Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.

Eccomi

Utente: Thunder7
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA. N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
settembre 2008
giugno 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 09 giugno 2008

Criminali a 14 anni? Da trattare come adulti! "I delinquenti non devono vivere"

Ragazzini di età compresa tra i 12 e i 14 anni che devastano un edificio con violenza incredibile, o che bruciano i capelli ad un disabile, o che violentano una coetanea in gruppo o, peggio ancora, che picchiano e rapinano una persona anziana, e poi si filmano con il cellulare? Perché devono restare impuniti? Perché i minori delinquenti devono farla franca? A causa delle nostre leggi garantiste? Credete che sia una giustificazione il disagio? Credete che un delinquente, indipendentemente dall'età che si ritrova, diventi più buono, o che si metta con razionalità a capire cosa è giusto o cosa è sbagliato? Illusi. Siamo giunti al punto del non-ritorno, in cui le mezze misure e le maniere buone non servono più a nulla. Se noi, cittadini onesti, o per lo meno non violenti, vogliamo vivere tranquilli, è bene farla pagare cara a tutti i criminali di ogni età, punendoli con le stesse armi che hanno utilizzato per delinquere. Cosa importa se gli autori sono dei ragazzini di 14 anni? Pena selvaggia anche a loro. Il crimine deve soccombere e i criminali non hanno diritto a vivere.

Lettera Firmata

Postato da: Thunder7 a 13:56 | link | commenti
giustizia

domenica, 08 giugno 2008

La strumentalizzazione da parte della stampa e della televisione

L'Italia, come reciterebbe l'art. 1 della Costituzione, "è un paese democratico", ma dove? Nessuno di noi è libero di pensarla in una certa maniera: concorsi pubblici truccati a cui si accede solo con la tessera di un partito, posti di lavoro nel privato dove si entra solo attraverso la cooptazione e dove si rimane precari fino a 40 anni, mentre nel Nord-Europa si diventa dei Chief Officers a 39 anni. In questo paese basta una semplice esclamazione per essere bollato per "fascista" o "comunista". Se sei dalla parte della legalità, favorevole alla tolleranza zero, sei "fascista". Se sei per la convivenza di culture differenti e per la redenzione di coloro che hanno commesso una pena, sei "comunista", e se predichi sempre il bene comune, facendo di tanto in tanto la morale a qualcuno che ti sta accanto, passi per un "bigotto ciellino". In questo paese, senza voler manifestare vene polemiche, abbiamo raggiunto un livello di assuefazione dinanzi a certi episodi, inoltre molte persone vivono con rassegnazione e menefreghismo, ritenendo che ciò che accade agli altri non potrà mai accadere a se stesse. In altri stati, difronte a scandali come Tangentopoli, ad episodi come gli attentati mafiosi, l'estromissione di giudici che conducevano indagini nei confronti di politici importanti, il fenomeno della nattenza urbana in Campania, le guerre tra clan, le vicende legate ai campi rom, l'indulto e la tolleranza nei confronti dei continui sbarchi di clandestini, sarebbe scoppiata una guerra civile terrificante. Nella nostra Penisola si vogliono evitare le brutte figure sul piano internazionale, quando invece in tema di cattiva immagine gli Italiani hanno già raschiato il fondo e la presa di posizione con la forza dinanzi a certe problematiche croniche ci risolleverebbe sul piano morale e ci conferirebbe maggiore rispetto internazionale. All'estero, dinanzi ad azioni non-democratiche finalizzate a risolvere dei gravi problemi contro i quali i sistemi democratici hanno miseramente fallito, direbbero: sono stati drastici, forse hanno esagerato, ma finalmente hanno dimostrato di avere un po' di buon senso e di orgoglio. Sistemi drastici e impopolari, sì, ma utilizzati come misura risolutrice, in un contesto comunque sempre democratico, come a volte accade in Francia, negli Stati Uniti o in Germania e nella Confederazione Elvetica. E invece ci nascondiamo dietro quello che pensa l'Unione Europea, la Chiesa (che poi spesso è propensa alla fermezza), dietro al contenuto dei principi dei diritti umani, solo per trarre dei guadagni. Cosa importa alla politica italiana della democrazia e dei diritti umani e sociali? Assolutamente nulla! Tutti i Governi che questo paese ha avuto hanno sempre difeso la criminalità e l'immigrazione, trattando gli Italiani come degli animali, facendoli vivere nel peggior dei modi, nell'insicurezza, senza la certezza della pena, nell'ignoranza, nella precarietà e sfruttando le loro misere retribuzioni con cospicui prelievi per mandare avanti un sistema già fallito da tanti anni, costituito da carrozzoni e corporazioni. Gli Italiani sono sempre stati tenuti all'oscuro di tutto dalla TV di Stato, non si sa niente di quello che succede all'estero, si sente parlare solo di inutili litigi in politica interna e di fatti di cronaca-business che piombano nel momento opportuno per occupare, per mesi, la prima pagina dei giornali. La TV di Stato e buona parte della stampa si è quasi sempre concentrata sulla difesa di certi valori, facendolo con ipocrisia, rinnegando la negatività delle situazioni e riempiendoci la testa di assurdità che ci portano a credere che "c'è delinquenza perché c'è disagio", "è colpa degli Occidentali se nel Terzo Mondo c'è la povertà", "solo i bianchi sono razzisti", "è colpa del Nord se il Sud vive male", "la Mafia è quasi sconfitta", "la corruzione non è mai esistita, ma inventata da uomini appartenenti a frange politiche opposte", "gli immigrati che arrivano in Italia sono tutta brava gente", "Italiani brava gente", "Napoli e i suoi abitanti ti riempiono il cuore", "il Nord è razzista", "i criminali vanno aiutati, poverini". Tutte queste, permettetemi di dirlo, cavolate, vengono poi smentite dai media stessi con degli articoli di cronaca, i quali poi, venendo contornati con le assurdità appena elencate, fanno crescere negli Italiani un senso di sfiducia, rabbia, oppure apatia e rassegnazione. I politici vogliono questo: l'apatia e la rassegnazione della gente, o la confusione generale, per governare nel modo a loro più agevole, esattamente come negli stati dell'africa sub-sahariana che sono retti da delle dittature corrotte. Certi episodi, scaturiti dalla rabbia della gente, che è esausta delle ingiustizie e dei soprusi, vengono strumentalizzati a livello politico, sino a far passare per colpevoli le vittime che hanno reagito per difendersi. E' la stessa cosa della persona aggredita che reagisce al rapinatore e poi finisce in carcere; oppure, simbolo della strumentalizzazione politica degli ultimi tempi, il raid contro le vetrine dei negozi di stranieri nel quartiere Vigneto, a Roma. In quell'occasione, le prime battute della stampa parlarono di raid perpetrati da bande di neo-nazisti. Alcuni giorni dopo, il ribaltamento della cronaca: colui che, reagendo per primo, era stato aiutato dall'esplosione di rabbia degli abitanti del quartiere, stanchi delle sopraffazioni degli immigrati arrivati da poco ad abitarvi, aveva tatuato sull'avambraccio il volto di Che Guevara. Ma intanto molti continuano a ricordarsi la prima notizia, facente riferimento ai neo-nazisti, poiché molto più pubblicizzata della seconda. 

