Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.

Eccomi

Utente: Thunder7
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA. N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.

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giovedì, 22 novembre 2007

Risparmio energetico: il caso di "Led City"

Il problema dell'energia sta diventando sempre più oneroso per il nostro paese, costretto ad importare combustibili fossili per produrre energia elettrica, per risaldare gli edifici e per movimentare un parco veicoli di quasi 35 milioni di unità. Le crisi petrolifere degli anni '70 hanno rappresentato una delle principali cause dell'incredibile indebitamento dello Stato italiano. Con il passare del tempo la situazione non è assolutamente migliorata, quando va bene il debito pubblico è pari al 106% sul PIL, inoltre l'Italia è il 7° produttore al mondo di energia, oltre che consumatore, e pure la 7° potenza economica, dopo USA, Giappone, Germania, Cina, Gran Bretagna e Francia.

Reperire le risorse per fare avviare le nostre centrali è difficile; gran parte della produzione energetica deriva da impianti termoelettrici, che utilizzano petrolio o metano, inoltre il fabbisogno italiano non è coperto interamente dalla produzione interna, per cui occorre importarne una parte. Tutto ciò significa che il nostro paese dipende da altri per poter funzionare e addirittura, utilizzando in maniera erronea l'elettricità d'importazione per movimentare le nostre centrali, basta la caduta di un ramo sulla linea principale, come si verificò nella notte del 28 settembre 2003, per generare un black-out completo su tutto il territorio nazionale.

I sistemi finalizzati al risparmio energetico sono svariati e tutti efficienti, solamente che l'Italia ha troppa paura ad utilizzarli, a causa della radicata presenza di interessi di parte e della cronica ignoranza del "volgo italiano". L'idrogeno, l'aria compressa, l'etanolo e le biomasse sono un esempio di materie rinnovabili da utilizzare, mentre altri metodi di produzione inesauribili sono l'energia eolica, solare, fotovoltaica e i led luminosi.

Torraca, un paesino di 1200 abitanti circa, in provincia di Salerno, ha adottato, attraverso fondi regionali, consistenti in un investimento di 280.000 euro, il cui rientro è previsto in 6 anni, un sistema di illuminazione pubblica a led. Strade, parchi, gallerie e piazze vengono illuminate da 700 punti luce che non sono lampade, ma un insieme di piccole lampade, azionate da un magnete, che assicurano un'ottima illuminazione, un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e addirittura una riduzione dell'inquinamento luminoso del 90%.

Sarebbe un ottimo spunto per i comuni italiani, al fine di ridurre la spesa in bilancio per l'illuminazione pubblica, di ridurre l'incidenza della dipendenza energetica sulla bilancia commerciale nazionale e al fine di compiere miglioramenti sul fronte della lotta all'inquinamento. MB    

Fonte: Ansa 

Postato da: Thunder7 a 11:46 | link | commenti (2)
italia, economia, clima, curiosità

sabato, 15 settembre 2007

Al mondo ci sono i tamarri...ma ora arrivano anche le...tamarre!

Questo caso è l'emblema del cambiamento del mondo femminile: niente più a che vedere con le gonnelline e i fiorellini, o con il vestitino rosa...niente più a che vedere con la "piccola italiana" o con "la giovane fascista del Littorio", propagandata dal regime fascista, che indossa la gonnella nera e la camicietta bianca, pronta a servire la patria, ad accudire la casa e i figli...niente più a che vedere con le "ragazze angelicate" che si scandalizzano alla prima parolaccia o al primo comportamento, diciamo, esuberante.

Lunedì sera, io e i miei coinquilini, abbiamo assistito, divertiti, ad una esibizione in strada dal quarto piano di un palazzo del centro di Bologna.

