Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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Parodia: la metafora de "La Cicala e la Formica", in Italia
VERSIONE CLASSICA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce
la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica
sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo
ristorandosi con le provviste accumulate mentre la
cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.
VERSIONE AGGIORNATA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce
la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica
sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo
ristorandosi con le provviste accumulate.
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza
stampa e pone la questione del perché la formica ha il
diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri
meno fortunati muoiono di freddo e fame.
La televisione organizza delle trasmissioni in diretta
che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché
degli spezzoni della formica al caldo nella sua
confortevole casa con l'abbondante tavola piena di
ogni ben di Dio.
I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un
paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala
mentre altri vivono nell'abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della
formica in solidarietà della cicala mentre i
giornalisti organizzano delle interviste domandando
perché la formica divenuta così ricca sulle spalle
della cicala ed interpellano il governo perchè aumenti
le tasse della formica affinché essa paghi la sua
giusta parte.
In linea con i sondaggi,il governo redige una legge
per l'eguaglianza economica ed una (retroattiva
all'estate precedente ) anti discriminatoria.
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa
per non aver occupato la cicala come apprendista, la
casa della formica viene sequestrata dal fisco perchè
non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la
formica lascia il paese e si trasferisce in
Liechtenstein.
La televisione prepara un reportage sulla cicala che,
ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate
dalla formica nonostante la primavera sia ancora
lontana.
L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per
la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse
della cicala e del governo.
Sono avviate delle rimostranze nei confronti del
governo per la mancanza di assistenza sociale, viene
creata una commissione apposita con un costo di 10
milioni.
Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa
evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi
delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da
ragni immigrati.
Il governo si felicita delle diversità multiculturali
del paese così aperto e socialmente evoluto.
I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di
ladri, un traffico di mantidi prostitute e
terrorizzano la comunità.
Il partito della sinistra propone l'integrazione
perché la repressione genera violenza e violenza
chiama violenza....
Inviata da Francesco Adami e da Diego de Blasi
La legislazione dell'emergenza e il prolificare delle leggi: il dopo "Molfetta"
La legislazione italiana è costituita da codici di ogni tipo, con leggi e decreti risalenti perfino al periodo monarchico e fascista. Siamo veramente in balia di milioni e milioni di leggi, delle quali il 50% contraddicono l'altro 50. Un sistema legislativo assurdo che sta paralizzando il paese in tutto. La burocrazia pervade il nostro vivere, creandoci problemi di ogni tipo e rendendoci sempre più impossibile l'esistenza. La burocrazia italiana è così elefantiaca e tra l'altro non informatizzata, al punto che le nostre pratiche, che giacciono in dei cassetti per mesi ed anni, non risultano rintracciabili. Tutto funziona attraverso lo "scarica barili". Di nessuno è la colpa, oppure è colpa di tutti! La causa è il prolificare delle leggi, la gara di attività legislativa dei vari governi. Nessun italiano ha idea da che leggi siamo governati, nessuno conosce bene le leggi, benché "la legge non ammetta ignoranti". Tutto ciò sembra attuato per dare lavoro agli avvocati ed ai notai. Eppure i primi avranno sicuramente così tanto lavoro da non esserne poi così felici. Tutto ciò spiega il perché in Italia nessuno rispetta le leggi, nessuno sa difendersi, e nessuna certezza della pena è garantita. Tutto ciò spiega la facilità con la quale un cittadino innocente può da un momento all'altro terminare i propri anni in galera, accusato di omicidi nemmeno sognati la notte. Tutto ciò spiega la durata illimitata dei processi e la presenza di criminali impuniti o scarcerati dopo un'ora, oppure l'entrata nel nostro paese di migliaia di clandestini in fuga dalla Giustizia dei loro paesi, sicuramente meno clemente della nostra. Tutto ciò spiega la presenza di una burocrazia mai vista, fortemente lenta ed estenuante, che provoca la paralisi di ogni attività e dello sviluppo economico del paese. La Francia della Terza Repubblica, nel periodo compreso tra gli anni '30 e il 1940, l'anno del suo decesso, viveva una situazione ben simile a quella nostra. Lì i governi avevano una vita media molto corta, le crisi erano continue e per ogni questione, pure insignificante, il Presidente del Consiglio poteva essere chiamato in causa. In caso di invasione, poi, vi erano molte procedure da seguire, nonostante i "pieni poteri" del capo del governo. Paul Reynaud, per esempio, dovette infrangere molte norme per cercare di salvare in extremis la Francia. E con la situazione attuale, con la paralisi e lo sfascio del sistema italiano, che basterebbe veramente poco per invertire la situazione, cosa accadrebbe se da un giorno all'altro un paese ci invadesse, o se una nostra qualsiasi Regione dichiarasse la propria indipendenza? Stando così le cose, rimarremmo o invasi e in seguito sottomessi, o privati di un pezzo di terra. Nessuno sarebbe in grado di fare niente e tutti si rifugerebbero nei propri interessi personali, facendo gli occhi dolci al nemico.
