Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.

Eccomi

Utente: Thunder7
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA. N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.

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giovedì, 22 novembre 2007

Risparmio energetico: il caso di "Led City"

Il problema dell'energia sta diventando sempre più oneroso per il nostro paese, costretto ad importare combustibili fossili per produrre energia elettrica, per risaldare gli edifici e per movimentare un parco veicoli di quasi 35 milioni di unità. Le crisi petrolifere degli anni '70 hanno rappresentato una delle principali cause dell'incredibile indebitamento dello Stato italiano. Con il passare del tempo la situazione non è assolutamente migliorata, quando va bene il debito pubblico è pari al 106% sul PIL, inoltre l'Italia è il 7° produttore al mondo di energia, oltre che consumatore, e pure la 7° potenza economica, dopo USA, Giappone, Germania, Cina, Gran Bretagna e Francia.

Reperire le risorse per fare avviare le nostre centrali è difficile; gran parte della produzione energetica deriva da impianti termoelettrici, che utilizzano petrolio o metano, inoltre il fabbisogno italiano non è coperto interamente dalla produzione interna, per cui occorre importarne una parte. Tutto ciò significa che il nostro paese dipende da altri per poter funzionare e addirittura, utilizzando in maniera erronea l'elettricità d'importazione per movimentare le nostre centrali, basta la caduta di un ramo sulla linea principale, come si verificò nella notte del 28 settembre 2003, per generare un black-out completo su tutto il territorio nazionale.

I sistemi finalizzati al risparmio energetico sono svariati e tutti efficienti, solamente che l'Italia ha troppa paura ad utilizzarli, a causa della radicata presenza di interessi di parte e della cronica ignoranza del "volgo italiano". L'idrogeno, l'aria compressa, l'etanolo e le biomasse sono un esempio di materie rinnovabili da utilizzare, mentre altri metodi di produzione inesauribili sono l'energia eolica, solare, fotovoltaica e i led luminosi.

Torraca, un paesino di 1200 abitanti circa, in provincia di Salerno, ha adottato, attraverso fondi regionali, consistenti in un investimento di 280.000 euro, il cui rientro è previsto in 6 anni, un sistema di illuminazione pubblica a led. Strade, parchi, gallerie e piazze vengono illuminate da 700 punti luce che non sono lampade, ma un insieme di piccole lampade, azionate da un magnete, che assicurano un'ottima illuminazione, un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e addirittura una riduzione dell'inquinamento luminoso del 90%.

Sarebbe un ottimo spunto per i comuni italiani, al fine di ridurre la spesa in bilancio per l'illuminazione pubblica, di ridurre l'incidenza della dipendenza energetica sulla bilancia commerciale nazionale e al fine di compiere miglioramenti sul fronte della lotta all'inquinamento. MB    

Fonte: Ansa 

Postato da: Thunder7 a 11:46 | link | commenti (2)
italia, economia, clima, curiosità

domenica, 11 novembre 2007

ImmagineTroppa ipocrisia ovunque

In questo paese regna da sempre una bella dose di ipocrisia presente in tutte le persone. Ognuno è costretto ad indossare una maschera e a recitare più versioni, quasi tutte identiche ed uniformi tra i vari attori.

In Italia ognuno si diverte a condannare, ma nessuno si impegna ad impedire che certi episodi si verifichino. Un esempio classico è l'immigrazione: condannare la clandestinità, la criminalità e il mancato rispetto delle regole da parte dei "cittadini ospiti", significa essere bollati per xenofobi e razzisti. Condannare gli atti vandalici e i crimini dei giovani, attraverso sanzioni punitive, attraverso il carcere per i minorenni compresi tra i 14 e i 18, come avviene in molti altri paesi, significa essere bollati come fascisti.

Parlare di applicare la tolleranza zero, combattendo la delinquenza prima con tutte le armi convenzionali e non, e poi con strumenti più "pedagogici", significa essere autoritari e fascisti. Combattere le associazioni camorristico-mafiose, attraverso l'impiego di tutte le armi possibili, esercito, marina e aviazione compresi, circondando quartieri e cingendo d'assedio alcune città, dove si rifugiano i boss e dove gli abitanti si rifiutano di collaborare con la giustizia e con le forze dell'ordine, ricorrendo al carcere durissimo nei confronti dei capi, ad arresti di massa e ad interrogatori non solo i criminali, ma anche i conniventi, significa essere considerati dei nazisti.

Un poliziotto che per difesa uccide, magari anche per errore, un manifestante con volto coperto e con un estintore in mano come arma, passa per delinquente, mentre quest'ultimo che lo avrebbe altrimenti ucciso, passa per eroe.