E' quasi l'una di notte e una Smart bianca, con il tetto nero, parcheggia proprio sotto casa nostra. Sono sicuramente delle clienti di un pub "fighetto" situato sulla strada, dove qualche volta andiamo a prenderci una birrozza tra "colleghi". Dalla Smart scendono due ragazze tiratissime e in minigonna e se ne aggiunge una terza. Le portiere dell'auto rimangono aperte e comincia la discoteca: "Rise Up" di Yves La Rock a tutto volume. Dal quarto piano sembrava di avere uno stereo acceso in casa. Le ragazze si mettono a ballare sul marciapiede, quasi impazzite e ridendo, come se si trattasse di un ballo di gruppo. Poi cominciano a cantare, mentre la musica continua. Dopo "Rise Up" comincia "Destination Calabria" di Alex Gaudino, immancabilmente a tutto volume, e le tre ragazze continuano ad esibirsi. Pochi passano in quel momento, ma quei pochi guardano attoniti da distante. Io e i miei coinquilini assistiamo, divertiti e increduli, dal balcone. Ci manca solo la lap-dance. Dopo dieci minuti le tre ragazze spengono lo stereo e si avvianoverso il pub. Un mio coinquilino rivolge a loro, dal balcone, un "grazie per la musica" e una di queste, voltandosi verso l'alto guarda il mio coinquilino come se lo scocciatore-tamarro fosse lui! Proprio come se loro non si fossero mai messe in mostra e non si fossero esibite.

Ma se vogliono essere tamarre, almeno mostrino contentezza per i nostri cortesi rigraziamenti riferiti ai loro spettacolini!! MB 

Postato da: Thunder7 a 02:37 | link | commenti (3)
musica, life, night, curiosità, arroganza femminile, potere contrattuale della bellez

lunedì, 16 luglio 2007

Un'iniziativa femminile per prendersi gioco di un ragazzo: quando la preda diventa predatrice.

Torniamo esattamente a un anno fa: nel mese di luglio del 2006 si verifica un episodio particolare in una discoteca di paese, dove la vita notturna è interdipendente con quella di tutti i giorni.

Lui è un giovane, appena laureato, amante del divertimento ma anche dell'attualità e della vita quotidiana, sognatore un po' ingenuo ma attento alle problematiche del paese, pieno di ideali e ardentemente desidersoso di realizzarli. Lei, invece, è una ragazzina diciottenne, spensierata, legata al gruppo d'amici, al mondo delle combriccole scolastiche e ai desideri terra terra dei giovanissimi, amanti del divertimento e dello sballo, poco inclini, invece, al rispetto delle regole e inconsapevoli di vivere in un determinato contesto politico-socio-economico. Due differenze di notevole rilevanza e, forse, due stili di vita incompatibili, uniti semplicemente dagli stessi locali del fine settimana che rappresentano, in zone provinciali e scarsamente popolate, il luogo di aggregazione per eccellenza per le più disparate classi d'età.

Lui, posto ai confini tra due ere della vita, uscente da una storia sentimentale, terminata la sfavillante vita universitaria e la spettacolare esperienza Erasmus, si trova momentaneamente sospeso nel vuoto: poche cose al momento lo appassionano, la vita quotidiana è monotona. Impellenti sono la ricerca di nuovi indirizzi, di studi e di carattere lavorativo. Delineare gli obiettivi è la parola d'ordine; pianificazione, strategia e programmazione gli strumenti. In questo momento, però, anche una piccola novità accende l'animo diversamente...e così è stato, già da alcuni mesi, in seguito all'incontro della Lei, un incontro casuale che poi...si è ripetuto. Ora, ai primi di luglio del 2006, l'incontro con questa Lei si ripete casualmente con continui impulsi, sguardi lanciatori di segnali, saluti pro-forma e battutine mirate. La lei comincia lentamente ad essere avvolta dalla curiosità. La novità, l'attrazione fisica e il mistero dei due stili di vita totalmente differenti si trasformano in una miscela esplosiva che li permea entrambi. Una forte diffidenza reciproca, però, li mantiene distaccati. Lui sempre più attratto dal nuovo, rappresentato da quella "lei"; lei, invece, sempre più incuriosita. Questo Lui continua a fermarla...pochi secondi di interazione, niente di più e, stranamente, nemmeno un dialogo, inviti ed azioni concrete. Sembra una serie di messaggi subliminali che vorrebbero adescare la "vittima".