Ieri sono morti quattro operai della Truck Center di Molfetta, un'impresa di autolavaggio, in particolare di autocisterne. Il tutto si è verificato a causa di alcune fuoriuscite di zolfo. Tra queste quattro persone è morto pure il titolare. Questa mattina è deceduto pure il quinto, ricoverato ieri pomeriggio in rianimazione. Subito la classe politica ha parlato di interventi seri. Le solite proposte di legge che tanto fanno parlare i giornali e che poi cadono nel vuoto, o i soliti decreti con validità temporali. Sì, sono le solite leggi dell'emergenza, poi "abrogate" da successive leggi che dicono l'esatto contrario, una volta che il dramma è passato. In Italia esiste da sempre la Legislazione dell'Emergenza: "solo quando ci scappa il morto si interviene". Così pure nelle strade. La legislazione dell'emergenza da vita ad un sistema legislativo schizofrenico, attraverso la cui cronologia è facile capire quali situazioni o eventi si stanno verificando in quel dato periodo in Italia. E' una legislazione per niente imparziale, anzi, molto di parte e fortemente emotiva. Un esempio è poi il referendum sul nucleare, proprio in contemporanea al disastro di Cernobyl, un evento che ha privato il nostro paese dell'autosufficienza energetica, rimanendo alla mercé delle grandi lobbies internazionali.
La situazione di stallo dell'Italia è risolvibile solo con la riduzione delle miriadi di leggi inutili, e con l'applicazione rigida e imparziale e razionale (soprattutto non emotiva) di quelle poche utili e di per sé esaustive. MB
Voglia di Griffes e salari ancora in lire
La società italiana ha drasticamente ridotto i consumi, a causa delle ormai croniche difficoltà economiche e del problema di "arrivare alla terza settimana", come i nostri politici dicono con ipocrisia, durante i dibattiti elettorali. La tradizionale propensione al risparmio degli Italiani, che nei decenni passati li ha visti come tra i più virtuosi popoli del mondo in termini di risparmio e capitale privato (basti pensare che l'83% degli Italiani ha una casa), è calata notevolente a partire dall'introduzione dell'euro, per cause diverse. Innanzitutto il mancato monitoraggio dei prezzi in seguito all'introduzione della Moneta Unica, ha provocato un'inflazione del 40% nel solo 2002, ben camuffata da un indice ISTAT quasi "fraudolento", il quale, calcolando l'indice panieri di beni ormai in disuso, ed introducendo prodotti ad alto contenuto tecnologico, ma ancora ben poco acquistati dalla massa, ha dato luogo ad una media ponderata di solo il 2,8%. Negli ultimi anni sono radicalmente cambiati i costumi: tutti siamo stati influenzati dalla corsa ai consumi della seconda metà degli anni '80, per poi sfociare nella ricerca delle griffes, tipica degli anni '90, per approdare ad un maniacale e paranoico gusto dell'apparenza, classico dei giorni nostri, dove per realizzare tali scopi occorre per forza un esborso spaventoso di denaro. Sempre più Italiani vestono abiti firmati, spesso in contraddizione con il tipico buon gusto e con l'eleganza tradizionale, che prevede un buon abbinamento di colori. Sempre più giovani si vestono abbinando disordinatamente capi dai colori distonanti, seguendo quasi la moda "random" dei paesi anglo-sassoni, ma passando per "fighetti", soprattutto per le "senzacervello teenagers", poiché indossano abiti dalle firme costosissime e alla moda. Molti sono convinti che abiti con firme che fanno decuplicare i prezzi, siano di qualità eccellente rispetto agli altri, quando invece i loro prezzi sono dovuti esclusivamente ai costi di marketing e advertising, all'importanza del brand nel settore in quel dato momento, mentre la differenza tra il costo dei materiali di qualità e quello dei materiali scadenti è quasi marginale, incidendo sul conto economico delle aziende solo in termini di grandi volumi di produzione. Nel panorama economico italiano troviamo così famiglie che non arrivano a fine mese e giovani che lavorano, ma che vivono ancora in famiglia, senza né pagare bollette, né fare la spesa, che "tirano su l'economia" delle grandi firme e dei locali notturni, sperperando interamente il loro stipendio. La società italiana sta veramente cadendo in contraddizione e il denaro sta acquistando un valore di status anche tra i giovanissimi. Probabilmente la mancata propensione al risparmio degli ultimi anni deriva anche dal crescere dell'inflazione, dall'aumento smodato di prezzi di diversi generi e dei settori energetico-trasportistici, mentre i salari sono fermi. In parole povere sta accadendo, soprattutto tra i giovani, quello che avveniva nella Germania di Weimar, in un periodo di iper-inflazione: tutti cercano di spendere il più possibile ora per acquistare certi prodotti, il cui costo rischia di aumentare vertiginosamente da un momento all'altro. L'introduzione della Moneta Unica prevede inoltre il patto di Stabilità, per cui non si può ricorrere all'incremento della spesa pubblica e a politiche inflazionistiche, quindi, nella situazione italiana sta crescendo paurosamente il divario tra ricchi e poveri, tra dipendenti e liberi professionisti o datori di lavoro. Chi possiede un negozio o un'impresa non sconta più di tanto l'introduzione dell'euro o l'aumento dei prezzi dei beni di consumo, oppure la forte diminuzione dei tassi d'interesse sui depositi bancari: questi può benissimo adeguare i prezzi, annullando così le perdite. I dipendenti, invece, si ritrovano con i salari ancora in lire, fermi al 2000, con un potere d'acquisto ormai ridotto del 50%-60%! Un paese non può assolutamente andare avanti così. Rischia di diventare uno Stato del Quarto Mondo, dove vi è un 10-15% della popolazione con un reddito alto, mentre tutto il resto che vive al di sotto della soglia di povertà. La situazione in Italia è poi destinata a peggiorare ulteriormente: come riportano gli articoli del New York Times, l'Italia è un paese proiettato nel passato, senza fiducia verso il futuro, caratterizzato da un forte individualismo, da assenza di interesse per l'attualità, da apatia verso la politica, mancanza di fiducia nei confronti delle istituzioni e assenza di interesse per la cosa pubblica e per il senso civico. In poche parole siamo un paese in forte declino, dove è assente una classe politica vera, dove quella attuale è sclerotica, inefficiente ed arrivista, e dove la criminalità organizzata si è ormai impossessata delle istituzioni e del diritto. Sarebbe bene che gli Italiani riflettano sulla loro situazione economica personale e sul futuro dell'Italia, che rappresenta il nostro futuro, soprattutto ora che si stanno avvicinando le elezioni, una nuova occasione di rinnovamento e di mandare a casa il Vecchio, il Vetusto, il Corrotto e il Vecchio che si spaccia per Nuovo!
