Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.

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Utente: Thunder7
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA. N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità. Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.

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lunedì, 19 febbraio 2007

A proposito di Catania.

In questi giorni non ho avuto modo di scrivere dei post su quanto accaduto al termine della partita Catania-Palermo, all'esterno dello stadio catanese, nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 Febbraio. Impegni vari mi hanno impedito di scrivere delle mie considerazioni su tale triste ed inquietante episodio. Ne parlo ora, a distanza di giorni e con vari dettagli in meno nella mia memoria. Tutti ricorderanno che all'esterno dello stadio si è verificata una delle consuete scene di guerriglia urbana. Questa volta però, la tifoseria, con la scusa del derby, ha dichiarato guerra alle forze dell'ordine. Un qualcosa che era nell'aria da tempo, sia in queste tifoserie, che in altre, ma purtroppo, si tratta di un qualcosa che è nella mentalità di molti giovani italiani di oggi. Sembra che vada di moda, purtroppo, andare contro la legge, prendersela con le forze dell'ordine, accusandole di essere "naziste" e di "imbottirsi di coca". Tutti discorsi che sentiamo fare da molti adolescenti e da ragazzi un po' troppo vivaci, e che finisce, spesso, per essere condiviso quasi da un'intera generazione. In questi scontri un poliziotto, l'ispettore Raciti, sposato con figli, è morto, anzi, caduto per difendere la legalità, la libertà, e mentre era al lavoro...vittima di uno dei tanti tumori della nostra società: l'anarchia e la viltà. I provvedimenti che sono seguiti hanno fatto arrabbiare i tifosi, poiché era previsto lo stop delle partite in tutti gli stadi non a norma e a tempo indeterminato, e ora, a distanza di sole due settimane tutto sembra dimenticato, in nome del denaro e degli interessi delle lobbies, delle televisioni e dei grandi gruppi d'interesse. Le forze dell'ordine continuano, intanto, cittadini come noi, che lavorano, che sono sotto-pagati, che rischiano la vita e che hanno una famiglia ed una dignità, ad essere vittime dell'illegalità diffusa tra i giovani, che i più ipocriti sentimentalisti definiscono "sensazione di disagio", della politica delinquenziale delle classi dirigenti e delle "Leggi Non-Leggi" vigenti nel nostro ordinamento. Quello che è accaduto a Catania, molto probabilmente accadrà ancora e ci saranno altre vittime, ed è un segnale della politicizzazione del calcio, dell'infiltrazione mafiosa e del disagio giovanile, accanto ad un insensato spirito di emulazione. Ricordiamoci poi, che alcuni di quei ragazzi, spesso minorenni, che sono stati messi in stato di fermo, sono figli di poliziotti. Ricordiamoci anche che i sistemi di sicurezza in Italia, al contrario di come ci inventano i capi, sono quasi del tutto assenti: mentre al Louvre, per entrare, bisogna passare sotto portali magnetici e metal detector a non finire, agli Uffizzi c'è solo una guardia all'entrata che controlla i bagagli. Le forze dell'ordine sono lasciate senza armi in balia della delinquenza e senza la possibilità di difendersi. In Germania, durante i Mondiali nessun gruppo di Ultrà violenti si è scomposto: ogni sistema di sicurezza era stato predisposto, ogni misura era prevista, la polizia era armata fino ai denti ed anche l'esercito era stato mobilitato. Eppure, in una situazione del genere, al contrario di come penserebbero gli Italiani di solito, i Mondiali si sono svolti nella calma più assoluta. In Gran Bretagna la situazione, contro i temibili Hooligans, è migliorata molto, a seguito dell'adozione di misure repressive e facenti uso della tecnologia. E lo sport anche lì è diventato più sano. In tutti i paesi civili è previsto l'uso di idranti, ed ovunque, pure nella nostra Costituzione, le manifestazioni sono legali e libere, purché non inneggianti alla violenza e non aggressive nei confronti del Pubblico Ufficiale. In Italia vige la legge della troppa libertà, che poi finisce per toglierla agli altri. Da noi gli idranti sono stati vietati e pure sparare in aria non è permesso. Ma possibile che non si possa ricorrere agli idranti, ai lacrimogeni a bombardamento, alle manganellate ed ai proiettili di gomma, quando le forze dell'ordine si ritrovano assediate da gente che li vuole ammazzare, e che per liberarle, ci vorrebbe quasi una soluzione alla "Bava Beccaris"? MB

