Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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Risparmio energetico: il caso di "Led City"
Il problema dell'energia sta diventando sempre più oneroso per il nostro paese, costretto ad importare combustibili fossili per produrre energia elettrica, per risaldare gli edifici e per movimentare un parco veicoli di quasi 35 milioni di unità. Le crisi petrolifere degli anni '70 hanno rappresentato una delle principali cause dell'incredibile indebitamento dello Stato italiano. Con il passare del tempo la situazione non è assolutamente migliorata, quando va bene il debito pubblico è pari al 106% sul PIL, inoltre l'Italia è il 7° produttore al mondo di energia, oltre che consumatore, e pure la 7° potenza economica, dopo USA, Giappone, Germania, Cina, Gran Bretagna e Francia.
Reperire le risorse per fare avviare le nostre centrali è difficile; gran parte della produzione energetica deriva da impianti termoelettrici, che utilizzano petrolio o metano, inoltre il fabbisogno italiano non è coperto interamente dalla produzione interna, per cui occorre importarne una parte. Tutto ciò significa che il nostro paese dipende da altri per poter funzionare e addirittura, utilizzando in maniera erronea l'elettricità d'importazione per movimentare le nostre centrali, basta la caduta di un ramo sulla linea principale, come si verificò nella notte del 28 settembre 2003, per generare un black-out completo su tutto il territorio nazionale.
I sistemi finalizzati al risparmio energetico sono svariati e tutti efficienti, solamente che l'Italia ha troppa paura ad utilizzarli, a causa della radicata presenza di interessi di parte e della cronica ignoranza del "volgo italiano". L'idrogeno, l'aria compressa, l'etanolo e le biomasse sono un esempio di materie rinnovabili da utilizzare, mentre altri metodi di produzione inesauribili sono l'energia eolica, solare, fotovoltaica e i led luminosi.
Torraca, un paesino di 1200 abitanti circa, in provincia di Salerno, ha adottato, attraverso fondi regionali, consistenti in un investimento di 280.000 euro, il cui rientro è previsto in 6 anni, un sistema di illuminazione pubblica a led. Strade, parchi, gallerie e piazze vengono illuminate da 700 punti luce che non sono lampade, ma un insieme di piccole lampade, azionate da un magnete, che assicurano un'ottima illuminazione, un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e addirittura una riduzione dell'inquinamento luminoso del 90%.
Sarebbe un ottimo spunto per i comuni italiani, al fine di ridurre la spesa in bilancio per l'illuminazione pubblica, di ridurre l'incidenza della dipendenza energetica sulla bilancia commerciale nazionale e al fine di compiere miglioramenti sul fronte della lotta all'inquinamento. MB
Fonte: Ansa
Una regimentazione delle acque misteriosa
In un post del 15 gennaio 2007 si parlava della regimentazione delle acque incompatibile con il clima. Quest'anno l'Invaso di Montedoglio (nella foto accanto) si è dimezzato, in termini di portata d'acqua. Ognuno da' la colpa all'assenza di piogge, ma il trend di svuotamento è iniziato a settembre, un mese che ricordiamo come abbastanza piovoso. I cacciatori avevano notato che da ottobre a dicembre il Tevere aveva una portata d'acqua superiore alla norma, e che il flusso proveniente dalla diga era doppio rispetto al solito. Il bacino pareva proprio prosciugarsi giorno dopo giorno, finché i cacciatori si accorsero, verso la seconda metà di dicembre, che il flusso d'acqua in uscita era stato quasi azzerato. Sempre da dicembre risulta che l'edificio, immerso nell'acqua, che un tempo apparteneva all'abitato della Madonnuccia, oggi ricostruito più a monte, non esiste più. A quanto pare anche le macerie sono state sgombrate. Eppure restano le piante che spuntano dall'acqua e la strada con il vecchio ponte della Bisolla, ad arco, che, come un antico rudere, emerge in maniera suggestiva dal lago. Oggi, a distanza di poche settimane, il flusso dell'acqua è tornato ai livelli esagerati di ottobre e novembre, e non certo per preparare l'invaso ad accogliere delle piene. Le piogge sono tornate, ma sono durate solo un giorno, e le nevicate sull'Appennino Tosco-Romagnolo, di mercoledì 24 e di giovedì 25 gennaio, sono state fin troppo scarse. Resta da chiedersi allora perché si sta procedendo allo svuotamento del lago. Stabilizzare ancora una volta il fondo? Ripulirlo del limo e di tutti i detriti lasciati sommersi? Oppure si è scoperto che l'acqua è inquinata, per cui il lago deve essere bonificato? E poi, il comune di Pieve Santo Stefano, a monte rispetto alla diga, con una zona industriale ed una fabbrica di cavi elettrici, possiede un depuratore funzionante? Non sarebbe un po' grave che Valdarno, Valdichiana, Trasimeno e Valtiberina utilizzino dell'acqua ad alto rischio di contaminazione? MB
Una regimentazione delle acque incompatibile col clima.