Immigrazione: un esempio di come regolamentarla, dall'Australia
DICHIARAZIONI DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO
Non sono contrario all´immigrazione
e non ho niente contro coloro
che cercano una vita migliore venendo in Australia.
Tuttavia ci sono questioni che, coloro che recentemente
sono arrivati nel nostro paese e a quanto sembra
anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui,
devono capire.
L´idea che l´Australia debba essere una comunità multiculturale è servita
soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.
Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la
nostra lingua ed il nostro modo di vivere.
Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte,
processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne
che hanno cercato la libertà di questo paese.
Noi parliamo l´inglese,
non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua.
Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di
un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi
è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani
hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente
documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.
Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio
di prendere in considerazione la decisione di scegliere un'altra parte
del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.
Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande,
però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e
cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
Se
pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.
Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di
cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere
trasferiti sul nostro.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete
assolutamente obbligare gli altri a farlo.
Questo è il nostro paese,la nostra terra, il nostro modo di vivere
vi offriamo la possibilità di viverci al meglio.
Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la
nostra bandiera, il nostro giuramento,i nostri impegni, le nostre
credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima
franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui
godiamo in Australia: il diritto di andarvene.
Se non siete felici qui, allora andatevene.
Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese.
Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto.
Se non lo fate, andatevene!
Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se
non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate
al paese da cui siete partiti!
Questo è il dovere di ogni nazione.
Questo è il dovere di ogni immigrante.
Un ringraziamento a Torpedo Joe, colui che ha inviato a Vento del Nord tale missiva.
Dalla Germania il divieto di sesso tra adolescenti: dalla paranoia alla pazzia
Sul Corriere della Sera di oggi, 12 dicembre 2007, è apparso un articolo su una proposta di legge che in Germania ha creato forti perplessità e confusione all'interno del Bundestag ed in seno al Bundesregierung. Sulla scia di una Direttiva Cornice del'Unione Europea che impone ai paesi membri di adeguare le proprie legislazioni alla lotta contro la prostituzione e la pornografia infantile, il ministro della Giustizia tedesco, la socialdemocratica Brigitte Zypris, ha dato luogo ad un progetto di legge che doveva essere votato domani, con il quale si abbassa l'età da 18 a 16, per la punizione penale, e soprattutto, si tratta di un provvedimento contro non solo le prestazioni sessuali, ma anche le "effusioni spinte" tipiche dei teenagers, per le quali è previsto un compenso materiale. Tale progetto ha inevitabilmente alterato la sinistra tedesca, i Verdi e i Liberali, i quali hanno fortemente accusato i cristiano-democratici e i socialdemocratici di voler "proibire tutto e regolare tutto". Una legge simile vieterebbe, in poche parole, ad un ragazzo o ad una ragazza da 16 anni in su di regalare qualcosa ad una ragazza o ragazzo, specialmente se tale gesto viene seguito da un bacio. Come pure diventerebbe vietato offrire da bere ad una persona da poco conosciuta, per poi sperare di appartarsi, o invitare al cinema una ragazza, sperando in un suo avvicinamento sessuale. In parole povere, questa legge rischierebbe di rivoluzionare i costumi di intere fascie di età che ormai sono consolidati da più di tre generazioni. Un provvedimento come questo crea anche una forte confusione al legislatore, che non distinguerebbe più quando si tratta di sfruttamento della prostituzione o di semplice e normalissimo corteggiamento. Un po' come la legge contro la pedofilia in Italia che porta molti a credere che un ragazzo di 20 anni che corteggia una sedicenne sia un pedofilo, quando in verità la legge permette alle ragazze di 16 anni perfino il rapporto sessuale con un maggiorenne, se questa è consenziente.
Naturalmente il progetto di legge tedesco non verrà più votato domani, infatti è stato tutto rinviato finché non verranno precisati i contenuti e i margini di applicabilità della legge, che altrimenti, promulgata in quest modo, manderebbe in frantumi il governo di coalizione di Angela Merkel.