Concludendo, non esiste l'appartenenza politica in questioni in cui prendono parte da un lato il Bene e dall'altro il Male. Non esistono destra e sinistra nelle situazioni in cui la popolazione vuole reagire alle ingiustizie. Ingiustizie con le quali la politica italiana ci riempie da sempre la vita, con l'aiuto di certi organi di informazione che strumentalizzano tutto dietro falsi principi. MB

Postato da: Thunder7 a 13:30 | link | commenti (2)
italia, politica, opinioni, giustizia, cronaca

domenica, 01 giugno 2008

Temi di attualità ed aggiornamenti del Blog

Carissimi lettori di questo blog, negli ultimi tempi vi sarete chiesti che fine hanno fatto gli aggiornamenti. Effettivamente negli ultimi tempi mi sono dedicato di più all'altro blog sulle infrastrutture, quello che tratta principalmente della E45 e della E78, complice anche l'attività lavorativa che mi ha coinvolto durante l'intera giornata, lasciandomi ben poco interesse nel rimettermi davanti ad un PC la sera, e solo per due o tre ore, dal momento che la sveglia mattutina arriva presto. Vi sarete chiesti che fine hanno fatto gli argomenti di attualità in un periodo che è stato attraversato dalle elezioni politiche, dalla vittoria del Centro Destra e dal trionfo della Lega; oppure la questione irrisolvibile della crisi dei rifiuti in Campania, dove gli equilibri della Pax Camorrista si stanno rompendo di nuovo, tra partigiani delle discariche e partigiani dei termovalorizzatori, oppure dello smaltimento dei rifiuti in Germania, la quale, paese che ha sempre bollato l'Italia come "corrotta e mafiosa", ha tutto l'interesse a vedere mantenuto lo status quo nella nostra Penisola, come del resto l'intera Unione Europea, nonostante i loro pareri ipocriti, al fine da fare affari con le organizzazioni criminali che dominano da sempre il nostro paese. E lo Stato Italiano, invece di porre sotto assedio intere aree dominate dalle organizzazioni criminali, fino a condurle alla resa, assieme alla gran parte della popolazione che le appoggia, si crogiola in inutili argomentazioni, rassicurando con falsità la popolazione che la delinquenza è in calo, e nel frattempo convivendo con enorme complicità con queste realtà. Giorni fa il Capo della Polizia Italiana ha definito "indulto quotidiano" il nostro Sistema Giustizia, dove la certezza della pena non esiste più da anni, in particolare dal 1998, quando la legge D'alema-Gasparri, due esponenti politici opposti, uno dei DS di allora, e l'altro di AN, aveva impedito la prigione a coloro che non avessero totalizzato condanne penali per almeno tre anni. I criminali vengono arrestati o lasciati stare dalle nostre forze dell'ordine, che hanno le mani legate di fronte a delle leggi che le vessano, e che nel frattempo vengono umiliate dagli scontri e dai "cori da stadio" di una gioventù italiana ineducata e trasgressiva. Che dire di fronte a tutti questi argomenti, in un paese in cui non c'è libertà di espressione, dove per un minimo sentimento xenofobo, causato dall'assenza della pena e dello Stato, e dal moralismo bigotto di molti politici che pretendono il rispetto del clandestino e del delinquente, al fine di avere i loro voti, per poi stare a poltrire al potere e vivere 100 anni? Per un nonnulla si rischiano denunce per diffamazioni, ed questo semplicemente un blog, non una testata giornalistica. Questo blog ha un enorme rispetto verso chi la pensa all'opposto, visto che le idee sono frutto di un percorso di vita, costruito con la razionalità, con lo studio e con le esperienze positive e negative. E' intollerante invece nei confronti di coloro che non nutrono del rispetto per gli altri, verso coloro che adorano questo sistema marcio, e verso i nuovi barbari del terzo millennio (che non sono quei pochi immigrati che hanno voglia di lavorare e che vengono da noi in regola, per rimanervi finché hanno un'occupazione: sia ben chiaro) che invadono il nostro suolo nazionale, vogliono imporre la loro cultura ed impiantare delle attività a delinquere che creano panico, senso di insicurezza e senso di cresciuta xenofobia nei cuori degli Italiani