Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.

Eccomi

Utente: Thunder7
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA. N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.

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lunedì, 30 aprile 2007

Baby make your move,
step across the line,
touch me one more time.
Come on, dare me

Sì, questa volta si parla d'altro..si parla di musica, di musica house, quella di oggi, delle discoteche e degli american bar, degli aperitivi e dei pre-serata.

Ultimamente mi capitava di ripensare al 2004, quando l'era universitaria si avviava verso gli sgoccioli, quando era in auge, come del resto anche oggi, il Click-Rock, a Forlì. In questo locale, soprattutto allora, si mescolava l'improvvisata moda degli universitari a quella rigorosamente fighetta dei romagnoli. I primi, con delle biciclette da rottamazione si avviavano verso la discoteca, facendo di tutto per pagare il meno possibile e per scroccare delle drink-card agli amici pr, me compreso, per ubriacarsi di birre e superalcolici. Poi, nel locale, ballavano quasi tutta la sera, soprattutto al piano di sotto dove c'era musica rock e ska. I secondi entravano sempre in lista, avviandosi verso l'ingresso dei tavoli, con ragazzi forlivesi dalle pettinature all'ultimo grido e le ragazze vestite e truccate in maniera mozzafiato..ma tirati entrambi come delle corde di violino. Questi andavano al terzo piano, dove c'era la musica House e sostavano per i corridoi del secondo piano, quello di passaggio, del terzo, e nell'angolo privé, standosene con un bicchiere in mano, con un cocktail all'interno, a parlare, maschi e femmine (non si capiva quali fossero i ruoli sociali!) del più e del meno per tutta la sera. Ricordo che avevo, e avrei tutt'ora, amici universitari tranquilli, che preferivano starsene di sotto, poiché terrorizzati (come nella storia della volpe e l'uva) dalle fighette del posto, quelli un po' alternativi, che rimanevano al piano terra per ovvi motivi, e delle amiche forlivesi, molto tranquille, che capitavano raramente, ma venivano al Click per ballare e non per starsene sui corridoi. Poi avevo due amiche, le "Gemelle", chiamate così perché gemelle, benché diverse, che preferivano il sistema fighetto alla "Milano Marittima". Queste, ricordo, le invitavo sempre a raggiungerci in pista, e invece, se volevo parlare con loro, scherzando e prendendoci in giro a vicenda, con apparente astio e tanto affetto interiore, mi toccava rimanere un po' lì, con i loro amici..e nel frattempo, io ed altri, vedevamo passare tante altre fighette romagnole che per poco, ad ogni ragazza riservavamo un commento. Le amiche universitarie, poi, venivano a cercarci chiedendoci che fine avessimo fatto..e ci trovavano al terzo piano, o a sparare cavolate con le "Gemelle" o ad insultare qualche ragazza del posto che, tiratissima, rifiutava ogni approccio di ogni sconosciuto, per poi buttare le braccia al collo ai loro amici maschi. Il tutto in compagnia dei soliti motivi House.

Verso la fine di febbraio mi tornava alla mente questo periodo, e ripensavo ad una canzone carina, intitolata "Make your move", che aveva fatto la stagione ma che era tristemente scomparsa..eppure, pensavo, mi sembrava assai attuale..perfino meglio di quelle che spopolano ultimamente. Ironia della sorte, a partire dalla prima settimana di marzo questa canzone mi è capitato di sentirla tutte le volte che andavo a ballare..e perfino alla radio..pure quando alle 5 in punto della mattina di lunedì mi mettevo alla guida per tornare a Bologna. Che emozione! Sembrava di rivivere il passato, e non più nel 2004, ma nel 2007, nell'era S... ! Cosa ancora più incredibile, sono tornato al Click-Rock un venerdì, dove sono ancora pr (spettacolare) e, con gli stessi amici di allora, più o meno tutti, con alcuni nuovi, ho rivisto le mie amiche "tirate" e, parlando di cavolate con loro, proprio come ai vecchi tempi, sento questa canzone anche in quel momento. Decido di cercarla. Mi informo con i dj, cerco notizie su internet, finché mi sono reso conto che "Make your move", di Dave Armstrong, ma remixata da Antoine Clairman e da Gigolos, nel 2004 era un po' più soft. Oggi vi è una nuova versione, del 2007, un po' più dance e più orecchiabile, ancora più carina di quella di allora..finalmente l'ho trovata..e credo che avrà successo. MB 

