Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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2015 paralisi del traffico? Sbagliato! Esiste già
Negli ultimi 30 anni la rete autostradale italiana non ha compiuto alcun passo in avanti, a differenza degli altri paesi europei, come Francia, Germania e Spagna, che hanno registrato un trend in costante crescita di km costruiti, e di altri paesi, nel 1980 con pochissimi chilometri o privi di autostrade, e che nell'ultimo decennio hanno registrato un incremento superiore al 100%, ogni tre anni. Nel 1975 la nostra rete contava di 4.500 km, nel 1980 erano diventati 6.000 e, nel 2005, appena 6.487. La mancata crescita delle autostrade, in parte dovuta alle crisi petrolifere del 1973, all'aumento vertiginoso del debito pubblico, che aveva visto la monetizzazione del nostro deficit e le conseguenti svalutazioni monetarie che, dalla fine del 1973 al 1979, avevano fatto da padrone, è stata dovuta anche ad una legge del 16 ottobre del 1975, che bloccava la costruzione di nuove tratte non ancora appaltate. Tale legge è stata abrogata solo nel 2001, quando ormai il nostro sistema autostradale era già al collasso. Il trend del traffico automobilistico e di trasporto merci su gomma, infatti, ha registrato un'impennata proprio in questi anni di inerzia infrastrutturale, mentre nel frattempo il progresso della rete ferroviaria è stato nullo, se non addirittura in declino, dato anche il calo del trasporto merci su rotaia, dell'1,8% del traffico nazionale, registrato tra il 1980 e il 2000. La situazione non è andata meglio neanche per le altre modalità di trasporto, né per quello marittimo, né per quello aereo, nonostante gli sforzi conseguiti negli ultimi anni.
Per fare un esempio concreto, è dal 1982 che si parla della costruzione della Variante di Valico e soltanto nel 2003 è giunta l'approvazione definitiva di tutti i progetti e della Valutazione di Impatto Ambientale. Quest'opera dovrebbe decongestionare il tratto appenninico dell'A1, per 32 km, tra Bologna e Firenze, un percorso esclusivo nel connettere le regioni del Nord con quelle centrali e meridionali, ma che, essendo stato aperto al traffico solo nel 1960-61, si è rivelato insufficiente nel sostenere la costante crescita del traffico già alla fine degli anni '70. Tale tratto è inoltre a rischio paralisi per agenti atmosferici: più volte è capitato che molti automobilisti vi siano rimasti prigionieri a causa della neve e del ghiaccio.
Quando ci sono poi gli esodi per il gran caldo, la situazione diventa ancor più insostenibile. Il venerdì pomeriggio il traffico dei vacanzieri si unisce a quello dei mezzi pesanti, che si affrettano a terminare le consegne, oppure rientrano. La situazione è già critica all'uscita dal centro urbano di Bologna, dove i flussi della Tangenziale si uniscono a quelli della tratta a 4 corsie Modena Nord-Bologna, che ingloba non solo il traffico proveniente da Milano e dalla Svizzera, ma anche quello dell'A22 Autostrada del Brennero, e quindi di Austria e Germania. Poi si aggiungono i flussi veicolari dell'A14 Bologna-Taranto e dell'A13 Bologna-Padova, e quindi del Nord-Est, dell'A4, dell'A23 e di Austria e Slovenia. Tutto questo traffico, fortunatamente non in maniera integrale, confluisce nella modesta A1 che, tra Casalecchio e Sasso Marconi è appena a 2 corsie più emergenza. Sono in atto, tra l'altro, i lavori di allargamento a 3 corsie. Poi, tra Sasso Marconi e La Quercia, l'autostrada è stata fortunatamente portata a tre corsie, eccetto la galleria Gardelletta, in fase di ultimazione. Qui anche il tracciato è stato modificato: è più rettilineo e in più si incontrano tre gallerie dotate di una buona illuminazione, con segnaletica luminosa, indicatori luminosi delle corsie preferenziali e catarifrangenti laterali anch'essi luminosi..sì, come nelle gallerie austriache, svizzere, tedesche e francesi. Poi l'autostrada torna ad essere la vecchia A1 Bologna-Firenze, con curve a raggio minimo, pendenze elevate, strettoie e tunnel poco illuminati. Entrati in Toscana non si vede nemmeno l'ombra dei lavori della Variante di Valico: sono infatti ancora in fase di approvazione! Venerdì scorso mi è capitato di rimanere in coda, cioè fermo, un'ora e mezza poco dopo l'uscita di Barberino del Mugello. Le notizie date da Isoradio parlavano di tempi di percorrenza media, tra Barberino e Firenze Sud di un'ora e trenta. Parlavano di code a tratti, ma poi hanno precisato che per code intendevano blocchi della circolazione, e per rallentamenti si trattava di velocità massima di percorrenza di 20 km/h. Dopo il blocco la velocità media è stata appunto quella dei rallentamenti fino a Firenze sud. Un intero pomeriggio l'ho trascorso per percorrere 200 km di autostrada fino ad Arezzo, con una coda spaventosa che verso le 18 partiva da Roncobilaccio ed arrivava fino ad Incisa, ovvero, era lunga circa 70 km! A Firenze vi confluisce il traffico urbano dell'agglomerato, che è privo di una circonvallazione, e in più quello dell'autostrada A11, e quindi dalla Versilia, da Genova e dalla Francia. Eppure vi sono solo 6 km a tre corsie, tra l'ingresso dell'Autostrada A11 e quello della superstrada Firenze-Pisa-Livorno, che, nonostante siano in esercizio da pochissimi mesi, sono già sature.