Postato da: Thunder7 a 00:09 | link | commenti (5)
italia, politica, opinioni, cronaca

domenica, 11 febbraio 2007

Viabilità valtiberina in tempo reale:

www.equarantacinqueesettanto.splinder.com

Situazione sempre aggiornata!

Postato da: Thunder7 a 12:15 | link | commenti
viabilità, valsavio news, valtiberina news

mercoledì, 07 febbraio 2007

Concorde1934Martedì 6 Febbraio 1934-Martedì 6 Febbraio 2007.

Una coincidenza quella del calendario, ma il 6 Febbraio 1934 rappresenta una data importante per la storia della Francia. Innanzitutto si tratta di un periodo di crisi istituzionale, economica e sociale di un paese che fino ad allora era una delle economie e delle democrazie più forti del globo. La Francia era uscita vittoriosa dalla Prima Guerra Mondiale, benché indebolita dal peso di oltre 4 milioni di morti. Il dopoguerra è stato difficile per tutti i paesi europei, tutto sommato gli anni '20, a parte il fallimento del governo del Cartel des Gauches di Edouard Herriot, del periodo 1924-26, sono stati anni di stabilità repubblicana, caratterizzati dalla stabilizzazione del Franco, avvenuta con il conservatore Reymond Poincaré, e da una certa distensione nei rapporti tra Francia e Germania, con Briand e Stresemann, inaugurata con il Trattato di Locarno. La Francia, però, non è stata in grado, nel corso degli anni '20, di raccogliere i frutti della vittoria e di procedere ad una ristrutturazione integrale del sistema repubblicano e parlamentare. La Terza Repubblica è ormai vetusta e in crisi, come pure il partito radicale, uno dei più potenti, nonostante la presenza di una nuova corrente interna, quella dei Jeunes Turcs, tra i quali spicca Edouard Daladier, un uomo di polso, conosciuto come "Le Taureau de Vaucluse". Il sistema parlamentare vigente è scosso da continue crisi di governo. Durante la legislatura 1932-36 si succedono ben 17 governi, 8 dei quali dall'8 Maggio 1932 al 7 Febbraio 1934. La Francia si trova anche in una lunga e difficile fase di stagnazione economica, causata dalla vecchiaia di un sistema economico, basato ancora sui settori tradizionali, sulla piccola impresa e caratterizzato da interventi di politiche fiscali fortemente restrittive e sbagliate rispetto alle esigenze del periodo. Il ricorso a continue misure deflazionistiche provocano l'abbassamento dei salari, il crollo delle esportazioni, a causa dell'aumento dei prezzi dei prodotti francesi, il tutto per obbedire alle esigenze conservatrici della classe politica e del ceto medio, intenzionati a preservare il valore del franco forte, considerata una virtu repubblicana. Oltre alla crisi economica ed istituzionale, si aggiungono i continui scandali finanziari, l'ultimo dei quali è l'Affaire Stavisky, dal nome di Alexander Stavisky, un grande intrallazzatore fraudolento dell'alta finanza ebraica. Stavisky, braccato dalla polizia dal Dicembre 1933, viene ritrovato morto in uno schalet di Chamonix l'8 Gennaio 1934, e il giornale satirico Le Canard Enchainé descrive Stavisky come "suicidatosi per un colpo di pistola che gli è stato inferto a bruciapelo". L'omicidio di Stavisky sembra coprire molte personalità politiche importanti, tutte dei radicaux, tra i quali il Presidente del Consiglio stesso, Camille Chautemps, che si dimetterà il 27 Gennaio. Nel frattempo l'ira anti-parlamentare, anti-repubblicana e anti-comunista delle Ligues di estrema destra esplode con tutta forza, con manifestazioni che si tengono quotidianamente nei boulevard della capitale, con tinte marcatamente xenofobe ed antisemite. Tra queste Ligues spiccano la filomonarchica Action Française, l'Union Nationale des Anciens Combattants e Jeunesses Patriotes. La situazione diventa sempre più incandescente, finché, il 30 Gennaio, in seguito alle dimissioni di Chautemps, il Presidente della Repubblica Albert Lébrun incarica il radicale Edouard Daladier di formare un nuovo governo. Inizialmente viene meno non solo l'appoggio della destra e delle Leghe, ma anche dei socialisti e della SFIO, in contrasto con i radicali su diverse questioni, tra le quali la presenza di un prefetto di polizia, Jean Chiappe, apparentemente vicino agli ambienti reazionari. Per motivi mai ben conosciuti, si parla di complotto, ma anche di semplice promozione, Chiappe viene nominato residente generale in Marocco da Daladier, il 3 Febbraio. La promozione del prefetto viene accolta come una destituzione da parte di Chiappe