Comunque in Italia, un provvedimento simile, oltre a non essere possibile per la degenerazione impressionante dei costumi della nostra società, piacerebbe assai agli intransigenti bigotti e a tutti i frustrati che sono piombati nel moralismo invadente, dal momento che nei confronti dell'altro sesso non hanno mai risolto nulla (da come si dice: "mal comune, mezzo gaudio"). MB
Per approfondimenti cliccate QUI
Troppa ipocrisia ovunque
In questo paese regna da sempre una bella dose di ipocrisia presente in tutte le persone. Ognuno è costretto ad indossare una maschera e a recitare più versioni, quasi tutte identiche ed uniformi tra i vari attori.
In Italia ognuno si diverte a condannare, ma nessuno si impegna ad impedire che certi episodi si verifichino. Un esempio classico è l'immigrazione: condannare la clandestinità, la criminalità e il mancato rispetto delle regole da parte dei "cittadini ospiti", significa essere bollati per xenofobi e razzisti. Condannare gli atti vandalici e i crimini dei giovani, attraverso sanzioni punitive, attraverso il carcere per i minorenni compresi tra i 14 e i 18, come avviene in molti altri paesi, significa essere bollati come fascisti.
Parlare di applicare la tolleranza zero, combattendo la delinquenza prima con tutte le armi convenzionali e non, e poi con strumenti più "pedagogici", significa essere autoritari e fascisti. Combattere le associazioni camorristico-mafiose, attraverso l'impiego di tutte le armi possibili, esercito, marina e aviazione compresi, circondando quartieri e cingendo d'assedio alcune città, dove si rifugiano i boss e dove gli abitanti si rifiutano di collaborare con la giustizia e con le forze dell'ordine, ricorrendo al carcere durissimo nei confronti dei capi, ad arresti di massa e ad interrogatori non solo i criminali, ma anche i conniventi, significa essere considerati dei nazisti.
Un poliziotto che per difesa uccide, magari anche per errore, un manifestante con volto coperto e con un estintore in mano come arma, passa per delinquente, mentre quest'ultimo che lo avrebbe altrimenti ucciso, passa per eroe.
E se si parla di federalismo fiscale per controllare meglio i flussi di denaro, per ridistribuire al meglio la ricchezza, per evitare che le periferie di un paese restino scoperte dalla finanziaria, e per incentivare le aree depresse a dare il meglio (soluzione che per queste ultime sarebbe la salvezza, come un intervento chirurgico in un malato di cancro), al fine di rendere più ricca e competitiva la nazione, si passa per secessionisti.
E se si staccano le spine a malati in stato vegetativo, che senza macchine non avrebbero di certo continuato a vivere, si viene scomunicati.
Ma allora cosa dire dei partiti che ancora hanno la falce e il martello sulla bandiera, espressione del leninismo e dello stalinismo, due dittature che hanno avuto impatti sanguinosissimi nei confronti delle popolazioni civili, ma che sono uscite vittoriose dai più importanti conflitti mondiali, che hanno ridisegnato i ruoli geopolitici, e che ora siedono al governo di paesi democratici? Cosa dire allora delle migliaia di articoli che raccontano la verità e che vengono censurati dalla stampa? E i tentativi dei legislatori di cancellare in Italia la libera espressione prevista dai blog?
E che dire poi, di certi movimenti che predicano di andare alla messa tutte le domeniche, di fare la comunione, di pregare spesso, di mettere al bando gli atti impuri e gli anti-concezionali, i cui membri poi, o siedono in politica, immischiandosi spesso in affari loschi, oppure passano la serata in discoteca come le persone "comuni e infedeli", fumando, bevendo alcolici, facendo scappatelle con più persone nell'arco di una serata, per poi il giorno dopo tornare a criticare coloro, "cittadini comuni, non-praticanti e infedeli", che la sera prima avevano fatto le stesse cose?
Sarà forse meglio che certi atteggiamenti catto-comunisti, già di per sé contraddittori, che predicano gli aiuti agli immigrati ed ai paesi poveri, per poi mangiarci sopra e fregarsene delle conseguenze che sono sotto i nostri occhi quotidianamente, e che ci rendono la vita impossibile, e così anche le altre forme di moralismo ipocrita, di persone che "predicano bene e razzolano male", finiscano!
Purtroppo l'ipocrisia ha bisogno di gente che l'assecondi, ha necessità di colpire cittadini regolari, innocenti e che rispettano le norme, ma non quel determinato credo, politico o religioso che sia, semplicemente perché vuole il mantenimento dello status quo: vuole brava gente che si lasci intimidire al fine di utilizzarla per realizzare i suoi atroci scopi.
Al mondo ci sono i tamarri...ma ora arrivano anche le...tamarre!
Questo caso è l'emblema del cambiamento del mondo femminile: niente più a che vedere con le gonnelline e i fiorellini, o con il vestitino rosa...niente più a che vedere con la "piccola italiana" o con "la giovane fascista del Littorio", propagandata dal regime fascista, che indossa la gonnella nera e la camicietta bianca, pronta a servire la patria, ad accudire la casa e i figli...niente più a che vedere con le "ragazze angelicate" che si scandalizzano alla prima parolaccia o al primo comportamento, diciamo, esuberante.
