Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.

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Utente: Thunder7
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA. N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.

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venerdì, 17 agosto 2007

Infrastrutture: l'Italia, 7a potenza, ha standard da Terzo Mondo! Ma ci sarà una spiegazione....

Non si tratta di un'affermazione riduttiva e arrabbiata del classico cittadino deluso, riguardo a tutto ciò che non funziona. Forse ce ne accorgiamo solo quando si viaggia, che all'estero funziona tutto a meraviglia nei servizi pubblici rispetto all'Italia (in questo caso per estero intendo i paesi occidentali). Recentemente sono stato in Spagna ed ho potuto verificare di persona che non è una leggenda il fatto che questo paese iberico ci stia paurosamente sorpassando a velocità sostenuta. La cosa che più mi spaventa è che insieme a questo ve ne sono molti altri ad essersi preparati al sorpasso: l'Italia ha registrato, nel 2005, una crescita negativa del -0,1%, mentre, nel 2006, la crescita è stata di appena l'1,2%, al pari semplicemente del Portogallo. La Spagna sta crescendo del 4% l'anno e anche altri paesi come Francia e Germania non vanno male, infatti si stanno riprendendo da un periodo di congiuntura economica negativa, mentre il Regno Unito sta registrando una crescita da boom economico che si protrae ormai da anni. Il problema che intendo sollevare non riguarda solo la crescita economica, quanto lo standard qualitativo delle infrastrutture italiane. In molti post che ho pubblicato sul blog ho evidenziato come le infrastrutture tedesche e francesi siano di gran lunga migliori delle nostre: sicuramente è più semplice costruire su altipiani o in terreni pianeggianti, poco franosi e in zone scarsamente urbanizzate. Così non si può dire della nostra penisola, dove, con il passare del tempo, si è costruito un po' ovunque e, in più, vi sono terreni particolarmente impervi e franosi, con dislivelli e asperità tali da costringere a degli sforzi economici enormi per far fronte alla realizzazione di opere d'arte particolari, come gallerie, trincee e viadotti. Il problema è però dato dal fatto che pure in Spagna, come nelle altre nazioni europee più evolute, non vi sono buche per le strade, che le superfici viabili sono sufficientemente ampie, che la segnaletica è ovunque in perfetto stato e che non è affatto mangiata dalla ruggine, e che l'illuminazione non è un miraggio come in Italia. La Spagna, per il momento, è la 9a potenza mondiale, in termini di PNL, mentre l'Italia è la 7a, davanti al Canada (benché la distanza da questi sia inferiore rispetto alla Francia, che è situata al 6° posto); in termini di PIL pro-capite la situazione non è delle migliori per l'Italia, visto che è al 21° posto, con 29.635 $/ab annui, ma la Spagna risulta ancora una volta al di sotto, con 27.227 $; come indice di sviluppo umano, ISU, l'Italia è addirittura progredita nel 2005, salendo al 18° posto, mentre la Spagna è al 21° (Fonte De Agostini). In Italia i disservizi nel settore pubblico sono paragonabili, se vogliamo essere ottimisti, ad un paese come la Grecia, piuttosto più povero, o addirittura alla Croazia o alla Serbia. Il problema è che tutti questi paesi, soprattutto l'est europeo, cercano di colmare i gap, prendendo come punti di riferimento gli standard tedeschi. E quindi si costruiscono le strade urbane e le autostrade con robuste massicciate in cemento, con gli adeguati sistemi di scolo, e con l'aggiunta finale dell'asfalto in qualità di copertura del cemento ben levigato; si colloca poi una segnaletica precisa, grande e leggibile, talvolta illuminata e soprattutto utilizzando materiali inossidabili, come l'alluminio o delle spesse lamiere zingate, ben smussate nei lati e con i cartelli attaccati direttamente sul palo, che invece di essere circolare, è quadrato o poliedrico; l'illuminazione viene posta in maniera regolare, attraverso l'utilizzo di moderne plafoniere e lampade efficienti, possibilmente su pali robusti ed elevati, anziché su piccoli pali dalla sezione circolare, come in Italia, in cui il primo urto comporta la sua distruzione e la caduta al suolo della plafoniera; inoltre, la segnaletica orizzontale non è un optional come in Italia: è presente su tutte le strade, attraverso strisce centrali e laterali ben visibili, prodotte con materiali resistenti alle intemperie, e con catarifrangenti situati lungo i bordi, al fine di garantire sicurezza e visibilità agli automobilisti soprattutto in caso di condizioni atmosferiche avverse. Per il resto i servizi pubblici, quali ospedali, trasporti, autobus, metro, tram, treni, marciapiedi e giardini, sono di gran lunga migliori che in Italia: forse si tratta di quel fenomeno definito vantaggio dell'arretratezza, ma gli sforzi di rinnovamento sono ben visibili e stanno producendo, in Spagna e come in molti altri paesi, dei risultati di gran lunga soddisfacenti. In Italia è la paralisi: i tentativi di miglioramento si traducono in carta bianca e gli interventi sono quasi esclusivamente all'insegna del risparmio all'osso, come nei trasporti pubblici, nelle ferrovie e nella costruzione di strade, dove la formazione delle buche dipende dalla fabbricazione di massicciate in terra battuta e dall'impiego di materiali scadenti, e dove l'illuminazione è presente solo dove indispensabile e la segnaletica orizzontale viene realizzata solo in occasione dell'inaugurazione dell'opera.

