volendo, una bella messa in chiaro..che definisca i ruoli in questa storia. Tutto rimane, invece, avvolto nel mistero, non chiarito e senza che i due si siano conosciuti veramente. Lei crede che con l'arrivo dell'alba tutto finisca e tutto torni come era quando ancora non si conoscevano; pure lui lo crede, anzi, lo spera...ma non sarà così. Questo interesse si trasformerà in una violenta cotta che durerà almeno altri due mesi e Lei si divertirà a vederlo sbavare fino a farlo strisciare per terra, convinta di essere per lui indispensabile...e, invece di cacciarlo, come normalmente succede in questi casi, al minimo distacco Lei cercherà di riattirarlo verso la trappola. La dolorosa vicenda si concluderà definitivamente verso il 20 di settembre, quando Lui intraprenderà altri numerosi attacchi, anche con gente diversa dai propri target, finché, verso il 3 dicembre, non sarà più impattante incontrare questa per la strada...dal momento che un'altra Lei è entrata nei suoi sogni con una forza addirittura maggiore, ma che, data l'improduttività delle fissazioni, resterà solo simbolica e nessun approccio verrà intrapreso. Lui vedrà la nuova Lei molto spesso, una Lei della stessa età dell'altra, ma assai diversa di stile e..in più, sempre allegra e di classe. Questa, forse, si accorgerà di lui, ma, di proposito, non verrà mai "attaccata". Proprio quest'ultima lo salverà definitivamente dalla Lei precedente, perfida e giocherellona, infantile e curiosa, alla quale probabilmente questo Lui un po' piaceva. MB
Non c'è niente di meglio che rompere la routine con un fine settimana
Il fine settimana risulta sempre più sacro per la società e mentre un tempo, per motivi prettamente religiosi, era fondamentale la domenica, successivamente, soprattuto negli anni '70 e '80 lo è diventato il sabato e, negli ultimi anni, il venerdì sera.
Finché si è all'università, i fine settimana assumono più la forma di una routine che altro, infatti durante le varie carriere universitarie, è normale andare via via alle feste intrasettimanali, che si tengono nei vari pub e discoteche delle città sedi delle diverse facoltà. Molti studenti, a costo di andare a lezione devastati, o di saltare le prime ore, si recano a queste feste dove si ritrovano, si divertono e si ubriacano anche. A quel punto, soprattutto per gli studenti fuori sede, il sabato specialmente è il momento del riposo completo, infatti, dal momento che molti tornano a casa nel fine settimana, le feste universitarie trovano il loro turno di chiusura proprio in quel giorno. Molti studenti trascorrono il sabato con gli amici, a casa di qualcuno, per fare un po' di chiacchiere o per vedere un dvd, magari dopo una bella pizza. Quelli che invece tornano ai propri lidi, si rivedono con quelli di vecchia conoscenza, frequentando, poi, i locali con svogliatezza e prediligendo i pub, dove vi sono maggiori occasioni di intavolare discorsi lunghissimi con le persone che già conoscono.
Terminata l'università, le feste continue e il tempo libero, che servirebbe per gli esami, ma che poi questi vengono quasi sempre preparati nei giorni vicini alla scadenza, il concetto del tempo e del week-end cambia completamente.
Il lavoro o il master impegnano le persone per molte ore al giorno: il lavoro normale comporta 40 ore settimanali, più qualche straordinario, che diventa la regola per chi lavora in azienda. Per il master, soprattutto per un MBA, sono previste fino a 48-50 ore settimanali, tra lezioni e lavori di gruppo, con l'aggiunta dello studio, al ritorno stanchi a casa, cosa che manca nelle professioni normali. All'università, invece, le ore di lezione sono al massimo 25, con l'aggiunta dello studio, che però tende ad essere organizzato liberamente.