Lunedì sera, io e i miei coinquilini, abbiamo assistito, divertiti, ad una esibizione in strada dal quarto piano di un palazzo del centro di Bologna.
E' quasi l'una di notte e una Smart bianca, con il tetto nero, parcheggia proprio sotto casa nostra. Sono sicuramente delle clienti di un pub "fighetto" situato sulla strada, dove qualche volta andiamo a prenderci una birrozza tra "colleghi". Dalla Smart scendono due ragazze tiratissime e in minigonna e se ne aggiunge una terza. Le portiere dell'auto rimangono aperte e comincia la discoteca: "Rise Up" di Yves La Rock a tutto volume. Dal quarto piano sembrava di avere uno stereo acceso in casa. Le ragazze si mettono a ballare sul marciapiede, quasi impazzite e ridendo, come se si trattasse di un ballo di gruppo. Poi cominciano a cantare, mentre la musica continua. Dopo "Rise Up" comincia "Destination Calabria" di Alex Gaudino, immancabilmente a tutto volume, e le tre ragazze continuano ad esibirsi. Pochi passano in quel momento, ma quei pochi guardano attoniti da distante. Io e i miei coinquilini assistiamo, divertiti e increduli, dal balcone. Ci manca solo la lap-dance. Dopo dieci minuti le tre ragazze spengono lo stereo e si avvianoverso il pub. Un mio coinquilino rivolge a loro, dal balcone, un "grazie per la musica" e una di queste, voltandosi verso l'alto guarda il mio coinquilino come se lo scocciatore-tamarro fosse lui! Proprio come se loro non si fossero mai messe in mostra e non si fossero esibite.
Ma se vogliono essere tamarre, almeno mostrino contentezza per i nostri cortesi rigraziamenti riferiti ai loro spettacolini!! MB
La bellezza come potere di fare tutto ciò che si vuole
Al mondo ci sono uomini e donne di vario grado di bellezza, però la loro persona vale in base anche al grado d’intelligenza, estrosità, simpatia, educazione, cultura, empatia e quanto altro. Di fronte all’amore, però, soprattutto gli uomini perdono la testa dinanzi alla bellezza femminile, benché questi si vergognano ad ammetterlo, e non lo faranno mai.
Negli ultimi anni, però, la situazione è del tutto peggiorata, soprattutto nelle basse fasce d’età e i rapporti tra i sessi si sono fatti estremamente difficili e categorici. Da un lato si può assistere ad un elevato grado di apertura, soprattutto se le persone di sesso diverso sono amici, se si conoscono da diverso tempo e se frequentano gli stessi posti, ma soprattutto se c’è interesse reciproco. In altre situazioni si nota che il sistema degli approcci di prima conoscenza è sempre meno messo in pratica, anzi, appare ben poco gradito alle ragazze, soprattutto appartenenti alla fascia 18-21 anni, specialmente nei locali notturni, dal momento che spesso reagiscono istintivamente, evitando perfino di guardare l’interessato che si appresta, anche con modi raffinati, a conoscere la ragazza.
Eppure, dato l’elevato turnover di relazioni che le ragazze di bellezza medio-alta hanno, non si direbbe che rifiutino ogni tipo di conoscenza. La popolazione italiana presenta un grosso difetto dal punto di vista genetico: come razza non siamo eccellente rispetto ad altre straniere. La tipica donna italiana soffre di obesità ginoide, con fianchi spesso larghi eccessivamente e, a quanto pare, la razza si è evoluta solo negli ultimi anni, sia per quanto riguarda i maschi che le femmine, di conseguenza solo nelle basse fasce di età attuali (ovvero 16-22 anni) si ha una discreta percentuale di ragazze di bellezza medio-alta (parametro riferito al grado di apprezzamento generale).
I vecchi metodi dell’approccio basato sul “savoir faire” non riveste più una grande importanza. Le ragazze di oggi sono decise e drastiche e non temono nulla. Il loro interesse è basato quasi solo su una buona dose di ferormoni, di magnetismo nei confronti di quel qualcuno, che a volte può essere brutto e cretino, ma che alle donne piace. A loro basta l’impatto iniziale per decidere se si tratta dell’uomo giusto per avere anche una relazione istantanea: pochi secondi e i giochi sono già decisi…pochi secondi e l’illusione svanisce. Tale magnetismo è però dettato anche da fattori non del tutto fisici: la fama e il denaro. L’ossessione dei maschi di oggi è quello di piacere alle ragazze per via dei soldi, delle auto sportive e degli abiti firmati. Si vedono sempre più spesso diciannovenni carine, infighettate dalla testa ai piedi e in compagnia di amici e partner uguali a loro e aventi auto fiammanti. Sempre più spesso si vede dentro un’auto di lusso una bella ragazza sul sedile passeggero.
Le ragazze meno carine, benché sempre difficili da conoscere e conquistare, mostrano comunque un atteggiamento più razionale, sono più educate negli approcci e contano fino a 50 prima di allontanarsi da chi le abborda. Perché tutto questo? E come mai, visto che tutti sappiamo che al mondo è virtù essere intelligenti, razionali e gentili, e non istintivi, superficiali e sbruffoni?