autentici. E' intollerante nei confronti della falsità dei politici che in realtà vogliono fare affari con la criminalità e con le invasioni dei clandestini, per assicurarsi i voti, ed è intollerante nei confronti di certi ministri del Governo Zapatero, che vogliono contrastare le nostre politiche sull'immigrazione, accusandole di razzismo, quando in realtà loro sono le hanno già applicate in Spagna, ed ora non ne vogliono sapere che il flusso dei barbari del terzo millennio invada le loro coste. Per un'Unione Europea ipocrita come quella attuale, che si preoccupa solo di avviare procedure di infrazione o sanzioni, invece di preoccuparsi dello Stato di Guerra Civile incubato che c'è in Italia, in grado di esplodere da un momento all'altro, l'Italia rappresenta la discarica materiale ed umana dell'UE, e a tutti gli altri stati membri fa comodo. Winston Churchill diceva: "ogni paese ha il governo che si merita". E gli Italiani si meritano solo o quello che hanno, o una bella dittatura militare, che li faccia rigare dritti con un mitragliatore puntato alla tempia.   

Postato da: Thunder7 a 16:03 | link | commenti (2)
italia, politica, giustizia

sabato, 08 marzo 2008

Parodia: la metafora de "La Cicala e la Formica", in Italia

 

VERSIONE CLASSICA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce
la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica
sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo
ristorandosi con le provviste accumulate mentre la
cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.


VERSIONE AGGIORNATA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce
la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica
sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo
ristorandosi con le provviste accumulate.

La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza
stampa e pone la questione del perché la formica ha il
diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri
meno fortunati muoiono di freddo e fame.
La televisione organizza delle trasmissioni in diretta
che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché
degli spezzoni della formica al caldo nella sua
confortevole casa con l'abbondante tavola piena di
ogni ben di Dio.
I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un
paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala
mentre altri vivono nell'abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della
formica in solidarietà della cicala mentre i
giornalisti organizzano delle interviste domandando
perché la formica divenuta così ricca sulle spalle
della cicala ed interpellano il governo perchè aumenti
le tasse della formica affinché essa paghi la sua
giusta parte.
In linea con i sondaggi,il governo redige una legge
per l'eguaglianza economica ed una (retroattiva
all'estate precedente ) anti discriminatoria.
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa
per non aver occupato la cicala come apprendista, la
casa della formica viene sequestrata dal fisco perchè
non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la
formica lascia il paese e si trasferisce in
Liechtenstein.
La televisione prepara un reportage sulla cicala che,
ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate
dalla formica nonostante la primavera sia ancora
lontana.
L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per
la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse
della cicala e del governo.
Sono avviate delle rimostranze nei confronti del
governo per la mancanza di assistenza sociale, viene
creata una commissione apposita con un costo di 10
milioni.
Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa
evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi
delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da
ragni immigrati.
Il governo si felicita delle diversità multiculturali
del paese così aperto e socialmente evoluto.
I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di
ladri, un traffico di mantidi prostitute e
terrorizzano la comunità.
Il partito della sinistra propone l'integrazione
perché la repressione genera violenza e violenza
chiama violenza....