stesso e di tutto l'ambiente dell'estrema destra, comprese le Croix-de-Feu del Colonnello La Roque. Viene organizzata, quindi, una imponente manifestazione, prevista per le ore 15 di martedì 6 Febbraio a Place de la Concorde. In breve, il 6 Febbraio 1934 si tengono numerosi cortei che, dagli Champs-Elysées, da Place Chatelet, da Place de l'Etoile e dalla riva destra della Senna, convergono verso Palais-Bourbon, la sede del Parlamento, attraversando Place de la Concorde, presidiata da imponenti dispiegamenti di forze di polizia, della fanteria e della Guardia Repubblicana a cavallo. Nei cortei vi sono molti Camelots du Roi dell'Action Française, gli esponenti delle altre Ligues e pure quelli dell'A.R.A.C., di schieramento comunista. I primi scontri, che si risolvono in collutazioni ed insulti, si hanno intorno alle 17. La situazione precipita dopo le 19, con le prime cariche della polizia e della Guardia Repubblicana, e con il lancio di oggetti e di proiettili da parte dei manifestanti. I militanti dell'Action Française decidono l'assalto del Parlamento, dove nel frattempo si sta tenendo la terza seduta d'investitura del nuovo presidente del Consiglio Daladier. Le forze dell'ordine non riescono più a tenere a freno la folla nei pressi del Pont de la Concorde e l'Hémicycle è in pericolo. Il ministro dell'Interno, l'ex-socialista Eugène Frot, che aveva preparato un piano di difesa, ordina di sparare sulla folla. Quando la situazione diventa insostenibile, la Guardia Repubblicana carica la folla e, tra le 19:30 e le 20, comincia a sparare alla cieca. Il Colonnello François de la Roque, leader delle Croix-de-Feu, ordina ai suoi Dispos di disperdersi, essendo contrario ai desideri dell'Action Française di rovesciare il sistema repubblicano. La situazione è esplosiva. Il caos è totale. Un'autobus della linea AC viene rovesciato ed incendiato, mentre delle lanterne a gas si trasformano in lanciafiamme. Gli spari da parte delle forze dell'ordine provocano morti e feriti. Il tutto accade mentre in Parlamento termina la seduta, che ha visto attribuire ad Edouard Daladier la piena fiducia. Le Ligues manifestano contro Daladier e contro i radicali. I deputati, presi dal panico, cercano di uscire da delle porte di servizio, facendo attenzione ai lanci di pietre. Edouard Herriot, ex-presidente radicale del Cartel des Gauches, viene salvato da dei volontari nei confronti di un gruppo di ligueurs, che lo vorrebbero gettare nella Senna. Nel frattempo si odono ovunque le grida "à bas les voleurs!" (abbasso i ladri) e "Daladier fusilleur!" (Daladier assassino). La calma ritorna solo dopo le 23:30. Secondo un primo rapporto della prefettura, si parla di 9 morti e di 480 feriti. Il bilancio sarà invece di 13-20 morti e oltre 2000 feriti. La mattina dopo la città si risveglia con molti interrogativi, con il terrore da parte di sinistra e radicali di un tentativo fascista di presa del potere, e con le ire ed i dolore dei ligueurs per le vittime subite. L'odio e le responsabilità più grandi si scagliano contro il neo-ministro dell'Interno Eugène Frot, che i militanti dell'Action Française vorrebbero morto. Gli scontri si avranno di nuovo il 9 Febbraio, questa volta con vittime comuniste. Intorno alle 12 di mercoledì 7 Febbraio, Daladier rassegna le dimissioni: è la prima volta in Francia che un capo del Governo viene condizionato dalle pressioni della strada. La sua sosttuzione è immediata, ed avviene con Gaston Doumergue. Complotto fascita? Tentativo disorganizzato dell'estrema destra di prendere il potere? Si tratta, secondo le conclusioni fornite dalla storia, della morte clinica della Terza Repubblica, causata da una serie di malcontenti, esplosi con l'ultimo scandalo politico-finanziario: l'Affaire Stavisky, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La Terza Repubblica non cadrà il 6 Febbraio 1934: la paura del fascismo, di fronte ad una situazione internazionale sempre più oscura, porterà la formazione del Rassemblement, e successivamente del Fronte Popolare, nel 1936. Il colpo definitivo sarà dato dalla guerra, dall'invasione della Francia, il 10 Maggio del 1940, e la sua disfatta dopo 6 settimane, di fronte alla potenza della Wehrmacht. L'atto di decesso della Terza Repubblica sarà data da una seduta che attribuirà i pieni poteri a Philippe Pétain, il 9 Luglio 1940, l'indomani della nascita ufficiale del Régime d'Etat Français, o di "Vichy". MB