C’è solo una spiegazione, che svela anche i misteri che soprattutto gli uomini traditi o lasciati cercano di risolvere: la bellezza come fonte indiscussa di potere. Penserete di no, ma è proprio così: è come il petrolio dei paesi arabi nei confronti delle potenze industriali. Gli uomini sono i paesi industrializzati, mentre le ragazze carine sono i paesi arabi: i paesi occidentali, finché esisterà il petrolio, pur minacciando ritorsioni, cercheranno sempre di ingraziarsi i regimi dei paesi arabi, mentre questi ultimi, conoscendo l’importanza del petrolio, possono permettersi di minacciare l’Occidente, di bloccare la produzione e di alzare i prezzi a dismisura, il tutto senza perdere tempo in diplomazia, come invece farebbe ogni altro stato. Così i ragazzi cercano disperatamente di conquistare le belle ragazze e di mantenersele amiche, cedendo spesso ai loro assurdi ricatti, benché a volte mettano in pratica misure di ritorsione, o almeno dicono di farlo. Le belle ragazze sono così consapevoli del loro immenso potere e fanno leva sull’immenso numero di alternative, addirittura da scremare, che hanno. Per cui è inutile per un ragazzo evitare del tutto queste, rimanendo sulle proprie, visto che loro ne resterebbero indenni: uno in più o uno in meno non fa differenza. Le donne di bellezza medio-alta sfruttano questo loro dono come uno strumento di potere in grado di condizionare l’esistenza degli uomini: selezionano subito i ragazzi, evitano la maggior parte degli abbordaggi, scelgono il ragazzo pretendendo che questo faccia la prima mossa. La parola d’ordine è “essere amati, non amare”. Queste rifiutano chi non interessa loro con indifferenza, maleducazione e perfino sadismo, cercando di umiliare la persona, magari con le altre amiche e amici. Queste tengono atteggiamenti viziati e pretenziosi nei confronti dei loro partner, cercando di essere dolci con loro solo quando temono di esagerare e di spezzare il sogno incosciente di costoro. Per queste ragazze tutto è dovuto, più ottengono, più pretendono. Utilizzare l’istinto è molto semplice per loro, poiché i ragazzi sono, comunque sia, di cuore e di carne debole; tutti cercano di smentirlo ma con qualcuna perdono veramente la testa. Di questi tempi, mentre fino a qualche anno fa ciò era normale dopo i 24 anni, pure le ragazzine di 17 e 18 anni guardano al denaro. Ognuno di noi vorrebbe avere un bel partner, indossare abiti eleganti e firmati, praticare la “dolce vita”, guidare auto di lusso, possedere ville, yacht e viaggiare frequentemente. Ebbene, le belle ragazze, anche giovanissime, ormai furbe e vittime di una società decadente, basata solo sui reality show, puntano ora, non solo sulla scelta del ragazzo più bello e reputato “figo”, ma anche sul boyfrend ricco e famoso. Con la bellezza si può fare tutto. Così come i paesi possessori di petrolio possono tenere in pugno l’Occidente. Con la bellezza femminile si può partire dal nulla e diventare ricchi e famosi; si può evitare di risultare alla mano e simpatici: magari solo qualche volta, per non dare troppo nell’occhio.
L’errore più frequente è che molti si consolano dicendo che le ragazze di bellezza medio-alta, che tengono tali comportamenti, non sono intelligenti. E’ un errore clamoroso, forse siamo proprio noi maschi, soprattutto se appartenenti alle generazioni precedenti, ad essere poco intelligenti e svegli. Queste ragazze sono estremamente furbe e addirittura negli approcci hanno già pronta la risposta alla tua replica (cioè, sono già alla contro-controffensiva): il fatto è che non usano l’intelligenza, dal momento che il potere della bellezza risulta già sufficiente, ma mai commettere lo sbaglio di farla loro usare!
Questa dissertazione toglierà qualche dubbio a chi è stato lasciato anche dopo anni per motivi sconosciuti, in cui si sono verificati il tradimento e la sostituzione improvvisa del partner. Le relazioni umane, come quelle tra Stati, tra aziende, fornitori e clienti, sono dominate da dei giochi di potere. In questo caso si tratta di Potere Contrattuale della Bellezza.
Tale potere potrebbe sfociare in tensioni sociali gravi, come quelle per l’acqua, il cibo e l’energia, magari è ancora troppo presto per dirlo. L’amore sembra sempre più un’utopia, mentre il malcontento e il disincanto di moltissimi giovani ragazzi sono già ad un livello assai elevato: il sesso “forte” è drammaticamente in crisi ed ora è lui a dover lottare per la parità. MB
Un'iniziativa femminile per prendersi gioco di un ragazzo: quando la preda diventa predatrice.
Torniamo esattamente a un anno fa: nel mese di luglio del 2006 si verifica un episodio particolare in una discoteca di paese, dove la vita notturna è interdipendente con quella di tutti i giorni.
