Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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Al mondo ci sono i tamarri...ma ora arrivano anche le...tamarre!
Questo caso è l'emblema del cambiamento del mondo femminile: niente più a che vedere con le gonnelline e i fiorellini, o con il vestitino rosa...niente più a che vedere con la "piccola italiana" o con "la giovane fascista del Littorio", propagandata dal regime fascista, che indossa la gonnella nera e la camicietta bianca, pronta a servire la patria, ad accudire la casa e i figli...niente più a che vedere con le "ragazze angelicate" che si scandalizzano alla prima parolaccia o al primo comportamento, diciamo, esuberante.
Lunedì sera, io e i miei coinquilini, abbiamo assistito, divertiti, ad una esibizione in strada dal quarto piano di un palazzo del centro di Bologna.
E' quasi l'una di notte e una Smart bianca, con il tetto nero, parcheggia proprio sotto casa nostra. Sono sicuramente delle clienti di un pub "fighetto" situato sulla strada, dove qualche volta andiamo a prenderci una birrozza tra "colleghi". Dalla Smart scendono due ragazze tiratissime e in minigonna e se ne aggiunge una terza. Le portiere dell'auto rimangono aperte e comincia la discoteca: "Rise Up" di Yves La Rock a tutto volume. Dal quarto piano sembrava di avere uno stereo acceso in casa. Le ragazze si mettono a ballare sul marciapiede, quasi impazzite e ridendo, come se si trattasse di un ballo di gruppo. Poi cominciano a cantare, mentre la musica continua. Dopo "Rise Up" comincia "Destination Calabria" di Alex Gaudino, immancabilmente a tutto volume, e le tre ragazze continuano ad esibirsi. Pochi passano in quel momento, ma quei pochi guardano attoniti da distante. Io e i miei coinquilini assistiamo, divertiti e increduli, dal balcone. Ci manca solo la lap-dance. Dopo dieci minuti le tre ragazze spengono lo stereo e si avvianoverso il pub. Un mio coinquilino rivolge a loro, dal balcone, un "grazie per la musica" e una di queste, voltandosi verso l'alto guarda il mio coinquilino come se lo scocciatore-tamarro fosse lui! Proprio come se loro non si fossero mai messe in mostra e non si fossero esibite.
Ma se vogliono essere tamarre, almeno mostrino contentezza per i nostri cortesi rigraziamenti riferiti ai loro spettacolini!! MB
Musica anni '80 per avviare la serata "radio edition"
Non tutti se ne saranno accorti, ma nei momenti abbastanza tranquilli della giornata, ma ben prossimi a quelli emotivamente più carichi ed intensi, le emittenti radio conducono programmi di musica rétro, in genere anni '80 e '90. Oggigiorno sono numerose le stazioni radio che attirano gli ascoltatori con l'anni '80, un genere o amato o odiato, a seconda delle personalità, che però fa sempre piacere ascoltare, vista la presenza numerosa di successi e "tormentoni" di due decenni fa. A livello nazionale molte frequenze emettono questo tipo di musica tra le 20 e le 22: degna di nota è Tam Tam Network, che nel centro Italia è diventata Max Energy, oppure altre stazioni come Errevutì di Sansepolcro, Pane-Burro-Marmellata di Bologna, Radio Studio + di Brescia e Radio Studio Delta di Cesena.
Non appena si fa dumping tra le stazioni radio e si incontra l'anni '80, molto amato anche allestero, soprattutto in Francia, in Danimarca e in Germania, spiccano i Depeche Mode, i Talk Talk, Bronsky Beat, gli Ah Ah, Nik Kershaw, gli Alphaville, Den Harrow, i Level 42 e gli Imagination... e a molti la memoria cade su quegli anni che, oramai, risultano lontani e carichi di mistero e di nostalgie ormai sempre più celate dal trascorrere degli anni, che già ci portano a considerare retrò pure la dance del periodo 1992-95, ovvero, gli anni '90, dal ritmo molto più veloce (il caratteristico Beat) rispetto a quello degli anni '80, ma fondamentalmente simile, vista la presenza della musica elettronica, dei synthetizer e delle tastiere. Ovviamente l'anni '80 è molto più melodica e "rilassata" rispetto a quella degli anni '90: il ritmo è quello tipico del "passo", l'euro-beat, accompagnato dal suono dei bassi e delle tastiere, dove sono rilevanti l'impegno e la bravura di colui che suona, rispetto a quello da tachicardia delle canzoni degli anni '90, dove emerge anche il progresso del digitale e dei software, impiegati negli accompagnamenti e nei ritmi, e i cui motivi sono molto più "ansiosi e frenetici" rispetto alle allegre e moderne melodie degli anni '80. In ogni modo '80 e '90 piace, al giorno d'oggi, rievocarli ascoltandone i brani che a suo tempo ci hanno fatto sognare (nel mio caso quella degli anni '90), mentre nel frattempo si comparano questi generi a quelli odierni, che tendono a riprenderne le basi, mixandole o dando luogo a delle cover spettacolari. MB
Baby make your move,
step across the line,
touch me one more time.
Come on, dare me
Sì, questa volta si parla d'altro..si parla di musica, di musica house, quella di oggi, delle discoteche e degli american bar, degli aperitivi e dei pre-serata.