Postato da: Thunder7 a 16:20 | link | commenti (8)
musica, life, night, romagna, curiosità

domenica, 29 aprile 2007

  Una segnalazione sulla linea Paris-Milano

Siamo nell'Unione Europea, ve ne fanno parte ben 27 paesi e di questi ben 13 sono entrati nell'area Euro, la moneta unica. Eppure i trasporti non sono ancora unificati, soprattutto per quanto riguarda la segnaletica, il trasporto navale, aereo e soprattutto ferroviario. Come al Brennero succede puntualmente che la locomotiva verde italiana viene staccata, per aggiungere all'Eurocity Michelangelo Roma-Monaco un elettrotreno rosso austriaco, così situazioni particolari avvengono al confine con la Francia. Sembra quasi la situazione che si verifica al confine russo, dove, data la diversa larghezza del binario, occorre cambiare proprio treno. Le ferrovie italiane sono più arretrate di quelle straniere, nonostante i moderni sistemi ACC, ACEI e SCMT, dei quali avevo parlato in alcuni post precedenti. Le linee francesi e tedesche sono quasi tutte attrezzate per il trasporto Alta Velocità/Alta Capacità, mentre i binari italiani sopportano appena il traffico passeggeri, per questo sono in costruzione le linee TAV, AV/AC Torino-Milano-Bologna-Firenze e Roma-Napoli, alcune già parzialmente entrate in esercizio.

Un lettore del blog mi ha segnalato che la linea Parigi-Milano, effettuata dalla società Artesia con un TGV che ferma anche a Lione e a Torino Porta Susa, riscontra puntualmente dei problemi in corrispondenza del traforo del Frejus.

Nel 2005 erano i manifestanti contro la costruzione dei nuovi tunnel di esplorazione della futura Lyon-Torino a causare l'interruzione del viaggio. Arrivati al Frejus, o in Val di Susa, a seconda della provenienza, i binari erano sempre bloccati e i viaggiatori venivano fatti salire su degli autobus sostitutivi, perdendo dalle due alle tre ore di tempo, per non parlare, poi, di tutte le coincidenze.

Recentemente il TGV Artesia Milano-Parigi veniva fermato al Frejus, con la scusa presentata ai passeggeri, circa il fatto che le misure del treno erano inadeguate all'altezza del tunnel. I passeggeri dovevano quindi attendere il prossimo TGV, fermi a Modane o a Bardonecchia, a seconda della direzione di percorso. Fortunatamente la società ha sempre rimborsato i biglietti dei passeggeri ed ha spesso trovato delle soluzioni per coloro che dovevano prendere le coincidenze con i treni SNCF o del Gruppo Ferrovie dello Stato. Inoltre, quando tale situazione si verificava in prossimità degli orari del pranzo o della cena, la società dava anche dei buoni pasto ai passeggeri.

