Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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La strumentalizzazione da parte della stampa e della televisione
L'Italia, come reciterebbe l'art. 1 della Costituzione, "è un paese democratico", ma dove? Nessuno di noi è libero di pensarla in una certa maniera: concorsi pubblici truccati a cui si accede solo con la tessera di un partito, posti di lavoro nel privato dove si entra solo attraverso la cooptazione e dove si rimane precari fino a 40 anni, mentre nel Nord-Europa si diventa dei Chief Officers a 39 anni. In questo paese basta una semplice esclamazione per essere bollato per "fascista" o "comunista". Se sei dalla parte della legalità, favorevole alla tolleranza zero, sei "fascista". Se sei per la convivenza di culture differenti e per la redenzione di coloro che hanno commesso una pena, sei "comunista", e se predichi sempre il bene comune, facendo di tanto in tanto la morale a qualcuno che ti sta accanto, passi per un "bigotto ciellino". In questo paese, senza voler manifestare vene polemiche, abbiamo raggiunto un livello di assuefazione dinanzi a certi episodi, inoltre molte persone vivono con rassegnazione e menefreghismo, ritenendo che ciò che accade agli altri non potrà mai accadere a se stesse. In altri stati, difronte a scandali come Tangentopoli, ad episodi come gli attentati mafiosi, l'estromissione di giudici che conducevano indagini nei confronti di politici importanti, il fenomeno della nattenza urbana in Campania, le guerre tra clan, le vicende legate ai campi rom, l'indulto e la tolleranza nei confronti dei continui sbarchi di clandestini, sarebbe scoppiata una guerra civile terrificante. Nella nostra Penisola si vogliono evitare le brutte figure sul piano internazionale, quando invece in tema di cattiva immagine gli Italiani hanno già raschiato il fondo e la presa di posizione con la forza dinanzi a certe problematiche croniche ci risolleverebbe sul piano morale e ci conferirebbe maggiore rispetto internazionale. All'estero, dinanzi ad azioni non-democratiche finalizzate a risolvere dei gravi problemi contro i quali i sistemi democratici hanno miseramente fallito, direbbero: sono stati drastici, forse hanno esagerato, ma finalmente hanno dimostrato di avere un po' di buon senso e di orgoglio. Sistemi drastici e impopolari, sì, ma utilizzati come misura risolutrice, in un contesto comunque sempre democratico, come a volte accade in Francia, negli Stati Uniti o in Germania e nella Confederazione Elvetica. E invece ci nascondiamo dietro quello che pensa l'Unione Europea, la Chiesa (che poi spesso è propensa alla fermezza), dietro al contenuto dei principi dei diritti umani, solo per trarre dei guadagni. Cosa importa alla politica italiana della democrazia e dei diritti umani e sociali? Assolutamente nulla! Tutti i Governi che questo paese ha avuto hanno sempre difeso la criminalità e l'immigrazione, trattando gli Italiani come degli animali, facendoli vivere nel peggior dei modi, nell'insicurezza, senza la certezza della pena, nell'ignoranza, nella precarietà e sfruttando le loro misere retribuzioni con cospicui prelievi per mandare avanti un sistema già fallito da tanti anni, costituito da carrozzoni e corporazioni. Gli Italiani sono sempre stati tenuti all'oscuro di tutto dalla TV di Stato, non si sa niente di quello che succede all'estero, si sente parlare solo di inutili litigi in politica interna e di fatti di cronaca-business che piombano nel momento opportuno per occupare, per mesi, la prima pagina dei giornali. La TV di Stato e buona parte della stampa si è quasi sempre concentrata sulla difesa di certi valori, facendolo con ipocrisia, rinnegando la negatività delle situazioni e riempiendoci la testa di assurdità che ci portano a credere che "c'è delinquenza perché c'è disagio", "è colpa degli Occidentali se nel Terzo Mondo c'è la povertà", "solo i bianchi sono razzisti", "è colpa del Nord se il Sud vive male", "la Mafia è quasi sconfitta", "la corruzione non è mai esistita, ma inventata da uomini appartenenti a frange politiche opposte", "gli immigrati che arrivano in Italia sono tutta brava gente", "Italiani brava gente", "Napoli e i suoi abitanti ti riempiono il cuore", "il Nord è razzista", "i criminali vanno aiutati, poverini". Tutte queste, permettetemi di dirlo, cavolate, vengono poi smentite dai media stessi con degli articoli di cronaca, i quali poi, venendo contornati con le assurdità appena elencate, fanno crescere negli Italiani un senso di sfiducia, rabbia, oppure apatia e rassegnazione. I politici vogliono questo: l'apatia e la rassegnazione della gente, o la confusione generale, per governare nel modo a loro più agevole, esattamente come negli stati dell'africa sub-sahariana che sono retti da delle dittature corrotte. Certi episodi, scaturiti dalla rabbia della gente, che è esausta delle ingiustizie e dei soprusi, vengono strumentalizzati a livello politico, sino a far passare per colpevoli le vittime che hanno reagito per difendersi. E' la stessa cosa della persona aggredita che reagisce al rapinatore e poi finisce in carcere; oppure, simbolo della strumentalizzazione politica degli ultimi tempi, il raid contro le vetrine dei negozi di stranieri nel quartiere Vigneto, a Roma. In quell'occasione, le prime battute della stampa parlarono di raid perpetrati da bande di neo-nazisti. Alcuni giorni dopo, il ribaltamento della cronaca: colui che, reagendo per primo, era stato aiutato dall'esplosione di rabbia degli abitanti del quartiere, stanchi delle sopraffazioni degli immigrati arrivati da poco ad abitarvi, aveva tatuato sull'avambraccio il volto di Che Guevara. Ma intanto molti continuano a ricordarsi la prima notizia, facente riferimento ai neo-nazisti, poiché molto più pubblicizzata della seconda.
Concludendo, non esiste l'appartenenza politica in questioni in cui prendono parte da un lato il Bene e dall'altro il Male. Non esistono destra e sinistra nelle situazioni in cui la popolazione vuole reagire alle ingiustizie. Ingiustizie con le quali la politica italiana ci riempie da sempre la vita, con l'aiuto di certi organi di informazione che strumentalizzano tutto dietro falsi principi. MB