Inviata da Francesco Adami e da Diego de Blasi

Postato da: Thunder7 a 14:51 | link | commenti (3)
italia, politica, opinioni, life, economia, giustizia, estero

martedì, 04 marzo 2008

La legislazione dell'emergenza e il prolificare delle leggi: il dopo "Molfetta"

La legislazione italiana è costituita da codici di ogni tipo, con leggi e decreti risalenti perfino al periodo monarchico e fascista. Siamo veramente in balia di milioni e milioni di leggi, delle quali il 50% contraddicono l'altro 50. Un sistema legislativo assurdo che sta paralizzando il paese in tutto. La burocrazia pervade il nostro vivere, creandoci problemi di ogni tipo e rendendoci sempre più impossibile l'esistenza. La burocrazia italiana è così elefantiaca e tra l'altro non informatizzata, al punto che le nostre pratiche, che giacciono in dei cassetti per mesi ed anni, non risultano rintracciabili. Tutto funziona attraverso lo "scarica barili". Di nessuno è la colpa, oppure è colpa di tutti! La causa è il prolificare delle leggi, la gara di attività legislativa dei vari governi. Nessun italiano ha idea da che leggi siamo governati, nessuno conosce bene le leggi, benché "la legge non ammetta ignoranti". Tutto ciò sembra attuato per dare lavoro agli avvocati ed ai notai. Eppure i primi avranno sicuramente così tanto lavoro da non esserne poi così felici. Tutto ciò spiega il perché in Italia nessuno rispetta le leggi, nessuno sa difendersi, e nessuna certezza della pena è garantita. Tutto ciò spiega la facilità con la quale un cittadino innocente può da un momento all'altro terminare i propri anni in galera, accusato di omicidi nemmeno sognati la notte. Tutto ciò spiega la durata illimitata dei processi e la presenza di criminali impuniti o scarcerati dopo un'ora, oppure l'entrata nel nostro paese di migliaia di clandestini in fuga dalla Giustizia dei loro paesi, sicuramente meno clemente della nostra. Tutto ciò spiega la presenza di una burocrazia mai vista, fortemente lenta ed estenuante, che provoca la paralisi di ogni attività e dello sviluppo economico del paese. La Francia della Terza Repubblica, nel periodo compreso tra gli anni '30 e il 1940, l'anno del suo decesso, viveva una situazione ben simile a quella nostra. Lì i governi avevano una vita media molto corta, le crisi erano continue e per ogni questione, pure insignificante, il Presidente del Consiglio poteva essere chiamato in causa. In caso di invasione, poi, vi erano molte procedure da seguire, nonostante i "pieni poteri" del capo del governo. Paul Reynaud, per esempio, dovette infrangere molte norme per cercare di salvare in extremis la Francia. E con la situazione attuale, con la paralisi e lo sfascio del sistema italiano, che basterebbe veramente poco per invertire la situazione, cosa accadrebbe se da un giorno all'altro un paese ci invadesse, o se una nostra qualsiasi Regione dichiarasse la propria indipendenza? Stando così le cose, rimarremmo o invasi e in seguito sottomessi, o privati di un pezzo di terra. Nessuno sarebbe in grado di fare niente e tutti si rifugerebbero nei propri interessi personali, facendo gli occhi dolci al nemico.

Ieri sono morti quattro operai della Truck Center di Molfetta, un'impresa di autolavaggio, in particolare di autocisterne. Il tutto si è verificato a causa di alcune fuoriuscite di zolfo. Tra queste quattro persone è morto pure il titolare. Questa mattina è deceduto pure il quinto, ricoverato ieri pomeriggio in rianimazione. Subito la classe politica ha parlato di interventi seri. Le solite proposte di legge che tanto fanno parlare i giornali e che poi cadono nel vuoto, o i soliti decreti con validità temporali. Sì, sono le solite leggi dell'emergenza, poi "abrogate" da successive leggi che dicono l'esatto contrario, una volta che il dramma è passato. In Italia esiste da sempre la Legislazione dell'Emergenza: "solo quando ci scappa il morto si interviene". Così pure nelle strade. La legislazione dell'emergenza da vita ad un sistema legislativo schizofrenico, attraverso la cui cronologia è facile capire quali situazioni o eventi si stanno verificando in quel dato periodo in Italia. E' una legislazione per niente imparziale, anzi, molto di parte e fortemente emotiva. Un esempio è poi il referendum sul nucleare, proprio in contemporanea al disastro di Cernobyl, un evento che ha privato il nostro paese dell'autosufficienza energetica, rimanendo alla mercé delle grandi lobbies internazionali.