Di conseguenza vi è la riscoperta del fine settimana, attribuendogli una valenza ancora più forte ed intensa, rispetto a quella che assumeva durante il periodo delle scuole superiori. Chi lavora o frequenta un master fuori sede, non vede generalmente l'ora, se la distanza lo permette, di ritornare nelle proprie zone per rivedere non solo la famiglia, quanto gli amici e, molto spesso, i propri amori, segreti o che ormai vivono in coppia.
Il week-end, specialmente il venerdì sera e il sabato, diventano l'occasione dello sfogo, del divertimento, dello spezzare la noiosa routine quotidiana e della socializzazione. Purtroppo certe occupazioni prevedono degli orari talmente elastici da compromettere il week-end e di conseguenza la vita sociale e sentimentale. Fortunatamente il settore delle Human Ressources sta assumendo un importanza sempre maggiore e, devo dire, mi trovo molto d'accordo con diversi responsabili aziendali di Risorse Umane che riconoscono l'importanza del tempo libero e della vita privata della persona. MB
Una "grezzata" al femminile....
Spesso e volentieri si dice che sono gli uomini i grezzi della situazione, a comportarsi senza il minimo senso civico e la minima sensibilità. Ultimamente sembra che questo vada di moda anche tra le ragazze e non solo quelle più piccole, in genere più istintive.
La ragazza, effettivamente, è spesso bersagliata dalle avances dei ragazzi, fino a dover fare selezione, e a volte, e questo è vero, molti si divertono ad avvicinarvisi solo per puro divertimento e senza un autentico scopo..oppure c'è la ricerca immediata del contatto fisico. Questi sistemi di approccio maschili, intrapresi molte volte tanto per fare, senza uno scopo preciso e senza il minimo coordinamento, fanno leggermente imbestialire il gentil sesso, fino a diventare sempre meno "gentile".
Qualche sera fa un mio amico, passando con la macchina vicino ad un gruppetto di ragazze, a detta sua molto "fighe", ha chiesto loro, per scherzo, un'informazione e, una di queste, senza fargli finire il discorso, gli ha risposto subito in dialetto: "Per gi' a 'fanculo sempre dretto e pu a destra!".
Però! Il ragazzo la presa in rise poiché lo stato d'animo era di quelli migliori. Certo, molte ragazze saranno contentissime di sentire una storia simile..però se anche nei tentativi di approccio molto tranquilli queste rispondono in questi modi..già è difficile capire cosa hanno in testa..poiché a volte sembrano interessate, partono all'attacco, e poi si ritirano improvvisamente, per poi, magari, tornare all'attacco...
Però anche le ragazze, che poi si lamentano che gli uomini fanno sempre meno approcci, che sono sempre meno "maschili" e sempre più timidi...dovrebbero capire che in certi atteggiamenti d'abbordaggio o in alcune battute c'è semplicemente della buona fede e della voglia di scherzare..e non prendersela subito e rispondere quasi con evidenti manie di rivalsa..
Chiaramente ho espresso delle considerazioni su alcuni tipici comportamenti femminili, senza però aver voluto generalizzare! ;) MB
Baby make your move,
step across the line,
touch me one more time.
Come on, dare me
Sì, questa volta si parla d'altro..si parla di musica, di musica house, quella di oggi, delle discoteche e degli american bar, degli aperitivi e dei pre-serata.