I politici si divertono ad annunciare, pur facendo i conti con una situazione disastrosa delle finanze pubbliche, la progettazione e la costruzione di nuove opere, per poi smentirle il giorno successivo, tra mille polemiche. E poi parlano di bisogno di colmare il gap infrastrutturale nei confronti degli altri paesi per essere più competitivi e per scongiurare la paralisi del traffico.
Una cosa è certa: la stagnazione dell'economia italiana dipende da molti fattori, quali la vecchiaia delle classi politiche ed imprenditoriali, l'assenza di investimenti in ricerca e sviluppo, in risorse umane e nella riorganizzazione della logistica. I ritardi infrastrutturali comportano un peso economico enorme per la collettività, per la congiuntura e per la competitività del paese. Ma il fatto che da tempo, in giorni come il venerdì, avvengano tali ingorghi apocalittici sulle nostre strade, significa che siamo già alla paralisi del traffico...altrimenti migliaia di automobilisti e di mezzi che trasportano merci alle aziende e alla grande distribuzione non rimarrebbero bloccati per un'ora e mezza! MB
Una "grezzata" al femminile....
Spesso e volentieri si dice che sono gli uomini i grezzi della situazione, a comportarsi senza il minimo senso civico e la minima sensibilità. Ultimamente sembra che questo vada di moda anche tra le ragazze e non solo quelle più piccole, in genere più istintive.
La ragazza, effettivamente, è spesso bersagliata dalle avances dei ragazzi, fino a dover fare selezione, e a volte, e questo è vero, molti si divertono ad avvicinarvisi solo per puro divertimento e senza un autentico scopo..oppure c'è la ricerca immediata del contatto fisico. Questi sistemi di approccio maschili, intrapresi molte volte tanto per fare, senza uno scopo preciso e senza il minimo coordinamento, fanno leggermente imbestialire il gentil sesso, fino a diventare sempre meno "gentile".
Qualche sera fa un mio amico, passando con la macchina vicino ad un gruppetto di ragazze, a detta sua molto "fighe", ha chiesto loro, per scherzo, un'informazione e, una di queste, senza fargli finire il discorso, gli ha risposto subito in dialetto: "Per gi' a 'fanculo sempre dretto e pu a destra!".
Però! Il ragazzo la presa in rise poiché lo stato d'animo era di quelli migliori. Certo, molte ragazze saranno contentissime di sentire una storia simile..però se anche nei tentativi di approccio molto tranquilli queste rispondono in questi modi..già è difficile capire cosa hanno in testa..poiché a volte sembrano interessate, partono all'attacco, e poi si ritirano improvvisamente, per poi, magari, tornare all'attacco...
Però anche le ragazze, che poi si lamentano che gli uomini fanno sempre meno approcci, che sono sempre meno "maschili" e sempre più timidi...dovrebbero capire che in certi atteggiamenti d'abbordaggio o in alcune battute c'è semplicemente della buona fede e della voglia di scherzare..e non prendersela subito e rispondere quasi con evidenti manie di rivalsa..
Chiaramente ho espresso delle considerazioni su alcuni tipici comportamenti femminili, senza però aver voluto generalizzare! ;) MB