Il disagio, però, rimaneva, e a volte si perdeva mezza giornata al confine. Sembrerebbe, però, che questa situazione si sia momentaneamente interrotta, già dalla fine di febbraio, e che il tutto si sia verificato in corrispondenza della crisi di governo e della ripresa delle polemiche sulla TAV. Resta però da rimanere in stato di allerta, visto che in Val di Susa tali disagi si ripetono ad intermittenza dal 2005, data l'opposizione dei valsusini al nuovo progetto di trasferimento del traffico pesante su una nuova linea ferroviaria ad hoc, a dispetto dei vicini abitanti della francese Val Maurienne, che ne sono del tutto a favore. MB  

Postato da: Thunder7 a 15:40 | link | commenti (3)
italia, estero, viabilità

sabato, 28 aprile 2007

   Forze dell'ordine italiane, tedesche e francesi

Alfa159PoliziaAudiPolizei

 

 

 

 

 

 

37-CitroenXsaraPoliceNationale-G-trebloryves

Polizia, Polizei, Police. Quali di queste vetture, o meglio, quale uniforme delle recenti volanti della "Polizia di Stato", della "Bundespolizei" e della "Police Nationale" vi aggradano di più?

Postato da: Thunder7 a 20:02 | link | commenti (7)
italia, estero, curiosità

domenica, 22 aprile 2007

E45 Voce agli automobilistiE45 Ravenna-Orte: un passo avanti nel dar voce ai cittadini

La creazione del Blog sulle infrastrutture, E45-E78, realizzata il 3 gennaio 2007, ha fatto notizia. Si tratta di un blog che si occupa principalmente della martoriata superstrada E45, importantissima arteria la quale, nel percorrerla, si rischia costantemente la vita, date le condizioni strutturali ormai ai limiti dell'agibilità. L'indirizzo, che compare anche tra i link di questo template, sotto il nome E45-E78, è: www.equarantacinqueesettanto.splinder.com.

Una mia amica, divenuta da poco giornalista, di nome Monia Mariani, titolare anch'essa di un blog, http://moniamariani.blog. , mi ha intervistato sulla mia iniziativa, ponendomi un questionario. Alcuni giorni dopo, il 12 aprile 2007, l'intervista è comparsa sul Corriere di Arezzo, occupando quasi per intero la pagina della Valtiberina. L'articolo non tratta l'argomento del blog come una semplice curiosità, ma nelle reali intenzioni di raccogliere le denunce degli automobilisti, di informare coloro che si vogliono mettere alla guida delle condizioni della superstrada della settimana, anche se purtroppo non è possibile dare un aggiornamento in tempo reale della viabilità (ad esempio, nel week-end scorso, nei dintorni di Cesena, la superstrada è rimasta chiusa per diverse ore a causa di un incidente, ma sfortunatamente la notizia mi è giunta solo il giorno successivo). Il blog intende, così, informare e raccogliere le lamentele più svariate dei conducenti, per poi arrivare ad intraprendere iniziative congiunte di tipo costruttivo, al fine di poter contribuire nei fatti alla soluzione dei problemi più impellenti dell'arteria.

L'anno scorso, esattamente il 1° Maggio 2006, compariva a pagina 13 del Corriere di Arezzo, un mio intervento che denunciava le condizioni di pericolosità in cui versava la E45. La notizia sembrò dare il via ad un dibattito. Le mie conoscenze a livello politico, nell'ambito locale, mi hanno permesso di contribuire al dibattito. L'8 luglio 2006 vi è stata una riunione nel Palazzo dei Diari di Pieve Santo Stefano (AR), con la partecipazione dei sindaci, toscani e romagnoli della Valle del Savio, e dei rappresentanti delle Comunità Montane Valtiberina Toscana e Appennino Cesenate, sul tema della messa in sicurezza della superstrada. La riunione ha dato il via alla costituzione di un Comitato politico di vigilanza, presidiato dal sindaco di Pieve, Palazzeschi, e da quello di Verghereto (FC), Camillini. Il 29 luglio 2006 doveva esserci la visita di Pietro, ma per motivi di agenda è saltata. In ogni modo si è tenuta una mega assemblea presso il ristorante dell'area di servizio Verghereto, situata a Piantrebbio, in territorio romagnolo per pochissimi metri. Il tema è stato la trasformazione in autostrada e la messa in sicurezza immediata della E45. Vi hanno partecipato non solo le autorità locali toscane e romagnole, ma anche quelle dell'Alta Umbria, con l'aggiunta dei deputati, l'on. Brandolini, di Cesena, e l'on. Pedulli, di Forlì, oltre all'assessore della viabilità della Provincia di Forlì-Cesena, Renzo Conti. Degna di nota è stato l'intervento del Comitato di Le Ville di Verghereto, "A voce alta", rappresentato da Leonardo Moretti, che ha sottolineato il forte rischio per l'incolumità, nel percorrere quella strada.