Ultimamente mi capitava di ripensare al 2004, quando l'era universitaria si avviava verso gli sgoccioli, quando era in auge, come del resto anche oggi, il Click-Rock, a Forlì. In questo locale, soprattutto allora, si mescolava l'improvvisata moda degli universitari a quella rigorosamente fighetta dei romagnoli. I primi, con delle biciclette da rottamazione si avviavano verso la discoteca, facendo di tutto per pagare il meno possibile e per scroccare delle drink-card agli amici pr, me compreso, per ubriacarsi di birre e superalcolici. Poi, nel locale, ballavano quasi tutta la sera, soprattutto al piano di sotto dove c'era musica rock e ska. I secondi entravano sempre in lista, avviandosi verso l'ingresso dei tavoli, con ragazzi forlivesi dalle pettinature all'ultimo grido e le ragazze vestite e truccate in maniera mozzafiato..ma tirati entrambi come delle corde di violino. Questi andavano al terzo piano, dove c'era la musica House e sostavano per i corridoi del secondo piano, quello di passaggio, del terzo, e nell'angolo privé, standosene con un bicchiere in mano, con un cocktail all'interno, a parlare, maschi e femmine (non si capiva quali fossero i ruoli sociali!) del più e del meno per tutta la sera. Ricordo che avevo, e avrei tutt'ora, amici universitari tranquilli, che preferivano starsene di sotto, poiché terrorizzati (come nella storia della volpe e l'uva) dalle fighette del posto, quelli un po' alternativi, che rimanevano al piano terra per ovvi motivi, e delle amiche forlivesi, molto tranquille, che capitavano raramente, ma venivano al Click per ballare e non per starsene sui corridoi. Poi avevo due amiche, le "Gemelle", chiamate così perché gemelle, benché diverse, che preferivano il sistema fighetto alla "Milano Marittima". Queste, ricordo, le invitavo sempre a raggiungerci in pista, e invece, se volevo parlare con loro, scherzando e prendendoci in giro a vicenda, con apparente astio e tanto affetto interiore, mi toccava rimanere un po' lì, con i loro amici..e nel frattempo, io ed altri, vedevamo passare tante altre fighette romagnole che per poco, ad ogni ragazza riservavamo un commento. Le amiche universitarie, poi, venivano a cercarci chiedendoci che fine avessimo fatto..e ci trovavano al terzo piano, o a sparare cavolate con le "Gemelle" o ad insultare qualche ragazza del posto che, tiratissima, rifiutava ogni approccio di ogni sconosciuto, per poi buttare le braccia al collo ai loro amici maschi. Il tutto in compagnia dei soliti motivi House.
Verso la fine di febbraio mi tornava alla mente questo periodo, e ripensavo ad una canzone carina, intitolata "Make your move", che aveva fatto la stagione ma che era tristemente scomparsa..eppure, pensavo, mi sembrava assai attuale..perfino meglio di quelle che spopolano ultimamente. Ironia della sorte, a partire dalla prima settimana di marzo questa canzone mi è capitato di sentirla tutte le volte che andavo a ballare..e perfino alla radio..pure quando alle 5 in punto della mattina di lunedì mi mettevo alla guida per tornare a Bologna. Che emozione! Sembrava di rivivere il passato, e non più nel 2004, ma nel 2007, nell'era S... ! Cosa ancora più incredibile, sono tornato al Click-Rock un venerdì, dove sono ancora pr (spettacolare) e, con gli stessi amici di allora, più o meno tutti, con alcuni nuovi, ho rivisto le mie amiche "tirate" e, parlando di cavolate con loro, proprio come ai vecchi tempi, sento questa canzone anche in quel momento. Decido di cercarla. Mi informo con i dj, cerco notizie su internet, finché mi sono reso conto che "Make your move", di Dave Armstrong, ma remixata da Antoine Clairman e da Gigolos, nel 2004 era un po' più soft. Oggi vi è una nuova versione, del 2007, un po' più dance e più orecchiabile, ancora più carina di quella di allora..finalmente l'ho trovata..e credo che avrà successo. MB
Quando le ragazze hanno la coda di paglia...
A tutti sarà capitato che, in discoteca, una o più ragazze si siano accorte dell'imminente tentativo d'abbordaggio ed abbiano reagito con un "no" immediato o con una notevole indifferenza nel momento dell'attacco. A volte capita pure che una ragazza abbia già un quadro chiaro della situazione, aspettandosi certe domande e certe reazioni da parte dei maschi, finendo così per rispondere direttamente al pensiero del ragazzo, ancor prima che questo lo esprima a parole. Tutte reazioni che molte volte, a noi maschi, ci sorprendono e ci lasciano un certo disgusto o una piccola ferita sanguinante nell'orgoglio.