Se l'Italia è comunque ancora più ricca della Spagna e risulta, dati alla mano, la settima potenza mondiale, con la tassazione elevata che vige, a prescindere dallo spaventoso debito pubblico, dovrebbe avere senza il minimo problema degli standard infrastrutturali paragonabili a quelli tedeschi. Il debito pubblico potrebbe influire sulla frequenza delle manutenzioni e non sulla qualità di processo realizzativo e costruttivo. E' evidente che in Italia il denaro pubblico viene destinato ad altro, ma in maniera veramente clamorosa. Cari politici e care lobbies, che ormai dominate la nostra Penisola anche nelle sue particelle minori, è evidente che tutto ciò sia merito vostro (e noi continuiamo ancora a votarvi!!). Date un po' meno importanza ai vostri odiosi interessi sezionali, trascurate un pochino i vostri rapporti "intrinsechi" e....tirate fuori, dalle Vostre ampie tasche, i Nostri sudati soldi!! MB

Postato da: Thunder7 a 03:25 | link | commenti (4)
italia, economia, estero, infrastrutture

sabato, 04 agosto 2007

Musica anni '80 per avviare la serata "radio edition"

Non tutti se ne saranno accorti, ma nei momenti abbastanza tranquilli della giornata, ma ben prossimi a quelli emotivamente più carichi ed intensi, le emittenti radio conducono programmi di musica rétro, in genere anni '80 e '90. Oggigiorno sono numerose le stazioni radio che attirano gli ascoltatori con l'anni '80, un genere o amato o odiato, a seconda delle personalità, che però fa sempre piacere ascoltare, vista la presenza numerosa di successi e "tormentoni" di due decenni fa. A livello nazionale molte frequenze emettono questo tipo di musica tra le 20 e le 22: degna di nota è Tam Tam Network, che nel centro Italia è diventata Max Energy, oppure altre stazioni come Errevutì di Sansepolcro, Pane-Burro-Marmellata di Bologna, Radio Studio + di Brescia e Radio Studio Delta di Cesena.