La situazione di stallo dell'Italia è risolvibile solo con la riduzione delle miriadi di leggi inutili, e con l'applicazione rigida e imparziale e razionale (soprattutto non emotiva) di quelle poche utili e di per sé esaustive. MB    

Postato da: Thunder7 a 10:26 | link | commenti (1)
italia, politica, opinioni, life, giustizia, cronaca

venerdì, 18 gennaio 2008

Immigrazione: un esempio di come regolamentarla, dall'Australia

DICHIARAZIONI DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO

Non sono contrario all´immigrazione

 e non ho niente contro coloro

che cercano una vita migliore venendo in Australia.
Tuttavia ci sono questioni che, coloro che recentemente
sono arrivati nel nostro paese e a quanto sembra

anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui,

devono capire.
L´idea che l´Australia debba essere una comunità multiculturale è servita
soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.
Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la
nostra lingua ed il nostro modo di vivere.
Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte,
processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne

che hanno cercato la libertà di questo paese.
Noi parliamo l´inglese,

 non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua.
Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di
un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi
è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani
hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente
documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.

Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio
di prendere in considerazione la decisione di scegliere un'altra parte
del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.
Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande,
però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e
cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
Se
la Croce
vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete
pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.
Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di
cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere
trasferiti sul nostro.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete
assolutamente obbligare gli altri a farlo.
Questo è il nostro paese,la nostra terra, il nostro modo di vivere
vi offriamo la possibilità di viverci al meglio.
Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la
nostra bandiera, il nostro giuramento,i nostri impegni, le nostre
credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima
franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui
godiamo in Australia: il diritto di andarvene.
Se non siete felici qui, allora andatevene.
Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese.
Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto.
Se non lo fate, andatevene!
Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se
non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate
al paese da cui siete partiti!

Questo è il dovere di ogni nazione.

Questo è il dovere di ogni immigrante.

Un ringraziamento a Torpedo Joe, colui che ha inviato a Vento del Nord tale missiva. 

Postato da: Thunder7 a 15:06 | link | commenti (7)
politica, opinioni, life, giustizia, estero

venerdì, 11 gennaio 2008

Tassare i BOT? Come donare i propri organi!

E' proprio vero: in Italia non si sa più che pesci prendere. Il tutto come conseguenza di decenni di politiche volte al brevissimo termine, al soddisfacimento degli interessi sezionali, delle lobbies e delle tasche di tutti i governanti e politici di ogni calibro. Il nostro paese non ha mai investito in tecnologia, fonti energetighe alternative e rinnovabili, in istruzione, in ricerca e sviluppo e in infrastrutture (eccetto alcune che negli anni '60 e '70 servivano da input per gli allora 4 grandi gruppi industriali italiani, oggi diventati fumo, eccetto l'Eni e forse la Pirelli).

Decenni di politiche sbagliate, di affossamento della giustizia, di cancellazione dei valori nazionali. Decenni di ladrocini, tangenti, clientelismi e di collusione con la Mafia.

Ecco il risultato: un debito pubblico che risulta il terzo nel mondo, e in particolare in un paese fragile come l'Italia. Un debito pubblico che in certi anni ha sfiorato il 127%, che oggi si trova più o meno al 106,8%, ovvero, tutto ciò che incassa ogni anno lo stato non è in grado nemmeno a pagarne gli interessi. L'evasione fiscale è elevatissima, si dice che sia perfino al 62%, e intanto il deficit è colmabile con il solo avanzo primario, costituito dagli introiti della bilancia commerciale, quando positiva (nel 2005 e nel 2006 è stata pure negativa),  e dal tesoretto. Tutto ciò significa che il nostro debito pubblico è ormai così elevato che cresce da solo, grazie sia agli interessi che ai valori estremamente alti fissati sul rendimento dei BOT ventennali degli anni '80. Per sanare il debito quindi, data la sclerosi dei nostri politici datati e proiettati nel passato, come hanno sentenziato il New York Times e il The Times, si ricorre solo alla pressione fiscale e non all'investimento. Oggi a maggior ragione è ancra meno facile investire, data l'esiguità delle risorse. La ricetta del governo quindi? Tassare i BOT, che hanno oggi un rendimento quasi zero e che sono veramente in pochi a comprarli. Non solo, c'è anche l'inghippo: dopo l'opzione per il TFR, da lasciare presso l'azienda o in fondi pensione tramite BOT, molti hanno preferito la seconda chance, dato il forte indice di rischiosità che hanno le nostre aziende, quasi tutte medio-piccole o piccolissime, che subiscono i violenti scossoni della concorrenza dei paesi avanzati e dell'Oriente. Ora costoro si ritrovano, dopo aver compiuto una scelta quasi obbligata, con i propri "investimenti" tassati del 20%, il tutto come ricompensa nell'aver avuto il coraggio di aver fatto la carità ad uno stato fallimentare, retrogrado, obsoleto, cadavere e corrotto come il nostro. Ci sarebbe invece da fare un bel monumento a coloro che hanno acquistato i BOT di questo paese alla bancarotta. Ma con i BOT tassati del 20% lo Stato italiano si ritroverà con un debito pubblico addirittura in aumento, oltre ad allargare ancora la soglia di povertà ad altri italiani.   