Ultimamente mi capitava di ripensare al 2004, quando l'era universitaria si avviava verso gli sgoccioli, quando era in auge, come del resto anche oggi, il Click-Rock, a Forlì. In questo locale, soprattutto allora, si mescolava l'improvvisata moda degli universitari a quella rigorosamente fighetta dei romagnoli. I primi, con delle biciclette da rottamazione si avviavano verso la discoteca, facendo di tutto per pagare il meno possibile e per scroccare delle drink-card agli amici pr, me compreso, per ubriacarsi di birre e superalcolici. Poi, nel locale, ballavano quasi tutta la sera, soprattutto al piano di sotto dove c'era musica rock e ska. I secondi entravano sempre in lista, avviandosi verso l'ingresso dei tavoli, con ragazzi forlivesi dalle pettinature all'ultimo grido e le ragazze vestite e truccate in maniera mozzafiato..ma tirati entrambi come delle corde di violino. Questi andavano al terzo piano, dove c'era la musica House e sostavano per i corridoi del secondo piano, quello di passaggio, del terzo, e nell'angolo privé, standosene con un bicchiere in mano, con un cocktail all'interno, a parlare, maschi e femmine (non si capiva quali fossero i ruoli sociali!) del più e del meno per tutta la sera. Ricordo che avevo, e avrei tutt'ora, amici universitari tranquilli, che preferivano starsene di sotto, poiché terrorizzati (come nella storia della volpe e l'uva) dalle fighette del posto, quelli un po' alternativi, che rimanevano al piano terra per ovvi motivi, e delle amiche forlivesi, molto tranquille, che capitavano raramente, ma venivano al Click per ballare e non per starsene sui corridoi. Poi avevo due amiche, le "Gemelle", chiamate così perché gemelle, benché diverse, che preferivano il sistema fighetto alla "Milano Marittima". Queste, ricordo, le invitavo sempre a raggiungerci in pista, e invece, se volevo parlare con loro, scherzando e prendendoci in giro a vicenda, con apparente astio e tanto affetto interiore, mi toccava rimanere un po' lì, con i loro amici..e nel frattempo, io ed altri, vedevamo passare tante altre fighette romagnole che per poco, ad ogni ragazza riservavamo un commento. Le amiche universitarie, poi, venivano a cercarci chiedendoci che fine avessimo fatto..e ci trovavano al terzo piano, o a sparare cavolate con le "Gemelle" o ad insultare qualche ragazza del posto che, tiratissima, rifiutava ogni approccio di ogni sconosciuto, per poi buttare le braccia al collo ai loro amici maschi. Il tutto in compagnia dei soliti motivi House.
Verso la fine di febbraio mi tornava alla mente questo periodo, e ripensavo ad una canzone carina, intitolata "Make your move", che aveva fatto la stagione ma che era tristemente scomparsa..eppure, pensavo, mi sembrava assai attuale..perfino meglio di quelle che spopolano ultimamente. Ironia della sorte, a partire dalla prima settimana di marzo questa canzone mi è capitato di sentirla tutte le volte che andavo a ballare..e perfino alla radio..pure quando alle 5 in punto della mattina di lunedì mi mettevo alla guida per tornare a Bologna. Che emozione! Sembrava di rivivere il passato, e non più nel 2004, ma nel 2007, nell'era S... ! Cosa ancora più incredibile, sono tornato al Click-Rock un venerdì, dove sono ancora pr (spettacolare) e, con gli stessi amici di allora, più o meno tutti, con alcuni nuovi, ho rivisto le mie amiche "tirate" e, parlando di cavolate con loro, proprio come ai vecchi tempi, sento questa canzone anche in quel momento. Decido di cercarla. Mi informo con i dj, cerco notizie su internet, finché mi sono reso conto che "Make your move", di Dave Armstrong, ma remixata da Antoine Clairman e da Gigolos, nel 2004 era un po' più soft. Oggi vi è una nuova versione, del 2007, un po' più dance e più orecchiabile, ancora più carina di quella di allora..finalmente l'ho trovata..e credo che avrà successo. MB
Una curiosità: Smalltown Boy 2006.
A chi non è capitato di ascoltare la famosissima "Smalltown Boy" di Bronski Beat, uscita il 29 luglio 1984? Una canzone tipicamente Anni '80 della Dance di allora, caratterizzata dal suono melodico delle tastiere e dall'accompagnamento dei bassi. Nelle ultime settimane ci sarà sicuramente capitato di ascoltare una spettacolare versione odierna di "Smalltown Boy", fatta sentire nelle varie radio e nelle sale commerciali delle discoteche. Si tratta di "Tell Me Why" dei Supermode, un gruppo svedese che nel 2006 ha dato origine a questa canzone dove sono coniugate le melodie degli anni '80 con i nuovi ritmi dance degli anni 2000. Questa canzone riporta la melodia di "Smalltown Boy" e il testo di "Why", entrambi dei Bronski Beat, dando luogo ad una bella musica ballabile ed ascoltabile, che richiama un po' la techno e la disco, ma in una maniera che non ha niente a che vedere con la techno e con la musica trash-elettronica-tribal di oggi. E' un vero mix Anni '80-2000, con i suoni tipici di allora e la tecnologia e la modernità di oggi. MB