Non appena si fa dumping tra le stazioni radio e si incontra l'anni '80, molto amato anche allestero, soprattutto in Francia, in Danimarca e in Germania, spiccano i Depeche Mode, i Talk Talk, Bronsky Beat, gli Ah Ah, Nik Kershaw, gli Alphaville, Den Harrow, i Level 42 e gli Imagination... e a molti la memoria cade su quegli anni che, oramai, risultano lontani e carichi di mistero e di nostalgie ormai sempre più celate dal trascorrere degli anni, che già ci portano a considerare retrò pure la dance del periodo 1992-95, ovvero, gli anni '90, dal ritmo molto più veloce (il caratteristico Beat) rispetto a quello degli anni '80, ma fondamentalmente simile, vista la presenza della musica elettronica, dei synthetizer e delle tastiere. Ovviamente l'anni '80 è molto più melodica e "rilassata" rispetto a quella degli anni '90: il ritmo è quello tipico del "passo", l'euro-beat, accompagnato dal suono dei bassi e delle tastiere, dove sono rilevanti l'impegno e la bravura di colui che suona, rispetto a quello da tachicardia delle canzoni degli anni '90, dove emerge anche il progresso del digitale e dei software, impiegati negli accompagnamenti e nei ritmi, e i cui motivi sono molto più "ansiosi e frenetici" rispetto alle allegre e moderne melodie degli anni '80. In ogni modo '80 e '90 piace, al giorno d'oggi, rievocarli ascoltandone i brani che a suo tempo ci hanno fatto sognare (nel mio caso quella degli anni '90), mentre nel frattempo si comparano questi generi a quelli odierni, che tendono a riprenderne le basi, mixandole o dando luogo a delle cover spettacolari. MB

Postato da: Thunder7 a 21:37 | link | commenti (4)
musica, night

mercoledì, 01 agosto 2007

Infrastrutture: una boccata d'ossigeno in arrivo per il Veneto

Il 4 Agosto 2007 sarà una data storica per il Veneto, soprattutto per gli automobilisti e per gli autotrasportatori che sono spesso alle prese con la congestionatissima Tangenziale di Mestre, sulla A4.

Dal 2003, infatti, è stato approvato il progetto esecutivo del Passante di Mestre, un'autostrada che collega la barriera di Spinea, nel tratto Padova-Mestre dell'A4, con quella di Quarto d'Altino, situata ad est dell'agglomerazione veneta, in direzione Trieste, dalla sezione composta da due carreggiate separate, con tre corsie più emergenza, lunga 32 km.

Il 4 agosto si assisterà all'inaugurazione del primissimo tratto, esclusivamente in direzione Trieste, che collega l'A27 Mestre-Pian di Vedoia alla barriera della A4, lungo circa 5 km. Si tratta comunque di un evento importante, che alleggerirebbe, seppur di poco, l'incredibile traffico sulla Tangenziale di Mestre, solcata quotidianamente da 80-100.000 veicoli. La Tangenziale di Mestre, aperta al traffico nel 1972, come un raccordo di collegamento tra la Venezia-Padova e la Venezia-Trieste, presenta solo due corsie più la corsia d'emergenza, che diventano tre nelle ore di punta, e, viste le ragioni di traffico intenso, sono quasi sempre tutte operative. Il sistema viene gestito da un apparato centrale, definito M.A.R.C.O., che, attraverso una serie di pannelli a messaggio variabile e di indicatori preferenziali, segnala tempestivamente agli automobilisti l'uso delle corsie disponibili, una tipologia che sta venendo adottata pure da Autostrade per l'Italia lungo la Tangenziale di Bologna, a completamento dei lavori di costruzione della "Terza corsia dinamica".

Il tratto attuale che attraversa Mestre, oltre ad essere particolarmente congestionato e a presentare un indice d'incidentalità tra i più elevati d'Italia, è d'importanza fondamentale per i traffici commerciali tra l'Europa Occidentale ed Orientale, oltre a rappresentare una via di comunicazione fondamentale per le imprese del Triveneto e della Lombardia, che hanno dei legami molto stretti con l'area danubiano-balcanica.

Nel mese di settembre verrà aperta al traffico pure la carreggiata in direzione Padova e, per vedere l'opera interamente realizzata, da Spinea a Quarto d'Altino, compresi gli svincoli con la A27, occorre attendere il 31 dicembre del 2008, con ricadute positive sul territorio, sull'economia e sulla A4, appartenente al progetto del Corridoio 5, Lisbona-Kiev. MB 

Postato da: Thunder7 a 22:57 | link | commenti (2)
italia, economia, viabilità, infrastrutture