Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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Inaugurazione del Minimetrò® di Perugia
(Foto tratta da: www.hintsw.com/index.
Oggi, martedì 29 Gennaio 2008, è una giornata storica per il capoluogo umbro, città collinare con un importante centro storico e che conta ben 170.000 abitanti, con l'aggiunta di una consistente popolazione universitaria. E' una giornata storica soprattutto perché finalmente la "cura del ferro", in atto, pur tra mille difficoltà e polemiche in molte città italiane, si è realizzata anche qui dopo oltre 5 anni di lavori. Oggi, finalmente, proprio nel giorno della festa del patrono, San Costanzo, si prosegue la tradizione della mobilità sostenibile iniziata più di vent'anni fa con le scale mobili all'interno della cinquecentesca Rocca Paolina: alla presenza del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, dell'architetto parigino Jean Nouvel e del sindaco di Perugia Renato Locchi, è stato inaugurato il cosidetto "minimetrò", da cui prende il nome la relativa società di gestione. Si tratta di un'opera singolare, in un certo senso avveniristica, che pone il capoluogo umbro ai vertici nazionali della mobilità alternativa, portando uno sperato rimedio alle difficoltose condizioni del traffico, il quale si inerpica per le strade strette e collinari, fiancheggiate da palazzi storici. La tratta del minimetrò è lunga 3 km, percorribile in 11 minuti, e si sviluppa su viadotti e, nell'ultima parte, in sotterraneo, collegando l'area degli impianti sportivi di Pian di Massiano, dove sorge pure lo stadio Curi, all'acropoli. Il primo tratto è costruito su dei viadotti, mentre sotto la collina, prima di giungere al terminal, da cui si apre il panorama della parte opposta della collina, quella rivolta verso Assisi, si sviluppa una galleria lunga 400 metri. L'impianto è costituito da una sorte di funicolare, ovvero, vi sono fino a 25 vetture della Leitner di Vipiteno, dalla capienza di 50 persone ciascuna, che percorrono su gomma le monorotaie, trainate da una fune comandata da un apparato centrale, situato nei pressi del terminal in cima al centro cittadino. Le vetture sono quindi automatiche, senza un impianto frenante e senza neppure personale di bordo. Vi sono solo addetti nei pressi dell'apparato di controllo, dove sofisticati dispositivi garantiscono il trasporto in condizioni di estrema sicurezza. La metro può fermarsi presso le 7 stazioni semisospese, che collegano i vari quartieri, senza intralciare il traffico, con una frequenza di 1 minuto tra una corsa e l'altra. Nella realizzazione dell'opera, gli ultimi mesi sono serviti a risolvere dei problemi strutturali che rendevano rumorosa l'infrastruttura e che avevano provocato lamentele e il sorgere di comitati di protesta. Il minimetrò è costato ben 95 milioni di euro, ma si spera ne valga la pena. In Italia solo 7 città possiedono il tram, alcune tramvie, come quella fiorentina, sono in fase di realizzazione. Purtroppo i tram sono stati soppressi nelle principali città italiane nei vent'anni successivi al dopoguerra, prediligendo il trasporto pubblico su gomma, in seguito, tra l'altro, ridimensionato. La stessa sorte era toccata alle città francesi, inglesi e spagnole, ma in questi paesi sono da anni in corso rapidi progetti di sviluppo e realizzazione di modernissime linee, in particolare in Francia, con i "citymover" dell'Alstom e della Lohr. In paesi come Germania, Svizzera, Austria e nell'intera Europa dell'ex-blocco sovietico, le linee di tram non sono mai state soppresse e, nel primo di questi, sono presenti in 53 città. Da tali dati, e viaggiando quindi negli altri paesi europei, si nota lo spaventoso ritardo infrastrutturale dell'Italia intera. La metropolitana in questo paese è addirittura presente in appena 6 città, per un totale di 146 km, in parte sotterranei, in parte in trincea e in rilevato: appena la metà dell'estensione delle linee della metro di Madrid. In Italia le città che beneficiano della metropolitana sono Roma, con 39 km di linee, del tutto insufficienti per le esigenze della capitale; Milano, con 74,6 km in esercizio e 8,7 in costruzione; Genova, con 5,2 km; Napoli, con 15,8 km, ed un vasto progetto di trasformazione in metropolitana di lunghi tratti di ferrovie urbane; Catania, con 3,8 km e infine Torino, con la prima metropolitana automatica del nostro paese, con 9,5 km. Le inaugurazioni più recenti sono state la linea 6 della metropolitana partenopea, avvenuta nel gennaio 2007, e gli ultimi 2 km della metro di Torino. In costruzione, attualmente, abbiamo la linea C e la diramazione B1 della metropolitana di Roma, la linea 4 e 5 di Milano e la metropolitana di Brescia, i cui 13 km dovrebbero entrare in esercizio nel 2011. La cura del ferro e della trazione elettrica rappresenta un valore aggiunto enorme, oltre ad essere una sfida rilevante, nei programmi di riduzione dell'inquinamento ambientale ed acustico dei centri urbani, e nella riduzione del traffico, quasi alla paralisi, delle maggiori città italiane. Manuele Brizzi
Fonti:http://www.metroitaliane.it/index.html; http://www.ansa.it/infrastrutturetrasporti/notizie/rubriche/regioni/20080129172234582456.html
Video: http://it.youtube.com/watch?v=pKNxtncb4CU&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=tKXTZlMduiQ&feature=related
Immigrazione: un esempio di come regolamentarla, dall'Australia
DICHIARAZIONI DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO
Non sono contrario all´immigrazione
e non ho niente contro coloro
che cercano una vita migliore venendo in Australia.