Venerdì sera mi è capitato, invece, qualcosa di veramente spettacolare. Il fatto ha riguardato me, per cui lo posso spiegare dettagliatamente, ma poteva capitare a chiunque altro. Ero in una discoteca e, avendo notato in un gruppetto di ragazze, una tipetta carina, che ritenevo quasi adatta ad un approccio amichevole, nato ballando, avevo deciso di mettermi un po' in mostra, ballando abbastanza sciolto a pochi centimetri di distanza. Una tattica a cui, devo dire, sono abituato e, tra i tanti no che si ricevono, certe volte la cosa va a buon fine. Il gruppetto in questione era anche scatenato e allegro, per cui il rischio non era nemmeno così elevato, e al massimo si sarebbe potuto risolvere in un no, detto in maniera allegra e non infastidita.
E invece, una di queste ragazze, quella che non avevo mirato e quella più lontana da me, me la sono vista venire da me e intimarmi di andarmene.
Il gesto me lo sono subito sentito come un suo tentativo di prevaricazione nei miei confronti, forse perché in gruppo, o forse perché l'unione fa la forza; un diktat.
In passato avrei lasciato stare, poiché avevo sempre pensato che dinanzi ad una reazione di una ragazza si dovesse per forza tacere, anche se offensiva. La mia reazione è stata invece immediata e assai carica di energia. Secondo me, dal momento che in fondo stavo ballando per conto mio, con un mio amico vicino, e non avevo ancora attaccato discorso o preso qualcuna di quelle per mano, al fine di ballarci, quella reazione era troppo esagerata. Quella ragazza non aveva diritto di scatenare una "guerra preventiva" o di "fare fuoco d'avvistamento", benché si notasse che nell'aria ci fossero "venti di guerra". La mia reazione ha immediatamente posto con forza l'accento su questo, facendo passare la ragazza come lesiva della libertà altrui e come addirittura una provocatrice. Il tono della ragazza perdeva sempre più aggressività mano a mano che saliva l'enfasi che davo alle mie ragioni. In più, stanco, come tutti i ragazzi, del complesso di vittimismo di cui soffrono alcune donne (mi scuso con le lettrici se posso sembrare maschilista), che le portano a reazioni inconsulte, a prescindere, con i ragazzi, soprattutto con quelli più innocenti ed innocui, ho posto pure l'accento sul dover portare rispetto ad una persona più grande. Forse, preso dal nervosismo, sul fattore età potrò aver peccato di presunzione o di orgoglio eccessivo, però mi sentivo veramente in dovere di reagire come si deve.
La ragazza, che quasi si scusava dicendo che le stavo avvinghiando (da solo contro 10!), cominciava ad abbassare sempre più la cresta, mentre la mia adrenalina si trasformava sempre più in fierezza; vedevo, poi, mentre mi veniva quasi da ridere, che le altre ragazze avevano un atteggiamento divertito, mentre la "provocatrice-vittima" cominciava ad essere visibilmente ferita dalla mia bella strigliata. Dopo circa un minuto mi sono visto appresso un vero drappello di ragazzi, tutti più giovani ma più grossi di me che, con aria non del tutto pacifica, avevano lasciato spazio ad una diplomatica richiesta di spiegazioni, con il deterrente dell'uso della forza. Il "rappresentante" del "plotone di rinforzo" mi ha domandato che cosa avessi fatto alla sua "ragazza". Io, visibilmente arrabbiato, ho denunciato a loro stessi l'ingerenza della ragazza che voleva impedirmi di ballare per i fatti miei lì vicino. Il gruppetto cominciava ad allontanarsi da me, mentre il "rappresentante" recepiva e comprendeva la mia dichiarazione, dandomi quasi ragione. Alla fine ci siamo salutati, il gruppetto di ragazzi aveva compreso le mie ragioni, mentre quello delle ragazze era sparito. Sembrava quasi che la ragazzetta avesse cercato un pretesto per vedere il proprio ragazzo diventare l'eroe di una insensata rissa.