Postato da: Thunder7 a 22:11 | link | commenti (4)
italia, politica, opinioni, economia, giustizia

mercoledì, 12 dicembre 2007

Dalla Germania il divieto di sesso tra adolescenti: dalla paranoia alla pazzia

Sul Corriere della Sera di oggi, 12 dicembre 2007, è apparso un articolo su una proposta di legge che in Germania ha creato forti perplessità e confusione all'interno del Bundestag ed in seno al Bundesregierung. Sulla scia di una Direttiva Cornice del'Unione Europea che impone ai paesi membri di adeguare le proprie legislazioni alla lotta contro la prostituzione e la pornografia infantile, il ministro della Giustizia tedesco, la socialdemocratica Brigitte Zypris, ha dato luogo ad un progetto di legge che doveva essere votato domani, con il quale si abbassa l'età da 18 a 16, per la punizione penale, e soprattutto, si tratta di un provvedimento contro non solo le prestazioni sessuali, ma anche le "effusioni spinte" tipiche dei teenagers, per le quali è previsto un compenso materiale. Tale progetto ha inevitabilmente alterato la sinistra tedesca, i Verdi e i Liberali, i quali hanno fortemente accusato i cristiano-democratici e i socialdemocratici di voler "proibire tutto e regolare tutto". Una legge simile vieterebbe, in poche parole, ad un ragazzo o ad una ragazza da 16 anni in su di regalare qualcosa ad una ragazza o ragazzo, specialmente se tale gesto viene seguito da un bacio. Come pure diventerebbe vietato offrire da bere ad una persona da poco conosciuta, per poi sperare di appartarsi, o invitare al cinema una ragazza, sperando in un suo avvicinamento sessuale. In parole povere, questa legge rischierebbe di rivoluzionare i costumi di intere fascie di età che ormai sono consolidati da più di tre generazioni. Un provvedimento come questo crea anche una forte confusione al legislatore, che non distinguerebbe più quando si tratta di sfruttamento della prostituzione o di semplice e normalissimo corteggiamento. Un po' come la legge contro la pedofilia in Italia che porta molti a credere che un ragazzo di 20 anni che corteggia una sedicenne sia un pedofilo, quando in verità la legge permette alle ragazze di 16 anni perfino il rapporto sessuale con un maggiorenne, se questa è consenziente.

Naturalmente il progetto di legge tedesco non verrà più votato domani, infatti è stato tutto rinviato finché non verranno precisati i contenuti e i margini di applicabilità della legge, che altrimenti, promulgata in quest modo, manderebbe in frantumi il governo di coalizione di Angela Merkel.

Comunque in Italia, un provvedimento simile, oltre a non essere possibile per la degenerazione impressionante dei costumi della nostra società, piacerebbe assai agli intransigenti bigotti e a tutti i frustrati che sono piombati nel moralismo invadente, dal momento che nei confronti dell'altro sesso non hanno mai risolto nulla (da come si dice: "mal comune, mezzo gaudio"). MB  

Per approfondimenti cliccate QUI

Postato da: Thunder7 a 13:05 | link | commenti
opinioni, life, giustizia, estero

domenica, 11 novembre 2007

ImmagineTroppa ipocrisia ovunque

In questo paese regna da sempre una bella dose di ipocrisia presente in tutte le persone. Ognuno è costretto ad indossare una maschera e a recitare più versioni, quasi tutte identiche ed uniformi tra i vari attori.

In Italia ognuno si diverte a condannare, ma nessuno si impegna ad impedire che certi episodi si verifichino. Un esempio classico è l'immigrazione: condannare la clandestinità, la criminalità e il mancato rispetto delle regole da parte dei "cittadini ospiti", significa essere bollati per xenofobi e razzisti. Condannare gli atti vandalici e i crimini dei giovani, attraverso sanzioni punitive, attraverso il carcere per i minorenni compresi tra i 14 e i 18, come avviene in molti altri paesi, significa essere bollati come fascisti.

Parlare di applicare la tolleranza zero, combattendo la delinquenza prima con tutte le armi convenzionali e non, e poi con strumenti più "pedagogici", significa essere autoritari e fascisti. Combattere le associazioni camorristico-mafiose, attraverso l'impiego di tutte le armi possibili, esercito, marina e aviazione compresi, circondando quartieri e cingendo d'assedio alcune città, dove si rifugiano i boss e dove gli abitanti si rifiutano di collaborare con la giustizia e con le forze dell'ordine, ricorrendo al carcere durissimo nei confronti dei capi, ad arresti di massa e ad interrogatori non solo i criminali, ma anche i conniventi, significa essere considerati dei nazisti.

