Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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L'annuncio della morte dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro
Era il 2006, e la multinazionale svizzera parlava di probabile cessione dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro alla TMT Finance di Angelo Mastrolia. Le proteste delle autorità locali, unite alle serrate degli operai, che vedevano tale ipotesi come la fine dello stabilimento, bloccò l'operazione. All'inizio di maggio del 2008, la multinazionale svizzera fu perentoria: Nestlé resterà proprietaria del marchio, ma non dello stabilimento. I concorrenti in lizza furono tre: Fabianelli di Castiglion Fiorentino, Colussi di Bastia Umbra e TMT Finance, della Campania, del famigerato Angelo Mastrolia, tanto temuto in queste zone. Quest'ultimo pare un esperto in "scatole cinesi", per questo tutti vogliono evitarlo. Questi acquistò un pastificio ad Eboli, che inizialmente possedeva una forza lavoro pari a circa 350 dipendenti; oggi gli operai sono appena 40 e lo stabilimento sta per essere venduto. Fin dai primi di maggio tutte le autorità locali, da quelle regionali a quelle comunali, coinvolgendo sia la Toscana che l'Umbria, si sono mostrate contrarie alla cessione da parte di Nestlé a Mastrolia. Molti accordi sono stati presi, a livello politico, con gli imprenditori locali e con Colussi e Fabianelli, e questi ultimi hanno cercato di presentare credibili piani di rilancio, con buoni risvolti occupazionali. Tutti i tentativi sono stati compiuti, fino agli scioperi ed ai cortei degli operai contro la vendita a TMT Finance. Invece la mutlinazionale svizzera vuole vendere a tutti i costi lo stabilimento a Mastrolia, giudicando possibile solo tale offerta. Oggi Nestlé Italiana ne ha dato conferma definitiva. La rabbia dei 450 dipendenti è all'estremo: il loro posto di lavoro è seriamente compromesso. La Buitoni di Sansepolcro ha ormai le ore contate. La Nestlé ha voluto giocare sporco, del resto si trova in terra straniera, e le autorità locali hanno espresso dei pareri tali da preferire la chiusura immediata dello stabilimento, invece di assistere a vane tranquillizzazioni e a spettacolari colpi di teatro che ci fanno vedere, piano piano, quanto seriamente temiamo. La Buitoni è stata fondata proprio a Sansepolcro, nel lontano 1827 ed ha raggiunto il numero di 2000 dipendenti nel 1936. La città è cresciuta attorno a quest'azienda, sia per l'indotto che per cultura, e purtroppo, a causa delle crescenti ed esagerate pressioni sindacali, è stata venduta nel 1980 dalla famiglia Buitoni stessa; e a chi? A Carlo de Benedetti, il quale, come ha fatto con tutte le aziende, l'ha privata delle prospettive future, rivendendola, come merce, a Nestlé, nel 1988. L'azienda dall'80 ad oggi si è ridotta ad un semplice stabilimento produttivo che come output offre pasta e prodotti da forno. Un semplice mega-stabilimento, semi-blindato dai sindacati e rimasto ancorato al passato, alla vetusta logica del dualismo operaio sfruttato/imprenditore sfruttatore. Una logica che è diventata a poco a poco fatale per l'azienda. Ora, con la cessione da parte di Nestlé a TMT Finance, senza voler procurare allarmismi, si vuole cancellare le inutili speranze: la Buitoni è morta, l'unica soluzione è una presa di posizione immediata contro Nestlé e TMT Finance da parte delle autorità e degli operai, se lo desiderano. Ecco intanto dei commenti, comparsi oggi sul quotidiano "La Nazione", espressi, dopo la notizia, durante l'incontro tra le autorità, a Firenze:
Onorevole Maurizio Bianconi (PdL)
Con un colpo di teatro nell’incontro di questa mattina in Regione, svanisce l’ipotesi Colussi e viene riproposta come unica soluzione l’ipotesi Mastrolia. Il percorso della Nestlè, già sospettato da mesi, a questo punto è chiaro: “ non si cerca un’acquirente ma chi al posto di Nestlè assuma le decisioni più drastiche”. Gioco scoperto ed evidente al quale è doveroso reagire nelle istituzioni e nel territorio con una mobilitazione generale.Ogni uno si assuma le sue responsabilità. Se Nestlè vuole chiudere lo stabilimento di Sansepolcro lo faccia pagandone le conseguenze.Ma nessuno si può prestare al gioco di fare uscire la multinazionale con le mani formalmente pulite da questa vergognosa operazione.
Angela Notaro, consigliere regionale toscano An
Al fianco dei 450 lavoratori dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro e contro l’incapacità della Regione Toscana di tutelare efficacemente occupazione e territorio: questa la posizione assunta dal consigliere regionale toscano di Alleanza Nazionale, Angela Notaro a seguito del vero e proprio colpo di teatro andato in scena oggi al tavolo regionale che doveva, stando alle cronache, semplicemente definire il passaggio dell’azienda da Nestlè a Colussi. Invece, sorpresa, torna sulla cresta dell’onda Mastrolìa come unico interlocutore.
«Tra tutte le ipotesi apparse fin da subito come praticabili – commenta Notaro – trovo incredibile che l’interessamento della Regione Toscana alla vicenda Buitoni non abbia potuto fare altro che riproporre quella legata a Mastrolìa, lo stesso Mastrolìa che, dopo aver acquisito lo stabilimento Buitoni di Eboli, lo sta proprio adesso smantellando e rivendendo. Lo stesso Mastrolìa verso cui, proprio per questo motivo, i sindacati e i lavoratori dello stabilimento biturgense avevano manifestato tanti timori». Timori fondati, tra l’altro, secondo Notaro: «E’ difficile non immaginare ora che l’azienda di Sansepolcro sia, nei disegni di Mastrolìa, destinata al medesimo futuro di quella di Eboli. E’ questo che terrorizza a buon titolo i 450 lavoratori e le loro famiglie. Per non parlare di tutto l’indotto produttivo di cui Buitoni è storicamente il motore primo, così come lo è per l’economia della Valtiberina. Rischiamo di perdere tutto, impoverendo il territorio e generando contraccolpi economici difficilmente gestibili sia nella vallata che in tutta la Toscana e in Umbria. Ancora una volta – conclude Notaro – prendo atto con rammarico di come la Regione Toscana si sia lasciata sfuggire l’opportunità di risolvere positivamente un problema che pareva aver raggiunto un traguardo soddisfacente. E non era certo questo il motivo per cui io stessa, insieme ai lavoratori e al sindaco di Sansepolcro, avevo chiesto che la Regione intervenisse nella vertenza».