Quanto a me, "grave, solenne, ma illuminato dalla rivincita", benché deluso della perdita di un obiettivo, insito nel gruppetto, provavo "una sorta di gioioso disprezzo" (Citazione di William Shirer, corrispondente a Berlino del New York Times dal 1934, comparsa il 22 giugno 1940). MB
Un anno fa finiva l'Erasmus.
Il tempo passa, anzi, vola.
E mentre adesso sono alle prese con un master che sempra più duro via via che passano i giorni, l'anno scorso ero ancora alle prese con l'università, o meglio, con la fine degli studi.
Come avevo scritto nel post precedente, l'ultima parte della carriera universitaria l'ho voluta consacrare alla vita all'estero, all'Erasmus. Nella vita occorre provarle di tutte, non è vero? E' bene, e questa è la mia filosofia, cogliere tutte le opportunità che possano garantire un feed-back, anche se al momento non se ne ha molta voglia. Dal 1° Settembre del 2005 al 28 Febbraio 2006 era previsto lo scambio Socrates-Erasmus, come prevedeva la borsa che avevo vinto con l'Università di Bologna nell'aprile del 2005. Sei mesi di scambio presso l'Institut d'Etudes Politiques di Grenoble, in Francia, una delle 8 "Grandes Ecoles" del paese. Nell'ultima fase di questo splendido soggiorno, pieno di emozioni, di novità e di esperienze vissute in prima persona, come cittadino integrante del contesto socio-economico in cui mi trovavo, ero dedito allo spoglio di libri e riviste presso biblioteche e librerie, per reperire più materiale possibile per la stesura della mia tesi di laurea. Per avere più tempo a disposizione, avevo prolungato autonomamente il mio periodo di altre due settimane, dal momento che solo in Francia avrei potuto trovare del materiale per il mio argomento scelto: "Il tramonto della Terza Repubblica e l'instaurazione del Régime d'Etat Français 1934-1940". Negli ultimi tempi non avevo molto da fare, gli esami erano ormai terminati a dicembre, per cui potevo dedicarmi alla tesi, con tutta tranquillità, di giorno, e alla bella vita, di notte. La mattina, fino a sera, facevo la spola tra l'IEP, le varie sale dell'Institut, i vari "batiments" del campus e le biblioteche del "Domaine Universitaire" e della città. In questa agglomerazione di quasi 600.000 abitanti non mancavano i luoghi in cui andare. La sera, poi, merito anche di una mia coinquilina, Chiara, anche lei in Erasmus, proveniente dalla mia stessa facoltà forlivese, alla quale avevo riservato il posto in appartamento per i suoi 6 mesi, da Febbraio a Luglio, andavamo sempre a feste varie, organizzate quasi sempre negli appartamenti di altri studenti Erasmus o francesi dell'IEP, e dove, tra le varie nazionalità, la lingua parlata era rigorosamente il francese. La lingua madre era sempre meno usata e, da quello che ricordo, per esigenze varie, l'avevo del tutto bandita anche con i pochi italiani nei primi quattro mesi. I nostri connazionali, ad eccezione di Chiara, erano più propensi a rimanere tra sud-europei e a parlare la lingua madre...io, quasi per rivalsa, stavo sempre con Francesi, Tedeschi e altri, e i nostri quasi li disprezzavo. Con Chiara, però, si organizzavano molte feste dove il rischio di ritrovarsi tra italiani era pressoché assente. Poi, nel gruppo, si sono aggiunti altri quattro italiani erasmus, in scambio presso l'Università di Ingegneria Josef Fourier, ma desiderosi di "draguer" le straniere, per cui anche loro erano costretti a parlare in lingua..cosa che io, a volte, facevo anche con Chiara...che poi, però, dopo un po', mi costringeva a parlare in italiano. La bella vita, tra l'Università, le feste in appartamento, qualche viaggio sulle montagne e verso le città vicine, e i classici luoghi, quali il "London Pub", "Le Vieux Manoir", il "Café Jules Verne", il "Bukana", il "Loco Mosquito", "Le barberousse" ecc., si avviava però al termine. Dovevo traslocare...e date le vicinanze con l'Italia, c'era la possibilità di farlo con la macchina. I miei dovevano, quindi, venirmi a prendere. Il 15 Marzo i miei genitori vennero a Grenoble a trovarmi, ma anche per riportarmi in Patria. L'11 Marzo avevo organizzato, in appartamento, una festa di addio, dove eravamo più di 40, e per la quale avevo chiesto l'autorizzazione dei condomini, che capirono perfettamente e mi augurarono buon divertimento e un buon rientro. Venerdì 17 Marzo 2006, la mattina verso le 8:30, eravamo in partenza: saliti in macchina, dopo gli ultimissimi saluti, ci avviavamo a lasciare Grenoble. Verso le 10:30 circa, varcavamo il confine: rientravo in Italia. Un viaggio che, tra pause, sarebbe durato 11 ore. La sera alle 20 ero a Sansepolcro.