La sera del sabato 15 Luglio 2006, la Lei decide di procedere al contrattacco. Lui è là, in quella discoteca con degli amici..lei è lì, con le amiche e con un amico del gruppo: il suo obiettivo è scoprire chi è questo Lui, perché la vorrebbe ardentemente "perseguitare" o adescare...capire se è un maniaco...o, molto probabilmente un romantico latin-lover passionale. La preda si trasforma così in predatrice. Lei deve passare all'azione, sconvolgere e affrettare l'avversario, che deve sentirsi in dovere di agire, incastrato in un gioco definibile "dilemma del prigioniero". Lei lo fa ingelosire...l'amico si trasforma in potenziale boyfriend e lui, ignaro, crede di essere arrivato troppo tardi e vi rimane male, sgomento...lei si accorge della reazione e sorride, con uno sguardo provocatorio, tra il maligno e l'interessato. Lui pensa di smettere, si innervosisce, fa un giro con gli altri che intanto lo spronano all'azione..ma lei, inaspettatamente, gli balza incontro e lo ferma. La preda è ora predatrice e i giochi sono capovolti: lui, incredulo e contento, si ritrova in una imbarazzante, ma simpatica, situazione. L'amico di Lei, da potenziale ragazzo, diventa semplice spettatore che la incoraggia; lui, preso dalla diffidenza e colto in castagna, cerca di intraprendere una conversazione con il suo "sogno" del momento, arrampicandosi sugli specchi! Tutto va bene, tutto fila liscio, lei sembra interessata, osservatrice e attenta. Entrambi sembrerebbero in sintonia perfetta, il feeling è evidente. Lui, però, è anche troppo onesto, e spara la cifra della propria età..numericamente un po' elevata, rispetto a quella della lei. La "sintonia perfetta" viene subito compromessa dal fattore età, che poco interessa al Lui, ma che condiziona un po' troppo la lei...e questa scappa, non appena compare un suo amico che pare venuto a salvarla da eventuali approcci fisici da parte del Lui. Quest'ultimo rimane un po' interdetto, ma lei lo rassicura dicendogli che poco dopo si sarebbero rivisti e avrebbero ripreso la conversazione...lei si dirige verso le amiche alle quali fa un resoconto completo e riceve pareri. Tra i due si crea un attimo di pausa, qualche scambio di sorrisi e, nel frattempo, il Lui, un po' soggezionato dalla Lei, prepara un nuovo piano d'azione mentre balla con i suoi amici. Sta per partire il secondo attacco, ma la lei si trova ora a parlare con il suo amico..questa si accorge che l'"avversario" la sta guardando, per cui decide di farlo ingelosire tremendamente. Lei comicia a parlare sempre più disinvolta con l'amico..e guarda verso il Lui ridendo..Lei lo abbraccia.. e guarda di nuovo il predatore-preda ridendo con gusto. L'amico, che in questo momento è una pedina nelle mani della lei, spererebbe di raccogliere le briciole da questa vicenda..e, invece, deve semplicemente sottostare ai suoi "ordini"..lei porta l'amico in giro mentre insegue il Lui, guardandolo ridendo...gli si mettono a ballare vicino, urtandolo appositamente, lo inseguono sui vialetti del locale, lo incrociano per i corridoi e in più, lei, lo spia dalle poltroncine o da dietro le colonne della discoteca. La preda-predatrice si lascia trasportare da un estenuante gioco infantile della durata di un'ora e un quarto: Lui, innervosito ed infastidito, rinuncia al secondo approccio. "Male!", gli dicono gli amici..è meglio un attacco massiccio e, volendo, una bella messa in chiaro..che definisca i ruoli in questa storia. Tutto rimane, invece, avvolto nel mistero, non chiarito e senza che i due si siano conosciuti veramente. Lei crede che con l'arrivo dell'alba tutto finisca e tutto torni come era quando ancora non si conoscevano; pure lui lo crede, anzi, lo spera...ma non sarà così. Questo interesse si trasformerà in una violenta cotta che durerà almeno altri due mesi e Lei si divertirà a vederlo sbavare fino a farlo strisciare per terra, convinta di essere per lui indispensabile...e, invece di cacciarlo, come normalmente succede in questi casi, al minimo distacco Lei cercherà di riattirarlo verso la trappola. La dolorosa vicenda si concluderà definitivamente verso il 20 di settembre, quando Lui intraprenderà altri numerosi attacchi, anche con gente diversa dai propri target, finché, verso il 3 dicembre, non sarà più impattante incontrare questa per la strada...dal momento che un'altra Lei è entrata nei suoi sogni con una forza addirittura maggiore, ma che, data l'improduttività delle fissazioni, resterà solo simbolica e nessun approccio verrà intrapreso. Lui vedrà la nuova Lei molto spesso, una Lei della stessa età dell'altra, ma assai diversa di stile e..in più, sempre allegra e di classe. Questa, forse, si accorgerà di lui, ma, di proposito, non verrà mai "attaccata". Proprio quest'ultima lo salverà definitivamente dalla Lei precedente, perfida e giocherellona, infantile e curiosa, alla quale probabilmente questo Lui un po' piaceva. MB