Sono passati diversi mesi, ma i miglioramenti tendono ad essere latitanti. Si è proceduto solo all'ammodernamento di una carreggiata per un tratto di 1 km, in direzione sud, poco prima dell'uscita di Verghereto. Per il resto i finanziamenti dell'ANAS sono sempre arrivati alla spicciolata. In conclusione, nonostante il ministro di Pietro abbia riconosciuto la Ravenna-Orte come un collegamento fondamentale ed alternativo all'Autostrada del Sole, nel tratto Bologna-Firenze, siamo nuovamente al punto di partenza.

Le azioni dovranno essere, giunti a questo punto, più incisive e, alle riunioni, dovranno partecipare anche i rappresentanti dell'ANAS di Bologna e di Firenze, i grandi assenti. MB  

Postato da: Thunder7 a 15:33 | link | commenti (2)
italia, politica, opinioni, toscana, romagna, curiosità, viabilità, infrastrutture, valsavio news, valtiberina news

Quando le ragazze hanno la coda di paglia...

A tutti sarà capitato che, in discoteca, una o più ragazze si siano accorte dell'imminente tentativo d'abbordaggio ed abbiano reagito con un "no" immediato o con una notevole indifferenza nel momento dell'attacco. A volte capita pure che una ragazza abbia già un quadro chiaro della situazione, aspettandosi certe domande e certe reazioni da parte dei maschi, finendo così per rispondere direttamente al pensiero del ragazzo, ancor prima che questo lo esprima a parole. Tutte reazioni che molte volte, a noi maschi, ci sorprendono e ci lasciano un certo disgusto o una piccola ferita sanguinante nell'orgoglio.

Venerdì sera mi è capitato, invece, qualcosa di veramente spettacolare. Il fatto ha riguardato me, per cui lo posso spiegare dettagliatamente, ma poteva capitare a chiunque altro. Ero in una discoteca e, avendo notato in un gruppetto di ragazze, una tipetta carina, che ritenevo quasi adatta ad un approccio amichevole, nato ballando, avevo deciso di mettermi un po' in mostra, ballando abbastanza sciolto a pochi centimetri di distanza. Una tattica a cui, devo dire, sono abituato e, tra i tanti no che si ricevono, certe volte la cosa va a buon fine. Il gruppetto in questione era anche scatenato e allegro, per cui il rischio non era nemmeno così elevato, e al massimo si sarebbe potuto risolvere in un no, detto in maniera allegra e non infastidita.

E invece, una di queste ragazze, quella che non avevo mirato e quella più lontana da me, me la sono vista venire da me e intimarmi di andarmene.

Il gesto me lo sono subito sentito come un suo tentativo di prevaricazione nei miei confronti, forse perché in gruppo, o forse perché l'unione fa la forza; un diktat.