E se si parla di federalismo fiscale per controllare meglio i flussi di denaro, per ridistribuire al meglio la ricchezza, per evitare che le periferie di un paese restino scoperte dalla finanziaria, e per incentivare le aree depresse a dare il meglio (soluzione che per queste ultime sarebbe la salvezza, come un intervento chirurgico in un malato di cancro), al fine di rendere più ricca e competitiva la nazione, si passa per secessionisti.

E se si staccano le spine a malati in stato vegetativo, che senza macchine non avrebbero di certo continuato a vivere, si viene scomunicati.

Ma allora cosa dire dei partiti che ancora hanno la falce e il martello sulla bandiera, espressione del leninismo e dello stalinismo, due dittature che hanno avuto impatti sanguinosissimi nei confronti delle popolazioni civili, ma che sono uscite vittoriose dai più importanti conflitti mondiali, che hanno ridisegnato i ruoli geopolitici, e che ora siedono al governo di paesi democratici? Cosa dire allora delle migliaia di articoli che raccontano la verità e che vengono censurati dalla stampa? E i tentativi dei legislatori di cancellare in Italia la libera espressione prevista dai blog?

E che dire poi, di certi movimenti che predicano di andare alla messa tutte le domeniche, di fare la comunione, di pregare spesso, di mettere al bando gli atti impuri e gli anti-concezionali, i cui membri poi, o siedono in politica, immischiandosi spesso in affari loschi, oppure passano la serata in discoteca come le persone "comuni e infedeli", fumando, bevendo alcolici, facendo scappatelle con più persone nell'arco di una serata, per poi il giorno dopo tornare a criticare coloro, "cittadini comuni, non-praticanti e infedeli", che la sera prima avevano fatto le stesse cose?

Sarà forse meglio che certi atteggiamenti catto-comunisti, già di per sé contraddittori, che predicano gli aiuti agli immigrati ed ai paesi poveri, per poi mangiarci sopra e fregarsene delle conseguenze che sono sotto i nostri occhi quotidianamente, e che ci rendono la vita impossibile, e così anche le altre forme di moralismo ipocrita, di persone che "predicano bene e razzolano male", finiscano!

Purtroppo l'ipocrisia ha bisogno di gente che l'assecondi, ha necessità di colpire cittadini regolari, innocenti e che rispettano le norme, ma non quel determinato credo, politico o religioso che sia, semplicemente perché vuole il mantenimento dello status quo: vuole brava gente che si lasci intimidire al fine di utilizzarla per realizzare i suoi atroci scopi.

Postato da: Thunder7 a 15:59 | link | commenti (5)
italia, politica, opinioni, life, giustizia, arroganza femminile

venerdì, 02 novembre 2007

Basta con l'ipocrisia: immigrati irregolari a casa e non entrate in Italia

Non è né uno slogan razzista, né una dichiarazione fascio-leghista come molti potrebbero immaginare. Bisogna solo dire basta alla politica della iper-tolleranza e dell'accoglienza di cani e porci, caratteristica solo dell'Italia, che agli occhi di chiunque sembra sempre di più un paese allo sbando.

L'immigrazione è un fenomeno normale, che appartiene alla storia dei popoli e al ciclo dell'economia, ma deve essere strettamente controllato. Paesi come la Germania, l'Austria, la Svizzera, ma ora anche la Francia di Sarkozy ed altri paesi, controllano i flussi migratori in base alla domanda interna di lavoro. Se la congiuntura economica è al momento sfavorevole e se il tasso di disoccupazione è in crescita, nessun immigrato entra. Esistono delle analisi specifiche per determinare le quote di immigrati che possono avere accesso in un territorio e funziona più o meno come nelle facoltà a numero chiuso, ma è giusto che sia così per coloro che soggiornano più a lungo. Questo deve valere anche per i cittadini comunitari. Esistono analisi basate sul rapporto offerta/domanda di lavoro anche sugli impieghi che ben pochi cittadini nazionali desiderano svolgere, pure in presenza di un elevato numero di disoccupati da più di 12 mesi.

Coloro che entrano, in parole povere, devono essere regolari, adeguarsi alla legislazione nazionale, come ai suoi usi e costumi, pur continuando a professare liberamente la propria religione nell'estremo rispetto di quelle presenti nel territorio ospitante e, in più, una volta occupati, devono far fronte agli oneri fiscali.

Non è assolutamente una condanna, bensì, il normale codice di comportamento civile che ogni cittadino è tenuto a rispettare: colui che lascia il proprio paese di origine, dovrà aspettarsi di trasferire altrove le proprie abitudini burocratiche, facendo proprie le regole, le norme e le usanze del nuovo paese.