Postato da: Thunder7 a 02:20 | link | commenti (8)
life, night, storia, curiosità

martedì, 03 luglio 2007

Una curiosità sulle auto della polizia

Le Alfa Romeo sono le tradizionali auto di Polizia di Stato e Carabinieri in Italia. In genere, a parte le recenti liberalizzazioni, ogni Stato cerca di adottare vetture dei rispettivi corpi di forze dell'ordine prodotte in patria.

Ecco però che le eccezioni delle volanti estere non sono, fortunatamente, solo italiane: qui sotto, forse sarà l'unico esemplare, un'Alfa Romeo 156 2.0 TS della Polizei, in Germania.

                 

Postato da: Thunder7 a 14:15 | link | commenti (4)
italia, estero, curiosità

lunedì, 07 maggio 2007

Una "grezzata" al femminile....

Spesso e volentieri si dice che sono gli uomini i grezzi della situazione, a comportarsi senza il minimo senso civico e la minima sensibilità. Ultimamente sembra che questo vada di moda anche tra le ragazze e non solo quelle più piccole, in genere più istintive.

La ragazza, effettivamente, è spesso bersagliata dalle avances dei ragazzi, fino a dover fare selezione, e a volte, e questo è vero, molti si divertono ad avvicinarvisi solo per puro divertimento e senza un autentico scopo..oppure c'è la ricerca immediata del contatto fisico. Questi sistemi di approccio maschili, intrapresi molte volte tanto per fare, senza uno scopo preciso e senza il minimo coordinamento, fanno leggermente imbestialire il gentil sesso, fino a diventare sempre meno "gentile".

Qualche sera fa un mio amico, passando con la macchina vicino ad un gruppetto di ragazze, a detta sua molto "fighe", ha chiesto loro, per scherzo, un'informazione e, una di queste, senza fargli finire il discorso, gli ha risposto subito in dialetto: "Per gi' a 'fanculo sempre dretto e pu a destra!".

Però! Il ragazzo la presa in rise poiché lo stato d'animo era di quelli migliori. Certo, molte ragazze saranno contentissime di sentire una storia simile..però se anche nei tentativi di approccio molto tranquilli queste rispondono in questi modi..già è difficile capire cosa hanno in testa..poiché a volte sembrano interessate, partono all'attacco, e poi si ritirano improvvisamente, per poi, magari, tornare all'attacco...