In passato avrei lasciato stare, poiché avevo sempre pensato che dinanzi ad una reazione di una ragazza si dovesse per forza tacere, anche se offensiva. La mia reazione è stata invece immediata e assai carica di energia. Secondo me, dal momento che in fondo stavo ballando per conto mio, con un mio amico vicino, e non avevo ancora attaccato discorso o preso qualcuna di quelle per mano, al fine di ballarci, quella reazione era troppo esagerata. Quella ragazza non aveva diritto di scatenare una "guerra preventiva" o di "fare fuoco d'avvistamento", benché si notasse che nell'aria ci fossero "venti di guerra". La mia reazione ha immediatamente posto con forza l'accento su questo, facendo passare la ragazza come lesiva della libertà altrui e come addirittura una provocatrice. Il tono della ragazza perdeva sempre più aggressività mano a mano che saliva l'enfasi che davo alle mie ragioni. In più, stanco, come tutti i ragazzi, del complesso di vittimismo di cui soffrono alcune donne (mi scuso con le lettrici se posso sembrare maschilista), che le portano a reazioni inconsulte, a prescindere, con i ragazzi, soprattutto con quelli più innocenti ed innocui, ho posto pure l'accento sul dover portare rispetto ad una persona più grande. Forse, preso dal nervosismo, sul fattore età potrò aver peccato di presunzione o di orgoglio eccessivo, però mi sentivo veramente in dovere di reagire come si deve.

La ragazza, che quasi si scusava dicendo che le stavo avvinghiando (da solo contro 10!), cominciava ad abbassare sempre più la cresta, mentre la mia adrenalina si trasformava sempre più in fierezza; vedevo, poi, mentre mi veniva quasi da ridere, che le altre ragazze avevano un atteggiamento divertito, mentre la "provocatrice-vittima" cominciava ad essere visibilmente ferita dalla mia bella strigliata. Dopo circa un minuto mi sono visto appresso un vero drappello di ragazzi, tutti più giovani ma più grossi di me che, con aria non del tutto pacifica, avevano lasciato spazio ad una diplomatica richiesta di spiegazioni, con il deterrente dell'uso della forza. Il "rappresentante" del "plotone di rinforzo" mi ha domandato che cosa avessi fatto alla sua "ragazza". Io, visibilmente arrabbiato, ho denunciato a loro stessi l'ingerenza della ragazza che voleva impedirmi di ballare per i fatti miei lì vicino. Il gruppetto cominciava ad allontanarsi da me, mentre il "rappresentante" recepiva e comprendeva la mia dichiarazione, dandomi quasi ragione. Alla fine ci siamo salutati, il gruppetto di ragazzi aveva compreso le mie ragioni, mentre quello delle ragazze era sparito. Sembrava quasi che la ragazzetta avesse cercato un pretesto per vedere il proprio ragazzo diventare l'eroe di una insensata rissa.

Quanto a me, "grave, solenne, ma illuminato dalla rivincita", benché deluso della perdita di un obiettivo, insito nel gruppetto, provavo "una sorta di gioioso disprezzo" (Citazione di William Shirer, corrispondente a Berlino del New York Times dal 1934, comparsa il 22 giugno 1940). MB

Postato da: Thunder7 a 05:52 | link | commenti (6)
opinioni, life, night, curiosità

sabato, 21 aprile 2007

   (Immagine della Linea Bologna-Verona; http:/www.amicitreni.it/) 

Raddoppio della Linea ferroviaria Bologna-Verona

Il 17 Aprile 2007 è finalmente giunta l'ora del raddoppio del tratto ferroviario Crevalcore-San Felice sul Panaro, lungo la linea Bologna-Verona. Sono altri 13 chilometri di strada ferrata doppia che si aggiungono ai precedenti, portando a 74 i chilometri a doppio binario (il 64% dell'intera linea), dei quali 43 in Emilia-Romagna, tra Bologna e San Pelice sul Panaro, e 31 in Veneto, tra Verona e Nogara. Il primo raddoppio di questa linea, importantissima per l'intera economia e per la mobilità del paese, aveva interessato in un primo tratto Verona-Nogara, circa 7 anni fa, poi, nel 2003 sono entrati in funzione 10 km tra Bologna e Tavernelle Emilia. Successivamente, verso la fine del 2005, si è arrivati all'aggiunta del tratto Tavernelle Emilia-San Giovanni in Persiceto, per poi arrivare all'apertura del tratto fino a Cervalcore (teatro del terribile scontro tra treni il 7 gennaio 2005), nel luglio del 2006. Manca ancora l'intero tratto tra San Felice sul Panaro e Nogara: da S. Felice a Poggio Rusco, in Lombardia, è prevista l'entrata in esercizio verso il giugno 2008, con l'attivazione del nuovo apparato centrale (ACEI) di Poggio Rusco, già attivo a San Felice sul Panaro e a Crevalcore, per poi giungere al completamento dell'opera, fino a Nogara, verso il dicembre del 2008. Il lavori consistono nella costruzione di tratti in variante, percorribili ad una velocità di 200 km/h, e del raddoppio di alcuni tratti attuali, tutti dotati di un nuovo Apparato Centrale Elettrico ad Itinerari e del Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT).