Lui è un giovane, appena laureato, amante del divertimento ma anche dell'attualità e della vita quotidiana, sognatore un po' ingenuo ma attento alle problematiche del paese, pieno di ideali e ardentemente desidersoso di realizzarli. Lei, invece, è una ragazzina diciottenne, spensierata, legata al gruppo d'amici, al mondo delle combriccole scolastiche e ai desideri terra terra dei giovanissimi, amanti del divertimento e dello sballo, poco inclini, invece, al rispetto delle regole e inconsapevoli di vivere in un determinato contesto politico-socio-economico. Due differenze di notevole rilevanza e, forse, due stili di vita incompatibili, uniti semplicemente dagli stessi locali del fine settimana che rappresentano, in zone provinciali e scarsamente popolate, il luogo di aggregazione per eccellenza per le più disparate classi d'età.
Lui, posto ai confini tra due ere della vita, uscente da una storia sentimentale, terminata la sfavillante vita universitaria e la spettacolare esperienza Erasmus, si trova momentaneamente sospeso nel vuoto: poche cose al momento lo appassionano, la vita quotidiana è monotona. Impellenti sono la ricerca di nuovi indirizzi, di studi e di carattere lavorativo. Delineare gli obiettivi è la parola d'ordine; pianificazione, strategia e programmazione gli strumenti. In questo momento, però, anche una piccola novità accende l'animo diversamente...e così è stato, già da alcuni mesi, in seguito all'incontro della Lei, un incontro casuale che poi...si è ripetuto. Ora, ai primi di luglio del 2006, l'incontro con questa Lei si ripete casualmente con continui impulsi, sguardi lanciatori di segnali, saluti pro-forma e battutine mirate. La lei comincia lentamente ad essere avvolta dalla curiosità. La novità, l'attrazione fisica e il mistero dei due stili di vita totalmente differenti si trasformano in una miscela esplosiva che li permea entrambi. Una forte diffidenza reciproca, però, li mantiene distaccati. Lui sempre più attratto dal nuovo, rappresentato da quella "lei"; lei, invece, sempre più incuriosita. Questo Lui continua a fermarla...pochi secondi di interazione, niente di più e, stranamente, nemmeno un dialogo, inviti ed azioni concrete. Sembra una serie di messaggi subliminali che vorrebbero adescare la "vittima".
La sera del sabato 15 Luglio 2006, la Lei decide di procedere al contrattacco. Lui è là, in quella discoteca con degli amici..lei è lì, con le amiche e con un amico del gruppo: il suo obiettivo è scoprire chi è questo Lui, perché la vorrebbe ardentemente "perseguitare" o adescare...capire se è un maniaco...o, molto probabilmente un romantico latin-lover passionale. La preda si trasforma così in predatrice. Lei deve passare all'azione, sconvolgere e affrettare l'avversario, che deve sentirsi in dovere di agire, incastrato in un gioco definibile "dilemma del prigioniero". Lei lo fa ingelosire...l'amico si trasforma in potenziale boyfriend e lui, ignaro, crede di essere arrivato troppo tardi e vi rimane male, sgomento...lei si accorge della reazione e sorride, con uno sguardo provocatorio, tra il maligno e l'interessato. Lui pensa di smettere, si innervosisce, fa un giro con gli altri che intanto lo spronano all'azione..ma lei, inaspettatamente, gli balza incontro e lo ferma. La preda è ora predatrice e i giochi sono capovolti: lui, incredulo e contento, si ritrova in una imbarazzante, ma simpatica, situazione. L'amico di Lei, da potenziale ragazzo, diventa semplice spettatore che la incoraggia; lui, preso dalla diffidenza e colto in castagna, cerca di intraprendere una conversazione con il suo "sogno" del momento, arrampicandosi sugli specchi! Tutto va bene, tutto fila liscio, lei sembra interessata, osservatrice e attenta. Entrambi sembrerebbero in sintonia perfetta, il feeling è evidente. Lui, però, è anche troppo onesto, e spara la cifra della propria età..numericamente un po' elevata, rispetto a quella della lei. La "sintonia perfetta" viene subito compromessa dal fattore età, che poco interessa al Lui, ma che condiziona un po' troppo la lei...e questa scappa, non appena compare un suo amico che pare venuto a salvarla da eventuali approcci fisici da parte del Lui. Quest'ultimo rimane un po' interdetto, ma lei lo rassicura dicendogli che poco dopo si sarebbero rivisti e avrebbero ripreso la conversazione...lei si dirige verso le amiche alle quali fa un resoconto completo e riceve pareri. Tra i due si crea un attimo di pausa, qualche scambio di sorrisi e, nel frattempo, il Lui, un po' soggezionato dalla Lei, prepara un nuovo piano d'azione mentre balla con i suoi amici. Sta per partire il secondo attacco, ma la lei si trova ora a parlare con il suo amico..questa si accorge che l'"avversario" la sta guardando, per cui decide di farlo ingelosire tremendamente. Lei comicia a parlare sempre più disinvolta con l'amico..e guarda verso il Lui ridendo..Lei lo abbraccia.. e guarda di nuovo il predatore-preda ridendo con gusto. L'amico, che in questo momento è una pedina nelle mani della lei, spererebbe di raccogliere le briciole da questa vicenda..e, invece, deve semplicemente sottostare ai suoi "ordini"..lei porta l'amico in giro mentre insegue il Lui, guardandolo ridendo...gli si mettono a ballare vicino, urtandolo appositamente, lo inseguono sui vialetti del locale, lo incrociano per i corridoi e in più, lei, lo spia dalle poltroncine o da dietro le colonne della discoteca. La preda-predatrice si lascia trasportare da un estenuante gioco infantile della durata di un'ora e un quarto: Lui, innervosito ed infastidito, rinuncia al secondo approccio. "Male!", gli dicono gli amici..