Però anche le ragazze, che poi si lamentano che gli uomini fanno sempre meno approcci, che sono sempre meno "maschili" e sempre più timidi...dovrebbero capire che in certi atteggiamenti d'abbordaggio o in alcune battute c'è semplicemente della buona fede e della voglia di scherzare..e non prendersela subito e rispondere quasi con evidenti manie di rivalsa..

Chiaramente ho espresso delle considerazioni su alcuni tipici comportamenti femminili, senza però aver voluto generalizzare! ;) MB 

Postato da: Thunder7 a 09:12 | link | commenti (8)
opinioni, life, night, curiosità, arroganza femminile

lunedì, 30 aprile 2007

Baby make your move,
step across the line,
touch me one more time.
Come on, dare me

Sì, questa volta si parla d'altro..si parla di musica, di musica house, quella di oggi, delle discoteche e degli american bar, degli aperitivi e dei pre-serata.

Ultimamente mi capitava di ripensare al 2004, quando l'era universitaria si avviava verso gli sgoccioli, quando era in auge, come del resto anche oggi, il Click-Rock, a Forlì. In questo locale, soprattutto allora, si mescolava l'improvvisata moda degli universitari a quella rigorosamente fighetta dei romagnoli. I primi, con delle biciclette da rottamazione si avviavano verso la discoteca, facendo di tutto per pagare il meno possibile e per scroccare delle drink-card agli amici pr, me compreso, per ubriacarsi di birre e superalcolici. Poi, nel locale, ballavano quasi tutta la sera, soprattutto al piano di sotto dove c'era musica rock e ska. I secondi entravano sempre in lista, avviandosi verso l'ingresso dei tavoli, con ragazzi forlivesi dalle pettinature all'ultimo grido e le ragazze vestite e truccate in maniera mozzafiato..ma tirati entrambi come delle corde di violino. Questi andavano al terzo piano, dove c'era la musica House e sostavano per i corridoi del secondo piano, quello di passaggio, del terzo, e nell'angolo privé, standosene con un bicchiere in mano, con un cocktail all'interno, a parlare, maschi e femmine (non si capiva quali fossero i ruoli sociali!) del più e del meno per tutta la sera. Ricordo che avevo, e avrei tutt'ora, amici universitari tranquilli, che preferivano starsene di sotto, poiché terrorizzati (come nella storia della volpe e l'uva) dalle fighette del posto, quelli un po' alternativi, che rimanevano al piano terra per ovvi motivi, e delle amiche forlivesi, molto tranquille, che capitavano raramente, ma venivano al Click per ballare e non per starsene sui corridoi. Poi avevo due amiche, le "Gemelle", chiamate così perché gemelle, benché diverse, che preferivano il sistema fighetto alla "Milano Marittima". Queste, ricordo, le invitavo sempre a raggiungerci in pista, e invece, se volevo parlare con loro, scherzando e prendendoci in giro a vicenda, con apparente astio e tanto affetto interiore, mi toccava rimanere un po' lì, con i loro amici..e nel frattempo, io ed altri, vedevamo passare tante altre fighette romagnole che per poco, ad ogni ragazza riservavamo un commento. Le amiche universitarie, poi, venivano a cercarci chiedendoci che fine avessimo fatto..e ci trovavano al terzo piano, o a sparare cavolate con le "Gemelle" o ad insultare qualche ragazza del posto che, tiratissima, rifiutava ogni approccio di ogni sconosciuto, per poi buttare le braccia al collo ai loro amici maschi. Il tutto in compagnia dei soliti motivi House.

