Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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Una segnalazione sulla linea Paris-Milano
Siamo nell'Unione Europea, ve ne fanno parte ben 27 paesi e di questi ben 13 sono entrati nell'area Euro, la moneta unica. Eppure i trasporti non sono ancora unificati, soprattutto per quanto riguarda la segnaletica, il trasporto navale, aereo e soprattutto ferroviario. Come al Brennero succede puntualmente che la locomotiva verde italiana viene staccata, per aggiungere all'Eurocity Michelangelo Roma-Monaco un elettrotreno rosso austriaco, così situazioni particolari avvengono al confine con la Francia. Sembra quasi la situazione che si verifica al confine russo, dove, data la diversa larghezza del binario, occorre cambiare proprio treno. Le ferrovie italiane sono più arretrate di quelle straniere, nonostante i moderni sistemi ACC, ACEI e SCMT, dei quali avevo parlato in alcuni post precedenti. Le linee francesi e tedesche sono quasi tutte attrezzate per il trasporto Alta Velocità/Alta Capacità, mentre i binari italiani sopportano appena il traffico passeggeri, per questo sono in costruzione le linee TAV, AV/AC Torino-Milano-Bologna-Firenze e Roma-Napoli, alcune già parzialmente entrate in esercizio.
Un lettore del blog mi ha segnalato che la linea Parigi-Milano, effettuata dalla società Artesia con un TGV che ferma anche a Lione e a Torino Porta Susa, riscontra puntualmente dei problemi in corrispondenza del traforo del Frejus.
Nel 2005 erano i manifestanti contro la costruzione dei nuovi tunnel di esplorazione della futura Lyon-Torino a causare l'interruzione del viaggio. Arrivati al Frejus, o in Val di Susa, a seconda della provenienza, i binari erano sempre bloccati e i viaggiatori venivano fatti salire su degli autobus sostitutivi, perdendo dalle due alle tre ore di tempo, per non parlare, poi, di tutte le coincidenze.
Recentemente il TGV Artesia Milano-Parigi veniva fermato al Frejus, con la scusa presentata ai passeggeri, circa il fatto che le misure del treno erano inadeguate all'altezza del tunnel. I passeggeri dovevano quindi attendere il prossimo TGV, fermi a Modane o a Bardonecchia, a seconda della direzione di percorso. Fortunatamente la società ha sempre rimborsato i biglietti dei passeggeri ed ha spesso trovato delle soluzioni per coloro che dovevano prendere le coincidenze con i treni SNCF o del Gruppo Ferrovie dello Stato. Inoltre, quando tale situazione si verificava in prossimità degli orari del pranzo o della cena, la società dava anche dei buoni pasto ai passeggeri.
Il disagio, però, rimaneva, e a volte si perdeva mezza giornata al confine. Sembrerebbe, però, che questa situazione si sia momentaneamente interrotta, già dalla fine di febbraio, e che il tutto si sia verificato in corrispondenza della crisi di governo e della ripresa delle polemiche sulla TAV. Resta però da rimanere in stato di allerta, visto che in Val di Susa tali disagi si ripetono ad intermittenza dal 2005, data l'opposizione dei valsusini al nuovo progetto di trasferimento del traffico pesante su una nuova linea ferroviaria ad hoc, a dispetto dei vicini abitanti della francese Val Maurienne, che ne sono del tutto a favore. MB
