Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.

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Utente: Thunder7
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA. N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.

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martedì, 11 dicembre 2007

E78 Grosseto-Fano: un passo avanti

Lunedì 10 Dicembre 2007, dopo un lunghissimo tergiversare, si è tenuta l'inaugurazione dei 13 km del tronco Palazzo del Pero-Le Ville di Monterchi, appartenente all'itinerario E78, Grosseto-Fano, detto "Due Mari". L'inaugurazione, alla presenza del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, del Condirettore generale dell'ANAS Stefano Granati, del Presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli e del sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, chiude una vicissitudine durata ben 22 anni, al fine di completare un tratto di appena 13 km, attraverso l'apertura al traffico dei rimanenti 5,8 km, appartenente all'ambizioso progetto di costruzione del primo collegamento trasversale del Centro-Italia, che unisca Adriatico e Tirreno e quindi A14 e "Corridoio Tirrenico" ed Aurelia. Purtroppo gli altri lotti del tracciato di 270 km, al di là dei circa 120 aperti al traffico, sono oggetto o di progettazione definitiva o preliminare. Da Grosseto a Montorsaio sono in esercizio i primi 11 km della tratta Grosseto-Siena, ricavati dal raddoppio della SS223, oltre a brevi varianti. Oltre al lotto 11 è aperto pure il lotto 3, di appena 3 km. Il lotto 0, di giunzione tra la SS223, la Tangenziale Ovest di Siena e il raccordo Siena-Bettolle, è oggetto di progettazione preliminare, mentre il raccordo Siena-Bettolle A1, è stato completamente raddoppiato. Il tratto Rigomagno Monte San Savino probabilmente non verrà eseguito, mentre è allo studio la complanare alla A1, nel tratto Bettolle-Monte San Savino, dal percorso più lungo, ma molto più economico e meno impattante con il territorio, e che garantisce un'interconnessione naturale con l'Autostrada del Sole. Da Monte San Savino a San Zeno (Arezzo), sono da anni in esercizio 14 km, che verranno messi in sicurezza. Il tratto San Zeno-Palazzo del Pero, invece, è allo studio preliminare, dal momento che non sono stati ancora stanziati i fondi, nemmeno con la finanziaria 2008, per risolvere delle criticità annose, come il nodo di Olmo. Da Palazzo del Pero a Le Ville, sono in esercizio dal 10 Dicembre 2007 ben 13 km, riguardanti una delle zone morfologicamente più complesse, che hanno previsto l'eliminazione dell'uscita di Molin Nuovo. Da Le Ville a Selci-Lama, alla E45 e alla galleria della Guinza, al confine tra Umbria e Marche, nessuno dei 7 tracciati presentati hanno soddisfatto all'unanimità i comuni, con forti divari tra Toscana e Umbria. Dei 270 km della Grosseto-Fano, i 14 km umbri sono quelli che incidono di più sul futuro della superstrada, sia perché dovrebbero permettere l'attraversamento appenninico, sia perché sono quelli più indietro in termini di avanzamento. Nel versante marchigiano è allo studio definitivo il tratto Guinza-Mercatello sul Metauro, mentre il tratto Mercatello-Santo Stefano di Gaifa e ancora allo studio preliminare. Connessa alla Grosseto-Fano vi è anche la Bretella di Urbino, che deve essere ancra realizzata. Infine da Santo Stefano di Gaifa fino a Fano sono già in esercizio circa 30 km di superstrada, sino ad ora considerati "Raccordo Autostradale Fossombrone-Fano".

Ulteriori approfondimenti circa le caratteristiche tecniche del tratto di 13 km appena aperto al traffico sono rintracciabili alla sezione infrastrutture del blog, sotto la voce E45-E78. MB 

Postato da: Thunder7 a 22:51 | link | commenti
italia, economia, toscana, marche, viabilità, infrastrutture, umbria-trash news