Un poliziotto che per difesa uccide, magari anche per errore, un manifestante con volto coperto e con un estintore in mano come arma, passa per delinquente, mentre quest'ultimo che lo avrebbe altrimenti ucciso, passa per eroe.

E se si parla di federalismo fiscale per controllare meglio i flussi di denaro, per ridistribuire al meglio la ricchezza, per evitare che le periferie di un paese restino scoperte dalla finanziaria, e per incentivare le aree depresse a dare il meglio (soluzione che per queste ultime sarebbe la salvezza, come un intervento chirurgico in un malato di cancro), al fine di rendere più ricca e competitiva la nazione, si passa per secessionisti.

E se si staccano le spine a malati in stato vegetativo, che senza macchine non avrebbero di certo continuato a vivere, si viene scomunicati.

Ma allora cosa dire dei partiti che ancora hanno la falce e il martello sulla bandiera, espressione del leninismo e dello stalinismo, due dittature che hanno avuto impatti sanguinosissimi nei confronti delle popolazioni civili, ma che sono uscite vittoriose dai più importanti conflitti mondiali, che hanno ridisegnato i ruoli geopolitici, e che ora siedono al governo di paesi democratici? Cosa dire allora delle migliaia di articoli che raccontano la verità e che vengono censurati dalla stampa? E i tentativi dei legislatori di cancellare in Italia la libera espressione prevista dai blog?

E che dire poi, di certi movimenti che predicano di andare alla messa tutte le domeniche, di fare la comunione, di pregare spesso, di mettere al bando gli atti impuri e gli anti-concezionali, i cui membri poi, o siedono in politica, immischiandosi spesso in affari loschi, oppure passano la serata in discoteca come le persone "comuni e infedeli", fumando, bevendo alcolici, facendo scappatelle con più persone nell'arco di una serata, per poi il giorno dopo tornare a criticare coloro, "cittadini comuni, non-praticanti e infedeli", che la sera prima avevano fatto le stesse cose?

Sarà forse meglio che certi atteggiamenti catto-comunisti, già di per sé contraddittori, che predicano gli aiuti agli immigrati ed ai paesi poveri, per poi mangiarci sopra e fregarsene delle conseguenze che sono sotto i nostri occhi quotidianamente, e che ci rendono la vita impossibile, e così anche le altre forme di moralismo ipocrita, di persone che "predicano bene e razzolano male", finiscano!

Purtroppo l'ipocrisia ha bisogno di gente che l'assecondi, ha necessità di colpire cittadini regolari, innocenti e che rispettano le norme, ma non quel determinato credo, politico o religioso che sia, semplicemente perché vuole il mantenimento dello status quo: vuole brava gente che si lasci intimidire al fine di utilizzarla per realizzare i suoi atroci scopi.

Postato da: Thunder7 a 15:59 | link | commenti (5)
italia, politica, opinioni, life, giustizia, arroganza femminile

venerdì, 02 novembre 2007

Basta con l'ipocrisia: immigrati irregolari a casa e non entrate in Italia

Non è né uno slogan razzista, né una dichiarazione fascio-leghista come molti potrebbero immaginare. Bisogna solo dire basta alla politica della iper-tolleranza e dell'accoglienza di cani e porci, caratteristica solo dell'Italia, che agli occhi di chiunque sembra sempre di più un paese allo sbando.

L'immigrazione è un fenomeno normale, che appartiene alla storia dei popoli e al ciclo dell'economia, ma deve essere strettamente controllato. Paesi come la Germania, l'Austria, la Svizzera, ma ora anche la Francia di Sarkozy ed altri paesi, controllano i flussi migratori in base alla domanda interna di lavoro. Se la congiuntura economica è al momento sfavorevole e se il tasso di disoccupazione è in crescita, nessun immigrato entra. Esistono delle analisi specifiche per determinare le quote di immigrati che possono avere accesso in un territorio e funziona più o meno come nelle facoltà a numero chiuso, ma è giusto che sia così per coloro che soggiornano più a lungo. Questo deve valere anche per i cittadini comunitari. Esistono analisi basate sul rapporto offerta/domanda di lavoro anche sugli impieghi che ben pochi cittadini nazionali desiderano svolgere, pure in presenza di un elevato numero di disoccupati da più di 12 mesi.

Coloro che entrano, in parole povere, devono essere regolari, adeguarsi alla legislazione nazionale, come ai suoi usi e costumi, pur continuando a professare liberamente la propria religione nell'estremo rispetto di quelle presenti nel territorio ospitante e, in più, una volta occupati, devono far fronte agli oneri fiscali.