Postato da: Thunder7 a 18:10 | link | commenti (1)
storia

lunedì, 05 febbraio 2007

Il dilagare dei fenomeni di cronaca nera: anche in Valtiberina.

I fatti di cronaca nera pare influenzino negativamente l'animo delle persone, portandolo paradossalmente, in certe situazioni, all'emulazione.

Spesso i media parlano di un fatto di cronaca che fa scoop e da lì comincia una caccia sfrenata a degli avvenimenti simili. E' ovvio, quindi, che certi episodi, benché gravissimi, si verifichino con una certa regolarità, ma in genere vengono custoditi sotto silenzio, finché non ne capita uno simile, ma dai connotati sconcertanti. Spesso si verifica, però, soprattutto presso i giovani e gli sbandati, una tendenza a provocare e a produrre il male sociale, imitando le bravate dei ragazzi "che hanno fatto cronaca". A quel punto un gesto che fa notizia comincia in un punto qualunque della Penisola e, giusto il tempo di trasformarsi in un messaggio, che viene imitato attraverso una miriade di episodi, tutti gravissimi, sconcertanti e da condannare.

Questo purtroppo accade dappertutto, anche in Valtiberina. E qui, a partire dalla seconda metà di gennaio, vi è stata un'escalation impressionante di eventi criminosi.