Verso la fine di febbraio mi tornava alla mente questo periodo, e ripensavo ad una canzone carina, intitolata "Make your move", che aveva fatto la stagione ma che era tristemente scomparsa..eppure, pensavo, mi sembrava assai attuale..perfino meglio di quelle che spopolano ultimamente. Ironia della sorte, a partire dalla prima settimana di marzo questa canzone mi è capitato di sentirla tutte le volte che andavo a ballare..e perfino alla radio..pure quando alle 5 in punto della mattina di lunedì mi mettevo alla guida per tornare a Bologna. Che emozione! Sembrava di rivivere il passato, e non più nel 2004, ma nel 2007, nell'era S... ! Cosa ancora più incredibile, sono tornato al Click-Rock un venerdì, dove sono ancora pr (spettacolare) e, con gli stessi amici di allora, più o meno tutti, con alcuni nuovi, ho rivisto le mie amiche "tirate" e, parlando di cavolate con loro, proprio come ai vecchi tempi, sento questa canzone anche in quel momento. Decido di cercarla. Mi informo con i dj, cerco notizie su internet, finché mi sono reso conto che "Make your move", di Dave Armstrong, ma remixata da Antoine Clairman e da Gigolos, nel 2004 era un po' più soft. Oggi vi è una nuova versione, del 2007, un po' più dance e più orecchiabile, ancora più carina di quella di allora..finalmente l'ho trovata..e credo che avrà successo. MB 

Postato da: Thunder7 a 16:20 | link | commenti (8)
musica, life, night, romagna, curiosità

sabato, 28 aprile 2007

   Forze dell'ordine italiane, tedesche e francesi

Alfa159PoliziaAudiPolizei

 

 

 

 

 

 

37-CitroenXsaraPoliceNationale-G-trebloryves

Polizia, Polizei, Police. Quali di queste vetture, o meglio, quale uniforme delle recenti volanti della "Polizia di Stato", della "Bundespolizei" e della "Police Nationale" vi aggradano di più?

Postato da: Thunder7 a 20:02 | link | commenti (7)
italia, estero, curiosità

domenica, 22 aprile 2007

E45 Voce agli automobilistiE45 Ravenna-Orte: un passo avanti nel dar voce ai cittadini

La creazione del Blog sulle infrastrutture, E45-E78, realizzata il 3 gennaio 2007, ha fatto notizia. Si tratta di un blog che si occupa principalmente della martoriata superstrada E45, importantissima arteria la quale, nel percorrerla, si rischia costantemente la vita, date le condizioni strutturali ormai ai limiti dell'agibilità. L'indirizzo, che compare anche tra i link di questo template, sotto il nome E45-E78, è: www.equarantacinqueesettanto.splinder.com.

Una mia amica, divenuta da poco giornalista, di nome Monia Mariani, titolare anch'essa di un blog, http://moniamariani.blog. , mi ha intervistato sulla mia iniziativa, ponendomi un questionario. Alcuni giorni dopo, il 12 aprile 2007, l'intervista è comparsa sul Corriere di Arezzo, occupando quasi per intero la pagina della Valtiberina. L'articolo non tratta l'argomento del blog come una semplice curiosità, ma nelle reali intenzioni di raccogliere le denunce degli automobilisti, di informare coloro che si vogliono mettere alla guida delle condizioni della superstrada della settimana, anche se purtroppo non è possibile dare un aggiornamento in tempo reale della viabilità (ad esempio, nel week-end scorso, nei dintorni di Cesena, la superstrada è rimasta chiusa per diverse ore a causa di un incidente, ma sfortunatamente la notizia mi è giunta solo il giorno successivo). Il blog intende, così, informare e raccogliere le lamentele più svariate dei conducenti, per poi arrivare ad intraprendere iniziative congiunte di tipo costruttivo, al fine di poter contribuire nei fatti alla soluzione dei problemi più impellenti dell'arteria.