Tuttavia ci sono questioni che, coloro che recentemente
sono arrivati nel nostro paese e a quanto sembra
anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui,
devono capire.
L´idea che l´Australia debba essere una comunità multiculturale è servita
soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.
Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la
nostra lingua ed il nostro modo di vivere.
Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte,
processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne
che hanno cercato la libertà di questo paese.
Noi parliamo l´inglese,
non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua.
Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di
un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi
è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani
hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente
documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.
Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio
di prendere in considerazione la decisione di scegliere un'altra parte
del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.
Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande,
però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e
cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
Se
pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.
Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di
cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere
trasferiti sul nostro.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete
assolutamente obbligare gli altri a farlo.
Questo è il nostro paese,la nostra terra, il nostro modo di vivere
vi offriamo la possibilità di viverci al meglio.
Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la
nostra bandiera, il nostro giuramento,i nostri impegni, le nostre
credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima
franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui
godiamo in Australia: il diritto di andarvene.
Se non siete felici qui, allora andatevene.
Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese.
Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto.
Se non lo fate, andatevene!
Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se
non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate
al paese da cui siete partiti!
Questo è il dovere di ogni nazione.
Questo è il dovere di ogni immigrante.
Un ringraziamento a Torpedo Joe, colui che ha inviato a Vento del Nord tale missiva.
Tassare i BOT? Come donare i propri organi!
E' proprio vero: in Italia non si sa più che pesci prendere. Il tutto come conseguenza di decenni di politiche volte al brevissimo termine, al soddisfacimento degli interessi sezionali, delle lobbies e delle tasche di tutti i governanti e politici di ogni calibro. Il nostro paese non ha mai investito in tecnologia, fonti energetighe alternative e rinnovabili, in istruzione, in ricerca e sviluppo e in infrastrutture (eccetto alcune che negli anni '60 e '70 servivano da input per gli allora 4 grandi gruppi industriali italiani, oggi diventati fumo, eccetto l'Eni e forse la Pirelli).
Decenni di politiche sbagliate, di affossamento della giustizia, di cancellazione dei valori nazionali. Decenni di ladrocini, tangenti, clientelismi e di collusione con la Mafia.
Ecco il risultato: un debito pubblico che risulta il terzo nel mondo, e in particolare in un paese fragile come l'Italia. Un debito pubblico che in certi anni ha sfiorato il 127%, che oggi si trova più o meno al 106,8%, ovvero, tutto ciò che incassa ogni anno lo stato non è in grado nemmeno a pagarne gli interessi. L'evasione fiscale è elevatissima, si dice che sia perfino al 62%, e intanto il deficit è colmabile con il solo avanzo primario, costituito dagli introiti della bilancia commerciale, quando positiva (nel 2005 e nel 2006 è stata pure negativa), e dal tesoretto. Tutto ciò significa che il nostro debito pubblico è ormai così elevato che cresce da solo, grazie sia agli interessi che ai valori estremamente alti fissati sul rendimento dei BOT ventennali degli anni '80. Per sanare il debito quindi, data la sclerosi dei nostri politici datati e proiettati nel passato, come hanno sentenziato il New York Times e il The Times, si ricorre solo alla pressione fiscale e non all'investimento. Oggi a maggior ragione è ancra meno facile investire, data l'esiguità delle risorse. La ricetta del governo quindi? Tassare i BOT, che hanno oggi un rendimento quasi zero e che sono veramente in pochi a comprarli. Non solo, c'è anche l'inghippo: dopo l'opzione per il TFR, da lasciare presso l'azienda o in fondi pensione tramite BOT, molti hanno preferito la seconda chance, dato il forte indice di rischiosità che hanno le nostre aziende, quasi tutte medio-piccole o piccolissime, che subiscono i violenti scossoni della concorrenza dei paesi avanzati e dell'Oriente. Ora costoro si ritrovano, dopo aver compiuto una scelta quasi obbligata, con i propri "investimenti" tassati del 20%, il tutto come ricompensa nell'aver avuto il coraggio di aver fatto la carità ad uno stato fallimentare, retrogrado, obsoleto, cadavere e corrotto come il nostro. Ci sarebbe invece da fare un bel monumento a coloro che hanno acquistato i BOT di questo paese alla bancarotta. Ma con i BOT tassati del 20% lo Stato italiano si ritroverà con un debito pubblico addirittura in aumento, oltre ad allargare ancora la soglia di povertà ad altri italiani.
Buon Anno a tutti dalla "redazione del Blog", in attesa di nuove critiche news