Non è assolutamente una condanna, bensì, il normale codice di comportamento civile che ogni cittadino è tenuto a rispettare: colui che lascia il proprio paese di origine, dovrà aspettarsi di trasferire altrove le proprie abitudini burocratiche, facendo proprie le regole, le norme e le usanze del nuovo paese.

Purtroppo spesso non è così. In Italia la debolezza dei governi e l'ipocrisia dei cittadini apatici e menefreghisti, insieme al subdolo disegno dei politici volto all'ottenimento dei voti da nuovi arrivati e, nel caso italiano, dai delinquenti tout cour, lasciano libero l'ingresso a tutti...proprio a tutti, senza il minimo controllo.

E' mai possibile che in 5 anni la popolazione straniera in Italia sia passata da 1,5  a ben 4 milioni? E perché in Germania gli immigrati sono 7 milioni su 82 milioni di abitanti da ormai 20 anni?

E' evidente che tutti gli altri paesi dell'Unione Europea abbiano da tempo chiuso le frontiere. L'Italia, con i suoi 7.500 km di coste è attaccabile su tutti i fronti. Questo anche perché in questo paese si è troppo poco investito nella Difesa e nelle forze dell'ordine, a differenza, è ovvio, degli altri paesi.

In Italia oltre la metà di coloro che entrano è costituita da irregolari, da clandestini, da finti "rifugiati politici" che sono ricercati dalla polizia dei loro paesi, o che sono evasi dalle carceri. Molti, soprattutto conoscenti di origine nordafricana, che vivono in Francia da molti anni, mi hanno confermato che chi cerca veramente delle condizioni di vita migliori, si informa sull'eventuale paese ospitante, recandovisi non da clandestino, ma da regolarizzato, a costo di aspettare un anno per il visto, per poi arrivare non su zattere o gommoni, ma su dei regolari mezzi di trasporto di linea. Ecco poi cosa mi è stato detto: l'Italia è famosa nel mondo per la Giustizia che non funziona, per la presenza di leggi contraddittorie e per le procedure lentissime, farraginose e per la paralisi dei provvedimenti. Chiunque, ormai, all'estero è al corrente che in Italia le leggi difendono i delinquenti e mettono nei guai le persone oneste.

E i nostri politici ci godono: difendono i delinquenti, i mafiosi e i clandestini che vengono in Italia per depredare le case, seviziare le persone, per uccidere e per stuprare, e per cosa? Per avere i voti. Infatti molti progetti di legge consistono nel voto agli immigrati. E le regolarizzazioni? Ve ne è un'inflazione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mancanza di sicurezza e di tutela da parte delle forze dell'ordine, con le mani legate, e della giustizia, visto che non vi è la certezza della pena. In più vi sono rapine nelle ville e negli appartamenti, persone pestate in strada, sevizie, atti di inciviltà e vandalismo, stupri di donne e di ragazzine e, in aggiunta, arroganti pretese di rispettare le usanze dei paesi d'origine di questi immigrati, ma a scapito del rispetto delle nostre leggi, delle nostre norme e dei nostri costumi. Il ministro degli Interni Giuliano Amato dovrebbe vergognarsi, insieme a Veltroni, nel aver ammesso che ben il 75% dei fuoriusciti dalle carceri della Romania sono venuti in Italia, e, nonostante ciò, fino all'omicidio di una donna di 47 anni a Roma, hanno sempre ribadito la non-urgenza del provvedimento da prendere contro immigrati comunitari non regolari, senza lavoro e con precedenti penali.

La gravità di questa situazione ha portato all'ennesimo fatto gravissimo: una donna di 47 anni, di nome Giovanna Reggiani, all'uscita di una stazione della metropolitana di Roma, tenuta in condizioni vergognose, in presenza di un campo nomadi e senza la sorveglianza di polizia o di militari, è stata barbaramente uccisa di botte, sbattuta a terra ripetutamente e rapinata. Questa donna è deceduta così, di una morte atroce, dopo che aveva cercato di sottrarsi alla violenza e alla rapina.

Sono eventi che in un paese civile non dovrebbero assolutamente verificarsi.

Ma molti Italiani, che vorrebbero, con la loro ipocrisia, rendere questo paese civile, accogliendo tutti, sottovalutando il fenomeno della droga e della criminalità, dimostrando omertà nei confronti della mafia, e tagliando, con le finanziarie, i fondi alle Forze Armate e a Polizia e Carabinieri, hanno reso questo paese la maglia nera d'Europa in fatto di civiltà e sicurezza. Questo accade accogliendo i barbari di altri paesi.

Ma la fine di quella donna dovrebbero farla tutti coloro che, politici compresi, vogliono bene ai clandestini e ai delinquenti.

                                      La coscienza di un comune e civile cittadino esasperato 

Postato da: Thunder7 a 01:30 | link | commenti (2)
italia, politica, giustizia, cronaca, estero