Questa linea è molto importante per l'Italia intera: è essenziale per i collegamenti nord-sud e soprattutto con il Nord-Europa, in più si trova lungo l'asse europeo Berlino-Palermo, il Corridoio 1, a cui appartiene anche la superstrada E45. Eppure tale linea è stata per molti anni considerata una tratta di collegamento di piccoli paesi della pianura padana, quando in verità unisce due imporantissime città, snodo di molte vie di comunicazione ferroviarie, stradali, autostradali ed aeroportuali. Lungo questa linea, che fino al 2000 era interamente ad un solo binario, i ritardi sono sempre stati un grosso problema. Il 7 gennaio del 2005 un treno non rispettò un segnale e finì per scontrarsi con un altro, proveniente dalla direzione opposta, nei pressi della stazione di Crevalcore. Il risultato fu di due treni distrutti e di ben 17 morti. La notizia per giorni ricopriva le prime pagine di tutti i giornali e il quotiziano "Le Monde" attribuì la causa della sciagura alle condizioni "vetuste" delle nostre ferrovie, per il 65% a monorotaia. MB 

Postato da: Thunder7 a 20:28 | link | commenti (1)
italia, economia, infrastrutture

domenica, 15 aprile 2007

catorci_2002"Carrozza climatizzata: aprire solo in caso di estrema necessità"

Questo è il messaggio che compare nelle carrozze dei treni regionali di Trenitalia. Dopo le prime comparse di aria condizionata nei vagoni, risalenti solo alcuni anni fa, si cominciavano a vedere le disordinate e disastrate carrozze degli Intercity a lunga percorrenza con i finestrini bloccati e non apribili. Recentemente, molti treni che percorrono le linee italiane, in particolare quella adriatica, si ritrovano con tale messaggio sui finestrini, senza che dell'aria condizionata ve ne sia l'ombra. Questo è accaduto sui treni regionali, e accade sempre, come nel caso del regionale proveniente da Ancona e diretto a Piacenza, che arriva a Bologna alle 19:22. Martedì dopo Pasqua, quasi fosse un'esercitazione per prepararsi alle emergenze degli esodi estivi, il treno era stracolmo di passeggeri, molti dei quali erano in piedi, e l'aria condizionata era assente. Le carrozze erano delle vere e proprie saune, sembravano quasi i vagoni bestiame dove venivano caricati i deportati diretti ad Auschwitz. Ognuno non vedeva drammaticamente l'ora di scendere dal treno. Siamo solo in aprile, come sarà mai quest'estate? Si potrà mai viaggiare in tali condizioni, in un paese industrializzato che dovrebbe essere efficiente in tutto? E tra l'altro si parla di nuovi arrivi di treni e locomotive di ultima generazione. Prevalentemente si restaurano le carrozze vecchie di 50 anni, con lo stesso assetto di prima, per poi lasciarle alla mercé dei vandali che quotidianamente le occupano e le danneggiano. Si parla di arrivi di nuovi Minuetto, di nuovi Vivalto e Taf restyling. Commesse che dovrebbero ammodernare la flotta solo dal 2008 in avanti. Ma andiamo a vedere i nuovi treni regionali T.E.R. della SNCF francese o quelli della DB tedesca: i vecchi regionali, come i nostri, sono ormai dei pezzi da museo da anni, quando in Italia svolgono ancora pienamente i loro compiti. I regionali attuali di questi due paesi, citati solo come esempio, sono veramente dei treni, in grado di mettere in ginocchio i nostri Eurostar ETR500 come servizi e comfort di viaggio. E in Italia si considerano locomotive di nuova generazione le E464, che, seppur aventi discrete prestazioni, presentano delle caratteristiche estremamente datate rispetto ai treni stranieri, come appunto quelli della SNCF e della Deutsche Bahn. In più molte locomotive italiane sono ancora le E652, estremamente vecchie, per non parlare delle relative carrozze. In conclusione circolano pochi treni, vecchi, in condizioni di degrado e con pochi posti disponibili per i passeggeri durante gli orari di punta. Tutto questo mentre il sistema della viabilità sulle strade è ormai prossimo alla paralisi. MB 