mercoledì, 17 ottobre 2007

La ferrovia Arezzo-Sansepolcro-Rimini: da sogno a realtà
 
Nei giorni scorsi si è discusso, durante una riunione a San Piero in Bagno (FC), dell’ipotesi di tracciato di una ferrovia che dovrebbe collegare Arezzo, Sansepolcro e Rimini, creando un contatto diretto tra le dorsali ferroviarie centrale e adriatica.
A prima vista chiunque considererebbe tale riunione una perdita di tempo, un sistema per far guadagnare esperti in materia, professori universitari, consulenti, architetti e ingegneri. Probabilmente dietro a tale dibattito vi è il solito “contentino” per gli elettori delusi, la promessa che non sarà mai mantenuta, oppure interessi politici e settoriali che conducono allo spreco di tempo e di risorse per dei progetti che non verranno mai resi esecutivi.
Tutto ciò si direbbe ovvio, dal momento che non vi è né cassa né budget per la costruzione della E78 Grosseto-Fano, oltre alla più che evidente mancanza di volontà politica.
Ragioniamo però un attimo, lasciamo perdere le chiacchiere e le tradizioni conservatrici e campanilistiche: siamo nel 2007, nell’Unione Europea, i cui stati membri, compresi i nuovi arrivati, sono sempre più competitivi e registrano tassi di crescita più che doppi rispetto a quelli italiani, mentre il nostro paese sta drammaticamente perdendo in competitività, PIL, crescita economica e in indicatori di povertà.
Tra il 1886 e il 1944, e magari qualcuno se lo ricorderà sicuramente, esisteva una linea, monorotaia e a scartamento ridotto, con trenini a vapore o diesel, la cui velocità di percorrenza era di appena 35 km/h. Al giorno d’oggi una linea del genere sarebbe anti-economica, è vero, se non venisse potenziata tecnologicamente, però per quei tempi rappresentava una soluzione ampiamente funzionale. Le politiche riduttive dei trasporti del nostro paese ne hanno voluto lo smantellamento, complici le bombe alleate e le mine tedesche del periodo giugno-agosto 1944.
L’idea della ferrovia Arezzo-Sansepolcro-Rimini ricalca solo in parte la Arezzo-Sansepolcro-Fossato di Vico, ma, ragionando non su scala prettamente locale, bensì nazionale ed europea, rappresenta un vitale collegamento delle direttrici centrale ed adriatica, ovvero, le linee ferroviarie più importanti d’Italia. Nella nostra Penisola è del tutto assente una via di comunicazione trasversale che renderebbe “a maglie” e non “a pettine” la rete dei trasporti. Siccome non si può ragionare in maniera univoca e lineare, ma in maniera pluridirezionale o circolare, la superstrada Grosseto-Fano fungerebbe da fondamentale collegamento su gomma tra il Mare Adriatico e il Tirreno, mentre la Arezzo-Sansepolcro-Rimini rappresenterebbe la modalità su ferro, fondamentale per il trasporto merci e per la riduzione della spaventosa mole di traffico pesante che, al momento, congestionano la E45, la A1, la A14 e tante altre strade statali e provinciali.
Quest’opera rappresenta una grande occasione per il trasporto europeo e nazionale, funzionale ai Corridoi 1, Berlino-Palermo, e 5, Lisbona-Kiev. Tale infrastruttura risolverebbe, assieme alla E78, lo storico e gravoso isolamento dell’Italia Centrale. Tutta la Penisola ne beneficierebbe, non soltanto le regioni Toscana, Marche, Umbria ed Emilia-Romagna, e non solo la Valtiberina e la Valmarecchia.
Non serve proprio a nessuno continuare nell’ottica della fallimentare “miopia imprenditoriale”, degli interessi elettorali di breve periodo e di quelli lobbistici e sezionali.
Questa opera fondamentale attraverserebbe una zona di per sé scarsamente popolata, ma molto attiva economicamente, dotata di imprenditoria e di voglia di sviluppo, ma soprattutto collegherebbe centri importanti come Arezzo e Rimini, e in particolare, la TAV Torino-Milano-Napoli alla costa adriatica. I suoi costi di costruzione sono certamente elevati, data la morfologia del territorio, ma tale progetto, se realizzato con tecniche e metodologie di affidamento di ultima generazione, avrebbe ricadute di grande successo sul territorio, sull’economia, sui flussi di traffico e, se vogliamo essere chiari, sugli introiti fiscali, dato l’incremento di ricchezza derivante dalle migliori comunicazioni. Non dimentichiamo che i paesi periferici, tradizionalmente i più poveri dell’UE, salvo il Mezzogiorno, stanno crescendo e colmando i gap con gli altri stati, grazie allo sviluppo delle infrastrutture: un tempo erano meno collegati al resto dell’Unione Europea e ciò penalizzava le imprese locali e gli investimenti stranieri.
Tale opera richiede tempi lunghi e finanziamenti ingenti, ma occorre fare leva affinché venga inserita nelle prossime programmazioni economiche a livello di Esecutivo. Il tutto per cogliere l’occasione, dal dibattito tenutosi a San Piero in Bagno, di dar vita ad un importantissimo progetto su scala nazionale. MB

Postato da: Thunder7 a 01:12 | link | commenti (2)
italia, politica, opinioni, economia, toscana, marche, romagna, infrastrutture, valtiberina news

lunedì, 18 dicembre 2006

La Valtiberina confina con Rimini: ecco il nuovo vicino.