E' già passato un anno, e nel frattempo ne sono successe di cose. La sera del 18 Marzo 2006 ricominciavo malinconicamente le routinarie uscite valtiberine, che ben poco avevano a che fare con il caloroso ambiente erasmus. Fortuna che chi ti era amico era pronto a buttarti le braccia al collo al ritorno! Nei primi mesi seguenti la mia attenzione si sarebbe solo concentrata sulla tesi, in vista, impazientemente, della Laurea, che ho conseguito giovedì 15 Giugno 2006.
Nel frattempo l'Erasmus finiva del tutto, senza rendermene conto..e anche la vita universitaria. Ho tentato di tenere in vita quelle emozioni, con gli altri ragazzi erasmus fino a Luglio, quando l'esperienza finiva anche per coloro che erano arrivati a Gennaio..solo con la vita universitaria ho mantenuto vive le emozioni, con visite settimanali ai "sopravvissuti", che ancora sono a Forlì, o con sporadiche rimpatriate! MB
Vivere senza confini
Questa volta non parlerò di trasporti, di economia, di quello che succede in Italia o all'estero, tanto meno di politica. Parlerò di quello che in linea generale sto facendo ultimamente.
Mi sono laureato l'anno scorso in Scienze Internazionali e Diplomatiche, dopo una lunga esperienza universitaria a Forlì, città a cui, ormai, mi sento profondamente legato, e dopo un bellissimo periodo di 6 mesi in Erasmus nella città francese di Grenoble, dove, oltre a sperimentare la vita estera, come un cittadino del luogo, mi sono fatto un'idea di che cosa siano l'Italia e gli Italiani dall'estero, e dove ho racimolato un bel po' di materiale per stendere la mia tesi di laurea. Terminata la tesi, intitolata "Il Tramonto della Terza Repubblica e l'instaurazione del Régime d'Etat Français 1934-1940" e, quindi, laureatomi, ho trascorso un primo periodo alla ricerca attiva e, perché no, all'ozio. Dopo una serie di week-end che mi hanno visto lavorare in una pizzeria, e un bel viaggetto in Germania, ospite da Thomas, un mio caro amico conosciuto in Erasmus e con cui mi tengo costantemente in contatto, ho trovato un impiego temporaneo in un ente territoriale, un GAL, in Romagna. Ho trascorso quattro mesi di pendolarismo in corriera (per ragioni di convenienza) e di lavoro d'ufficio di 8 ore al giorno, che per me non erano affatto gravose, visto che il lavoro mi piaceva, sebbene le giornate fossero faticose a causa di 3 ore al giorno di viaggio in pullman tra curve e "lande desolate", che occorrevano per raggiungere, tra andata e ritorno, una località situata a soli 50 km da casa mia. Successivamente ho deciso di aprire una nuova frontiera nella mia vita.