Negli ultimi giorni non si parla altro che di cambiamenti climatici.
E' un inverno anomalo, che non ne vuole sapere di arrivare e, secondo gli esperti, pare che una situazione simile si sia verificata solo nel lontano 1860. Il mese di dicembre ha registrato delle temperature record, che mai si erano avute nel '900 e nei primi anni del nuovo millennio. Oggi si parla del probabile arrivo del freddo, previsto per la fine di gennaio, ma le credenze e le congetture popolari si inventano previsioni del tipo: quest'anno l'inverno non arriverà e in più l'estate sarà caldissima. Alcuni metereologi cominciano a pensare all'eventualità di un inverno mite, con qualche escursione termica improvvisa e forti gelate primaverili, al mattino, che comprometterebbero tutti i raccolti delle piante da frutto. Effettivamente vi sono stati spesso dei periodi di caldo fuori stagione, a cui sono poi subentrate le belle stagioni con giornate decisamente invernali o autunnali. Le previsioni sono molteplici e svariate, al momento, e in più si sono aggiunte quelle catastrofiche, ma pur sempre realistiche, della imminente desertificazione della nostra penisola, che diverrebbe il Sahara tra 70 anni, con il livello del mare che si innalzerebbe fino a sommergere parte della Pianura Padana e delle nostre coste.
E' innegabile che le temperature sono costantemente sopra la media stagionale, o di 4-5, o, addirittura, di 8-10 gradi. La tramontana, uno dei venti a far da padrone durante l'inverno, è assente, inoltre vi sono sporadiche gelate notturne, seguite da forti innalzamenti delle temperature durante il giorno, al punto che mai come quest'anno si sono registrate così tante giornate di nebbia in tutta Italia, da unificare, ormai, la Pianura Padana alle altre vallate. L'autunno è stato inoltre mite, e, dopo un mese d'agosto piovoso e fresco, che era succeduto ad un luglio dal caldo insopportabile, si sono avuti dei mesi, come ottobre e novembre, di solito molto piovosi, con delle precipitazioni quasi assenti, benché, comunque, il sole sia quasi sempre stato offuscato da nebbie e nubi.
Nei telegiornali si comincia, immancabilmente, a parlare di siccità e di emergenza idrica nel nord e nel centro. In Valtiberina l'invaso di Montedoglio, che negli ultimi anni aveva raggiunto dei livelli storici di capienza, è, allo stato attuale, quasi prosciugato, con il livello più che dimezzato. Molti insistono sul fatto che sia la mancanza d'acqua ad aver provocato tale abbassamento. In un certo senso è vero, visto che non è mai piovuto tanto e che le nevicate sul crinale appenninico non ci sono ancora state. C'è da ricordare, però, la testimonianza di molti cacciatori, che non avevano mai visto un fiume Tevere (sul quale è stata costruita una diga che forma questo grande lago) così ricco d'acqua, come nei mesi di settembre, ottobre e novembre scorsi. In effetti molti raccontano di aver visto una fuoriuscita d'acqua, dalla diga, più che doppia rispetto a quella solita. In effetti il lago aveva già cominciato a svuotarsi rapidamente già fin dai primi di ottobre, quando erano trascorsi pochi giorni dalle frequenti piogge dei mesi di agosto e di settembre. Alcuni dicevano, a novembre, che si stesse preparando l'invaso ad accogliere le consuete piene invernali. Il fatto è che l'inverno non arriva e il lago sta continuando a svuotarsi, questa volta aiutato veramente dalla siccità. In effetti, testimonianze recenti affermano che la fuoriuscita d'acqua si è ridotta. Ora, però, visto che il clima non è favorevole e che gli esperti paventano un'estate caldissima e secca, le nostre zone, non solo la Valtiberina, ma anche la Valdichiana, il Valdarno e il lago Trasimeno, che attingono dall'invaso di Montedoglio, corrono veramente il rischio, per l'estate 2007, di un'emergenza idrica senza precedenti. MB