Si comincia con le rapine a mano armata, una in un negozio di alimentari nel quartiere Titta di Città di Castello, pienamente sventata, e l'altra, a volto coperto, nel supermercato Eurospin di San Giustino, dove due malviventi, dall'accento meridionale, hanno fatto irruzione intorno alle 20, quando vi erano ancora alcuni clienti e quando si cominciavano già le operazioni di conteggio dell'incasso, hanno puntato le pistole e si sono fatti consegnare i 15.000 euro della giornata. L'evento più inquietante si è verificato nella notte tra lunedì e martedì della settimana scorsa a Città di Castello: qui due ragazze, una di 23 e l'altra di 24 anni, che fumavano una sigaretta dentro un'auto, nei pressi di un bar del centro, sono state avvicinate da due ragazzi, di origini meridionali, sotto effetto di droghe, che con una bottiglia rotta le hanno minacciate, sono entrati nell'abitacolo e le hanno costrette a raggiungere l'aperta campagna. Da lì è seguito il terribile stupro di una di queste. Un episodio che segna in maniera indelebile. L'identikit rilasciato dalle ragazze ha però incastrato il malvivente. Lo stesso giorno un marocchino è stato arrestato per tentativo di violenza nei confronti di una donna di Trestina. Martedì un uomo di 49 anni di Pieve Santo Stefano si è suicidato, lanciandosi da un viadotto della superstrada E45, mentre venerdì è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza, a Sansepolcro, un enorme canile-lager, dove 85 segugi venivano tenuti in condizioni terrificanti. Oggi sui giornali locali si legge: "Ottantenne uccide la moglie e tenta il suicidio. In condizioni gravi, arrestato". C'è da chiedersi: ma cosa sta succedendo ultimamente in questa vallata? Gli effetti di un'emigrazione non controllata, di un controllo del territorio poco attento, del diffondersi dei disagi sociali anche in Valtiberina..ma c'è da temere il diffondersi di atti di emulazione. Forse è presto per dirlo, ma c'è da preoccuparsi per questa escalation, destinata, sembra, ad incrementarsi. MB  

Postato da: Thunder7 a 18:33 | link | commenti (5)
giustizia, cronaca, valtiberina news, umbria-trash news

Un aspetto culturale: la Madonna del Fuoco di Forlì.

Il 4 Febbraio di ogni anno si commemora, a Forlì, la festa della Madonna del Fuoco, patrona della città, assieme a Santa Caterina e San Pellegrino Laziosi.

Si tratta di una ricorrenza molto sentita dalla popolazione locale, celebrata con dei lumini posti sui balconi e sui davanzali delle finestre e che si usa metterli il 3 Febbraio sera, restandovi fino al 5. E' una festa celebrata anche con delle messe ed una processione, che ha un po' del sacro e del profano.

Ma da cosa deriva "Madonna del Fuoco", conosciutissima in Romagna e per nulla in Toscana? Qualcuno la scambierebbe con la "Candelora", vista la vicinanza (il 2 Febbraio) e le caratteristiche simili della celebrazione, svolta con dei ceri accesi.

Nella notte tra il 4 ed il 5 Febbraio del lontanissimo 1428, a Forlì, nell'attuale via Leone Cobelli, la scuola d'arte di un certo Mastro Lombardino da Rio Petroso, venne completamente avvolta dalle fiamme. L'incendio durò una giornata intera e si salvò solo una tela che rappresentava una bozza di una Madonna con il Bambino. L'evento venne celebrato come un miracolo e si verificò di nuovo a Faenza tra il 7 e l'8 Agosto del 1567. Da allora nella città di Forlì viene celebrato questo avvenimento e la tela originale viene gelosamente conservata in una navata del Duomo. Nel luogo della vecchia scuola, nel 1797, si è cominciato ad edificare una chiesetta in ricordo dell'evento, ma l'invasione napoleonica aveva bloccato la prosecuzione dei lavori. La basilica, la "Chiesetta del Miracolo", è stata completata nel 1819 e oggi, in corrispondenza della settimana in cui cade la celebrazione della Madonna del Fuoco, gli artisti locali espongono dei bassorilievi scolpiti su dei materiali vari, o dipinti, raffiguranti tutti la Madonna col Bambino. Anche la città di Forlì possiede una statua raffigurante la Patrona, collocata su un obelisco marmoreo, illuminata di notte con dei proiettori e situata sulla piazza antistante il Duomo.

Postato da: Thunder7 a 11:31 | link | commenti (1)
storia, romagna