Al giorno d'oggi, si sa, essere laureati non significa essere garantiti sul piano lavorativo e nemmeno avere la possibilità di effettuare il percorso prescelto, quando ancora si avevano 18 anni. Le scelte, poi, cambiano, sia col trascorrere dell'età, col mutare dei gusti e con l'entrare in contatto con la vera realtà. Fatto sta che mi sono iscritto ad un master di secondo livello, full time e molto quotato: un master MBA, in Business Administration, presso l'Alma Graduate School di Bologna. In teoria, e spero anche in pratica, si dovrebbe diventare dei neo-manager al termine di questa esperienza annuale, ma che si profila anche molto intensa e soprattutto molto dura.
Nonostante abbia dovuto lasciare l'impiego e mi sia dovuto trasferire a Bologna, proseguendo la vita universitaria, interrotta per qualche tempo, e con qualche annetto ed un titolo in più sulle spalle, non ho rinunciato ai miei fine settimana di sempre e, probabilmente, chi mi vede puntualmente il venerdì e il sabato (la maggior parte di amici, conoscenti e mire espansionistiche) penserà a tutto, meno che io viva fuori zona.
Di conseguenza sto sperimentando la vita in una città di più di 400.000 abitanti, che in qualche modo mi ricorda Grenoble, ma forse un po' più movimentata e caotica, caratteristica tipica delle città medio-grandi italiane. Venerdì sera è arrivato il mio ritorno in vallata e, analizzando la giornata, sono passato da una vita all'altra, oltre che da compagnie, ambienti e territori del tutto diversi.
La mancanza di collegamenti diretti che mi permettano il tragitto Bologna-Sansepolcro in poco tempo e con i mezzi pubblici, mi costringe ad effettuare un viaggio un po' particolare. Ho una coinquilina, in appartamento che il venerdì pomeriggio ritorna a Cervia, per cui prendiamo lo stesso treno: lei scende a Cesena, io a Forlì, poiché lascio l'auto nel garage dei miei amici della precedente vita universitaria, che vivono là. Il viaggio, dalla stazione di Bologna alla fermata di Forlì, trascorre in un batter d'occhio, in compagnia di simpatiche conversazioni. Giunge poi il momento di salutarci: mi aspetta un altro tragitto con il mio trolley da viaggio, fino al garage dove lascio la macchina. Questo venerdì dovevo essere, tra l'altro, ad una cena dalle mie parti per le 21. Un saluto, quindi, rapido agli amici "forlivesi" e, perché no, qualche volta mi trattengo per trascorrere assieme il venerdì sera tra la bolgia universitaria di Forlì, unita alla tipica fighetteria della zona. Poi prendo l'auto, in una corsa contro il tempo (quando ho impegni che mi aspettano nella mia zona) o in un semi-rilassato viaggio, tra le buche, i camion e gli autovelox della E45, una strada che percorro da anni a scadenze settimanali, e dove un viaggio di soli 100 km me ne sembra uno di 500! E' venerdì sera e, immancabilmente, dopo una cena a casa, o fuori con amici, finisco per andare al Mojito-Formula nell'umbra Città di Castello, una zona che un tempo detestavo, ma che oggi, ironia della sorte, mi sembra un paradiso di ragazze new entry a dir poco allucinanti. (Forse questo spiega la mia brama di tornare il venerdì e il sabato) Sfatata l'opinione e il gusto, comune a molti altri miei amici e conoscenti, mi godo la serata fino alle prime ore del mattino, con una colazione, come dolce conclusione, al Tre-Bis tra le 4 e le 5...e poi arriva il ritorno nella toscanissima Sansepolcro.
In conclusione il venerdì risulta veramente una giornata particolare, dove si fondono insieme due o tre vite diverse, passato e presente, o anche presente e futuro, dove si uniscono le aspettative del lavoro e della vita a quelle del cuore, e dove passo dall'Emilia, alla Romagna e poi alla Toscana e all'Umbria, nel giro di poche ore, e soprattutto toccando con mano le realtà del luogo.
Una vita entusiasmante, intensa e sconfinata. MB