Postato da: Thunder7 a 05:46 | link | commenti (1)
italia, infrastrutture

domenica, 08 aprile 2007

resurrezioneauguri

Postato da: Thunder7 a 21:50 | link | commenti (1)

sabato, 07 aprile 2007

FiNord-ScandicciAprile2007

Toscana: finalmente il primo tratto autostradale a tre corsie

L'autostrada A1, Milano-Napoli, attraversa una parte del territorio toscano, da poco a sud di Roncobilaccio, al confine con l'Emilia-Romagna, fino a poco a nord di Fabro, al confine con l'Umbria. Eppure, al di là di qualche brevissimo tratto a terza corsia di arrampicamento, in presenza di alcune salite, come quella del S. Donato, ricavata dall'allargamento della corsia di emergenza, l'intera Autostrada del Sole è a due corsie, perfino nel tratto fiorentino, dove addirittura l'A1 svolge pure la funzione di tangenziale, visto che l'agglomerazione fiorentina ne è sprovvista. In quel tratto il traffico versa in condizioni di congestionamento a dir poco spaventoso. Si calcola che i tempi medi di percorrenza tra Firenze Nord e Firenze Sud, del totale di 27 km, sia circa un'ora. Qualcosa di assurdo. Dalla fine del 2003 il tratto tra Firenze Nord e Firenze Sud è interessato da lavori di ampliamento a tre corsie, con le date di apertura previste del 2007, per il tratto tra Firenze Nord e Firenze Signa, del 2010 tra Firenze Signa e Firenze Certosa, e del 2008 per il tratto Firenze Certosa-Firenze Sud. Il 23 dicembre i primi sei chilometri, quelli della carreggiata sud del tratto Firenze Nord-Firenze Scandicci, vennero aperti al traffico. Mercoledì 4 Aprile 2007, invece, è toccato agli altri 6 chilometri in direzione nord. Si tratta del primo tratto toscano a tre corsie, per ora di soli sei chilometri, ma sufficienti ad inculcare un po' di fiducia nei cittadini. Questo tratto di autostrada è molto congestionato e pericoloso, a causa sia dell'elevato rapporto abitanti/km di autostrade e sia del transito di buona parte dei mezzi pesanti che ricoprono i collegamenti nord-sud e con il resto d'Europa. Dall'immagine si può capire che l'apertura di una terza corsia aiuta a fluidificare il traffico, ma non è più sufficiente a sostenere l'enorme mola di veicoli, soprattutto durante gli esodi pasquali ed estivi. Basta pochissimo per creare un ingorgo su tre corsie, in un'area come questa; occorre infatti una bretella autostradale che scavalchi ad est Firenze, tra Incisa e Barberino, di cui esistono già delle ipotesi allo studio. In ogni modo, per il momento, meglio una corsia in più, anche se su soli sei chilometri, che continuare a viaggiare su un'autostrada molto importante e solo a due corsie. MB

Approfondimenti: "Emergenza nazionale o pazzia all'italiana?"