Nella giornata di ieri, domenica 17 dicembre, dalle ore 7 alle 22, e nella giornata odierna, lunedì 18 dicembre 2006, si è svolto il referendum per l'annessione di sette comuni dell'attuale provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini. Un referendum di cui i media non hanno parlato. Si sa, gli aventi diritto al voto, in quell'area, sono appena 16.410, veramente pochi, se calcoliamo che la città di Sansepolcro ha ben 16.000 abitanti e poco più di 10.000 elettori. Eppure, forse anche a causa dello sciopero dei giornalisti, a livello nazionale non si è parlato di questo evento che, come era prevedibile, ha cambiato la cartina geopolitica dell'Italia. Una regione si è allargata, raggiungendo o superando in dimensioni la Toscana, e questa è l'Emilia-Romagna; un'altra, già assai piccola, si è ristretta, ovvero, le Marche. Sette comuni, due dei quali confinanti con la provincia di Arezzo, hanno scelto di passare sotto Rimini: Casteldelci, Pennabilli, Novafeltria, Sant'Agata Feltria, Talamello, Maiolo e San Leo. E' andato a votare il 67,51% del corpo elettorale e l'83,91% ha optato per l'annessione alla Romagna. Questi comuni della Valmarecchia erano da tempo favorevoli al referendum e da sempre lamentano problemi enormi di viabilità, di collegamenti e di sviluppo economico. Questa terra, legata storicamente ai Malatesta di Rimini, ma successivamente ai Montefeltro di Urbino, ha molti legami sia territoriali che socio-economici con il riminese. L'accento stesso degli abitanti di quest'area è romagnolo, infatti recentemente è stato coniato un neologismo che li definisce "marchignoli". L'economia è legata al modello di sviluppo dell'entroterra riminese e pure il prefisso telefonico è lo stesso, ovvero 0541, mentre quello di Pesaro è 0721 e quello della zona di Urbino è 0722. Eppure c'è sempre chi è contrario, in particolare chi sostiene l'importanza di mantenere il territorio del Montefeltro unito, chi ricorda che separare questi comuni dalla provincia di Pesaro-Urbino significa ridisegnare i confini e le funzioni dei vari enti territoriali. E' contrario soprattutto chi ricorda l'impegno assunto dalla provincia di Pesaro, negli ultimi anni, oltre che da Ancona, per sostenere economicamente questa terra di confine, alquanto svantaggiata. I sette comuni della Valmarecchia hanno però molto in comune con Rimini, ed è per questo che i suoi abitanti sono d'accordo con la secessione. Il nuovo capoluogo di provincia dista solo mezz'ora di tempo da Novafeltria, quando invece, per arrivare a Pesaro, ce ne vogliono quasi due, dovendo, tra l'altro, passare per Rimini. La secessione non è però immediata: occorrono ancora vari passaggi burocratici, quali la consultazione tra le due regioni e la trasformazione del risultato referendario in legge dello stato. Forse tra due anni vedremo cambiati i confini istituzionali. 

Comunque si tratta di un'altra vittoria per la Romagna, che cerca col tempo di radunare tutta la sua etnia entro i propri confini, sperando, chissà, un giorno, di ottenere l'autonomia da Bologna, staccandosi dall'Emilia. Il 4 marzo 1923, un decreto regio sanciva il passaggio di addirittura 11 comuni della Toscana alla Romagna, o meglio, dalla provincia di Firenze, che toccava le porte di Forlì, a quest'ultima. Quella di oggi è stata, quindi, una nuova fase. Chissà se toccherà anche a Imola e alla valle del Santerno, che sono in provincia di Bologna, oppure ai tre comuni ancora fiorentini, ma "toscano-romagnoli", come Marradi, Firenzuola e Palazzolo sul Senio, o, perché no, a Badia Tedalda?

Intanto la Valtiberina si ritrova alle frontiere una nuova provincia: quella di Rimini. Forse si tratta di una provvidenziale occasione di collaborazione turistico-economica che potrebbe veramente aiutare la nostra vallata.

                                                               Manuele Brizzi    

Postato da: Thunder7 a 23:04 | link | commenti (156)
italia, politica, marche, romagna, curiositÃ