è meglio un attacco massiccio e, volendo, una bella messa in chiaro..che definisca i ruoli in questa storia. Tutto rimane, invece, avvolto nel mistero, non chiarito e senza che i due si siano conosciuti veramente. Lei crede che con l'arrivo dell'alba tutto finisca e tutto torni come era quando ancora non si conoscevano; pure lui lo crede, anzi, lo spera...ma non sarà così. Questo interesse si trasformerà in una violenta cotta che durerà almeno altri due mesi e Lei si divertirà a vederlo sbavare fino a farlo strisciare per terra, convinta di essere per lui indispensabile...e, invece di cacciarlo, come normalmente succede in questi casi, al minimo distacco Lei cercherà di riattirarlo verso la trappola. La dolorosa vicenda si concluderà definitivamente verso il 20 di settembre, quando Lui intraprenderà altri numerosi attacchi, anche con gente diversa dai propri target, finché, verso il 3 dicembre, non sarà più impattante incontrare questa per la strada...dal momento che un'altra Lei è entrata nei suoi sogni con una forza addirittura maggiore, ma che, data l'improduttività delle fissazioni, resterà solo simbolica e nessun approccio verrà intrapreso. Lui vedrà la nuova Lei molto spesso, una Lei della stessa età dell'altra, ma assai diversa di stile e..in più, sempre allegra e di classe. Questa, forse, si accorgerà di lui, ma, di proposito, non verrà mai "attaccata". Proprio quest'ultima lo salverà definitivamente dalla Lei precedente, perfida e giocherellona, infantile e curiosa, alla quale probabilmente questo Lui un po' piaceva. MB
Non c'è niente di meglio che rompere la routine con un fine settimana
Il fine settimana risulta sempre più sacro per la società e mentre un tempo, per motivi prettamente religiosi, era fondamentale la domenica, successivamente, soprattuto negli anni '70 e '80 lo è diventato il sabato e, negli ultimi anni, il venerdì sera.
Finché si è all'università, i fine settimana assumono più la forma di una routine che altro, infatti durante le varie carriere universitarie, è normale andare via via alle feste intrasettimanali, che si tengono nei vari pub e discoteche delle città sedi delle diverse facoltà. Molti studenti, a costo di andare a lezione devastati, o di saltare le prime ore, si recano a queste feste dove si ritrovano, si divertono e si ubriacano anche. A quel punto, soprattutto per gli studenti fuori sede, il sabato specialmente è il momento del riposo completo, infatti, dal momento che molti tornano a casa nel fine settimana, le feste universitarie trovano il loro turno di chiusura proprio in quel giorno. Molti studenti trascorrono il sabato con gli amici, a casa di qualcuno, per fare un po' di chiacchiere o per vedere un dvd, magari dopo una bella pizza. Quelli che invece tornano ai propri lidi, si rivedono con quelli di vecchia conoscenza, frequentando, poi, i locali con svogliatezza e prediligendo i pub, dove vi sono maggiori occasioni di intavolare discorsi lunghissimi con le persone che già conoscono.
Terminata l'università, le feste continue e il tempo libero, che servirebbe per gli esami, ma che poi questi vengono quasi sempre preparati nei giorni vicini alla scadenza, il concetto del tempo e del week-end cambia completamente.
Il lavoro o il master impegnano le persone per molte ore al giorno: il lavoro normale comporta 40 ore settimanali, più qualche straordinario, che diventa la regola per chi lavora in azienda. Per il master, soprattutto per un MBA, sono previste fino a 48-50 ore settimanali, tra lezioni e lavori di gruppo, con l'aggiunta dello studio, al ritorno stanchi a casa, cosa che manca nelle professioni normali. All'università, invece, le ore di lezione sono al massimo 25, con l'aggiunta dello studio, che però tende ad essere organizzato liberamente.
Di conseguenza vi è la riscoperta del fine settimana, attribuendogli una valenza ancora più forte ed intensa, rispetto a quella che assumeva durante il periodo delle scuole superiori. Chi lavora o frequenta un master fuori sede, non vede generalmente l'ora, se la distanza lo permette, di ritornare nelle proprie zone per rivedere non solo la famiglia, quanto gli amici e, molto spesso, i propri amori, segreti o che ormai vivono in coppia.
Il week-end, specialmente il venerdì sera e il sabato, diventano l'occasione dello sfogo, del divertimento, dello spezzare la noiosa routine quotidiana e della socializzazione. Purtroppo certe occupazioni prevedono degli orari talmente elastici da compromettere il week-end e di conseguenza la vita sociale e sentimentale. Fortunatamente il settore delle Human Ressources sta assumendo un importanza sempre maggiore e, devo dire, mi trovo molto d'accordo con diversi responsabili aziendali di Risorse Umane che riconoscono l'importanza del tempo libero e della vita privata della persona. MB