Purtroppo spesso non è così. In Italia la debolezza dei governi e l'ipocrisia dei cittadini apatici e menefreghisti, insieme al subdolo disegno dei politici volto all'ottenimento dei voti da nuovi arrivati e, nel caso italiano, dai delinquenti tout cour, lasciano libero l'ingresso a tutti...proprio a tutti, senza il minimo controllo.

E' mai possibile che in 5 anni la popolazione straniera in Italia sia passata da 1,5  a ben 4 milioni? E perché in Germania gli immigrati sono 7 milioni su 82 milioni di abitanti da ormai 20 anni?

E' evidente che tutti gli altri paesi dell'Unione Europea abbiano da tempo chiuso le frontiere. L'Italia, con i suoi 7.500 km di coste è attaccabile su tutti i fronti. Questo anche perché in questo paese si è troppo poco investito nella Difesa e nelle forze dell'ordine, a differenza, è ovvio, degli altri paesi.

In Italia oltre la metà di coloro che entrano è costituita da irregolari, da clandestini, da finti "rifugiati politici" che sono ricercati dalla polizia dei loro paesi, o che sono evasi dalle carceri. Molti, soprattutto conoscenti di origine nordafricana, che vivono in Francia da molti anni, mi hanno confermato che chi cerca veramente delle condizioni di vita migliori, si informa sull'eventuale paese ospitante, recandovisi non da clandestino, ma da regolarizzato, a costo di aspettare un anno per il visto, per poi arrivare non su zattere o gommoni, ma su dei regolari mezzi di trasporto di linea. Ecco poi cosa mi è stato detto: l'Italia è famosa nel mondo per la Giustizia che non funziona, per la presenza di leggi contraddittorie e per le procedure lentissime, farraginose e per la paralisi dei provvedimenti. Chiunque, ormai, all'estero è al corrente che in Italia le leggi difendono i delinquenti e mettono nei guai le persone oneste.

E i nostri politici ci godono: difendono i delinquenti, i mafiosi e i clandestini che vengono in Italia per depredare le case, seviziare le persone, per uccidere e per stuprare, e per cosa? Per avere i voti. Infatti molti progetti di legge consistono nel voto agli immigrati. E le regolarizzazioni? Ve ne è un'inflazione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mancanza di sicurezza e di tutela da parte delle forze dell'ordine, con le mani legate, e della giustizia, visto che non vi è la certezza della pena. In più vi sono rapine nelle ville e negli appartamenti, persone pestate in strada, sevizie, atti di inciviltà e vandalismo, stupri di donne e di ragazzine e, in aggiunta, arroganti pretese di rispettare le usanze dei paesi d'origine di questi immigrati, ma a scapito del rispetto delle nostre leggi, delle nostre norme e dei nostri costumi. Il ministro degli Interni Giuliano Amato dovrebbe vergognarsi, insieme a Veltroni, nel aver ammesso che ben il 75% dei fuoriusciti dalle carceri della Romania sono venuti in Italia, e, nonostante ciò, fino all'omicidio di una donna di 47 anni a Roma, hanno sempre ribadito la non-urgenza del provvedimento da prendere contro immigrati comunitari non regolari, senza lavoro e con precedenti penali.

La gravità di questa situazione ha portato all'ennesimo fatto gravissimo: una donna di 47 anni, di nome Giovanna Reggiani, all'uscita di una stazione della metropolitana di Roma, tenuta in condizioni vergognose, in presenza di un campo nomadi e senza la sorveglianza di polizia o di militari, è stata barbaramente uccisa di botte, sbattuta a terra ripetutamente e rapinata. Questa donna è deceduta così, di una morte atroce, dopo che aveva cercato di sottrarsi alla violenza e alla rapina.

Sono eventi che in un paese civile non dovrebbero assolutamente verificarsi.

Ma molti Italiani, che vorrebbero, con la loro ipocrisia, rendere questo paese civile, accogliendo tutti, sottovalutando il fenomeno della droga e della criminalità, dimostrando omertà nei confronti della mafia, e tagliando, con le finanziarie, i fondi alle Forze Armate e a Polizia e Carabinieri, hanno reso questo paese la maglia nera d'Europa in fatto di civiltà e sicurezza. Questo accade accogliendo i barbari di altri paesi.

Ma la fine di quella donna dovrebbero farla tutti coloro che, politici compresi, vogliono bene ai clandestini e ai delinquenti.

                                      La coscienza di un comune e civile cittadino esasperato 

Postato da: Thunder7 a 01:30 | link | commenti (2)
italia, politica, giustizia, cronaca, estero