Postato da: Thunder7 a 05:33 | link | commenti
italia, toscana, viabilità, infrastrutture

venerdì, 06 aprile 2007

Quando non ci sono vie d'uscita....

Questa sera stavo tornando verso casa, provenendo dalla vicina Emilia-Romagna...percorrevo l'odiosa provinciale 137, tra curve, tir e auto in coda. Insomma, procedevamo tutti alla media di 25 km/h. Poco dopo Le Ville di Montecoronaro, un paio di chilometri prima di immettersi nuovamente in E45, vedevo che i mezzi che mi precedevano rallentavano ulteriormente. Malgrado l'impazienza di un furgone che avevo dietro, che mi voleva superare per andare chissà dove, con quella coda, tutti i veicoli si stavano fermando: io mi trovavo prima di una curva, in un punto pianeggiante e vedevo che anche centinaia di metri più avanti il traffico era fermo. Molti veicoli si erano fermati, chi in curva, chi in discesa. La situazione non era delle migliori e subito avevo spento il motore. Non sapevo che cosa fosse successo. Forse un tir ribaltato, forse due camion, provenienti da direzioni opposte, si erano incastrati in prossimità di una curva o di un ponte. I minuti passavano, mentre le auto e i camion, immobili, mantenevano il motore acceso. Dopo circa 15 minuti, quando anche altri spegnevano il veicolo ed uscivano dall'abitacolo, vedevo delle auto che provenivano dalla direzione contraria e quasi volevo chiedere loro cosa stesse succedendo. Volevo avvisare casa del ritardo, ma, sorpresina, non c'era il segnale. Dentro di me si cominciava a pensare al peggio: speravo nei soccorsi, utilizzando l'altra corsia, per spostare l'eventuale automezzo ribaltato. Mi rincuorava, però, il fatto che altri veicoli sopraggiungessero dalla direzione opposta. Speravo che non si trattasse di una retromarcia forzata, anche perché l'unica soluzione per entrare in Toscana sarebbe stata quella di tornare indietro, raggiungere Le Balze, Casteldelci, Mulino di Bascio e ritornare per il valico di Viamaggio. Venti minuti di attesa fermi su due o quattro chilometri di coda che, spalmati su un tragitto caratterizzato da tornanti e dislivelli, apparivano spaventosi. Trascorso questo arco di tempo, il traffico riprendeva piano piano. La sensazione di rimanere lassù per tutta la notte cominciava a svanire. Nessun mezzo era rimasto incidentato, forse qualche veicolo, che sopraggiungeva dalla direzione opposta, aveva obbligato alcuni autoarticolati ad effettuare improvvise manovre, oppure, la difficile rampa di accesso sulla E45, nei pressi di Canili, creava così tanti problemi ai mezzi oltre i 5 metri di lunghezza, al punto di allungare moltissimo i buffer, fino a fermare il traffico che sopraggiungeva.

Da quello che si può constatare, la E45 è fondamentale per queste zone e già la via di fuga esistente non risulta adatta. Inoltre, fatto gravissimo, è l'assenza di segnale in quell'area, anche per gestire le emergenze. Bastava un solo incidente per paralizzare il traffico nord-sud e per costringere centinaia di conducenti a passare la notte tra i monti, senza né viveri né acqua, e senza dare notizie di sé. Immaginiamo un paio di chilometri più a sud una tale eventualità in E45: in quella zona, tra Valsavignone e il confine tosco-romagnolo, la vecchia statale manca proprio...è franata da anni e nessuno l'ha mai ripristinata. Un blocco del traffico sui viadotti a nord di Valsavignone sarebbe veramente drammatico. MB  

Postato da: Thunder7 a 02:52 | link | commenti (2)
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