L'anno scorso, esattamente il 1° Maggio 2006, compariva a pagina 13 del Corriere di Arezzo, un mio intervento che denunciava le condizioni di pericolosità in cui versava la E45. La notizia sembrò dare il via ad un dibattito. Le mie conoscenze a livello politico, nell'ambito locale, mi hanno permesso di contribuire al dibattito. L'8 luglio 2006 vi è stata una riunione nel Palazzo dei Diari di Pieve Santo Stefano (AR), con la partecipazione dei sindaci, toscani e romagnoli della Valle del Savio, e dei rappresentanti delle Comunità Montane Valtiberina Toscana e Appennino Cesenate, sul tema della messa in sicurezza della superstrada. La riunione ha dato il via alla costituzione di un Comitato politico di vigilanza, presidiato dal sindaco di Pieve, Palazzeschi, e da quello di Verghereto (FC), Camillini. Il 29 luglio 2006 doveva esserci la visita di Pietro, ma per motivi di agenda è saltata. In ogni modo si è tenuta una mega assemblea presso il ristorante dell'area di servizio Verghereto, situata a Piantrebbio, in territorio romagnolo per pochissimi metri. Il tema è stato la trasformazione in autostrada e la messa in sicurezza immediata della E45. Vi hanno partecipato non solo le autorità locali toscane e romagnole, ma anche quelle dell'Alta Umbria, con l'aggiunta dei deputati, l'on. Brandolini, di Cesena, e l'on. Pedulli, di Forlì, oltre all'assessore della viabilità della Provincia di Forlì-Cesena, Renzo Conti. Degna di nota è stato l'intervento del Comitato di Le Ville di Verghereto, "A voce alta", rappresentato da Leonardo Moretti, che ha sottolineato il forte rischio per l'incolumità, nel percorrere quella strada.

Sono passati diversi mesi, ma i miglioramenti tendono ad essere latitanti. Si è proceduto solo all'ammodernamento di una carreggiata per un tratto di 1 km, in direzione sud, poco prima dell'uscita di Verghereto. Per il resto i finanziamenti dell'ANAS sono sempre arrivati alla spicciolata. In conclusione, nonostante il ministro di Pietro abbia riconosciuto la Ravenna-Orte come un collegamento fondamentale ed alternativo all'Autostrada del Sole, nel tratto Bologna-Firenze, siamo nuovamente al punto di partenza.

Le azioni dovranno essere, giunti a questo punto, più incisive e, alle riunioni, dovranno partecipare anche i rappresentanti dell'ANAS di Bologna e di Firenze, i grandi assenti. MB  

Postato da: Thunder7 a 15:33 | link | commenti (2)
italia, politica, opinioni, toscana, romagna, curiosità, viabilità, infrastrutture, valsavio news, valtiberina news

Quando le ragazze hanno la coda di paglia...

A tutti sarà capitato che, in discoteca, una o più ragazze si siano accorte dell'imminente tentativo d'abbordaggio ed abbiano reagito con un "no" immediato o con una notevole indifferenza nel momento dell'attacco. A volte capita pure che una ragazza abbia già un quadro chiaro della situazione, aspettandosi certe domande e certe reazioni da parte dei maschi, finendo così per rispondere direttamente al pensiero del ragazzo, ancor prima che questo lo esprima a parole. Tutte reazioni che molte volte, a noi maschi, ci sorprendono e ci lasciano un certo disgusto o una piccola ferita sanguinante nell'orgoglio.

Venerdì sera mi è capitato, invece, qualcosa di veramente spettacolare. Il fatto ha riguardato me, per cui lo posso spiegare dettagliatamente, ma poteva capitare a chiunque altro. Ero in una discoteca e, avendo notato in un gruppetto di ragazze, una tipetta carina, che ritenevo quasi adatta ad un approccio amichevole, nato ballando, avevo deciso di mettermi un po' in mostra, ballando abbastanza sciolto a pochi centimetri di distanza. Una tattica a cui, devo dire, sono abituato e, tra i tanti no che si ricevono, certe volte la cosa va a buon fine. Il gruppetto in questione era anche scatenato e allegro, per cui il rischio non era nemmeno così elevato, e al massimo si sarebbe potuto risolvere in un no, detto in maniera allegra e non infastidita.

E invece, una di queste ragazze, quella che non avevo mirato e quella più lontana da me, me la sono vista venire da me e intimarmi di andarmene.

Il gesto me lo sono subito sentito come un suo tentativo di prevaricazione nei miei confronti, forse perché in gruppo, o forse perché l'unione fa la forza; un diktat.

In passato avrei lasciato stare, poiché avevo sempre pensato che dinanzi ad una reazione di una ragazza si dovesse per forza tacere, anche se offensiva. La mia reazione è stata invece immediata e assai carica di energia. Secondo me, dal momento che in fondo stavo ballando per conto mio, con un mio amico vicino, e non avevo ancora attaccato discorso o preso qualcuna di quelle per mano, al fine di ballarci, quella reazione era troppo esagerata. Quella ragazza non aveva diritto di scatenare una "guerra preventiva" o di "fare fuoco d'avvistamento", benché si notasse che nell'aria ci fossero "venti di guerra". La mia reazione ha immediatamente posto con forza l'accento su questo, facendo passare la ragazza come lesiva della libertà altrui e come addirittura una provocatrice. Il tono della ragazza perdeva sempre più aggressività mano a mano che saliva l'enfasi che davo alle mie ragioni. In più, stanco, come tutti i ragazzi, del complesso di vittimismo di cui soffrono alcune donne (mi scuso con le lettrici se posso sembrare maschilista), che le portano a reazioni inconsulte, a prescindere, con i ragazzi, soprattutto con quelli più innocenti ed innocui, ho posto pure l'accento sul dover portare rispetto ad una persona più grande. Forse, preso dal nervosismo, sul fattore età potrò aver peccato di presunzione o di orgoglio eccessivo, però mi sentivo veramente in dovere di reagire come si deve.

La ragazza, che quasi si scusava dicendo che le stavo avvinghiando (da solo contro 10!), cominciava ad abbassare sempre più la cresta, mentre la mia adrenalina si trasformava sempre più in fierezza; vedevo, poi, mentre mi veniva quasi da ridere, che le altre ragazze avevano un atteggiamento divertito, mentre la "provocatrice-vittima" cominciava ad essere visibilmente ferita dalla mia bella strigliata. Dopo circa un minuto mi sono visto appresso un vero drappello di ragazzi, tutti più giovani ma più grossi di me che, con aria non del tutto pacifica, avevano lasciato spazio ad una diplomatica richiesta di spiegazioni, con il deterrente dell'uso della forza. Il "rappresentante" del "plotone di rinforzo" mi ha domandato che cosa avessi fatto alla sua "ragazza". Io, visibilmente arrabbiato, ho denunciato a loro stessi l'ingerenza della ragazza che voleva impedirmi di ballare per i fatti miei lì vicino. Il gruppetto cominciava ad allontanarsi da me, mentre il "rappresentante" recepiva e comprendeva la mia dichiarazione, dandomi quasi ragione. Alla fine ci siamo salutati, il gruppetto di ragazzi aveva compreso le mie ragioni, mentre quello delle ragazze era sparito. Sembrava quasi che la ragazzetta avesse cercato un pretesto per vedere il proprio ragazzo diventare l'eroe di una insensata rissa.

Quanto a me, "grave, solenne, ma illuminato dalla rivincita", benché deluso della perdita di un obiettivo, insito nel gruppetto, provavo "una sorta di gioioso disprezzo" (Citazione di William Shirer, corrispondente a Berlino del New York Times dal 1934, comparsa il 22 giugno 1940). MB

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domenica, 01 aprile 2007

penitalia

Ferrovie del C...O!

Ecco cosa ha notato un mio amico su una carrozza di un Eurostar in sosta, in un binario della stazione di Bologna. Del resto si sa, il sistema ferroviario italiano fa acqua da tutte le parti...o anche peggio!

Postato da: Thunder7 a 22:57 | link | commenti (3)
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