Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
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Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
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Una regimentazione delle acque misteriosa
In un post del 15 gennaio 2007 si parlava della regimentazione delle acque incompatibile con il clima. Quest'anno l'Invaso di Montedoglio (nella foto accanto) si è dimezzato, in termini di portata d'acqua. Ognuno da' la colpa all'assenza di piogge, ma il trend di svuotamento è iniziato a settembre, un mese che ricordiamo come abbastanza piovoso. I cacciatori avevano notato che da ottobre a dicembre il Tevere aveva una portata d'acqua superiore alla norma, e che il flusso proveniente dalla diga era doppio rispetto al solito. Il bacino pareva proprio prosciugarsi giorno dopo giorno, finché i cacciatori si accorsero, verso la seconda metà di dicembre, che il flusso d'acqua in uscita era stato quasi azzerato. Sempre da dicembre risulta che l'edificio, immerso nell'acqua, che un tempo apparteneva all'abitato della Madonnuccia, oggi ricostruito più a monte, non esiste più. A quanto pare anche le macerie sono state sgombrate. Eppure restano le piante che spuntano dall'acqua e la strada con il vecchio ponte della Bisolla, ad arco, che, come un antico rudere, emerge in maniera suggestiva dal lago. Oggi, a distanza di poche settimane, il flusso dell'acqua è tornato ai livelli esagerati di ottobre e novembre, e non certo per preparare l'invaso ad accogliere delle piene. Le piogge sono tornate, ma sono durate solo un giorno, e le nevicate sull'Appennino Tosco-Romagnolo, di mercoledì 24 e di giovedì 25 gennaio, sono state fin troppo scarse. Resta da chiedersi allora perché si sta procedendo allo svuotamento del lago. Stabilizzare ancora una volta il fondo? Ripulirlo del limo e di tutti i detriti lasciati sommersi? Oppure si è scoperto che l'acqua è inquinata, per cui il lago deve essere bonificato? E poi, il comune di Pieve Santo Stefano, a monte rispetto alla diga, con una zona industriale ed una fabbrica di cavi elettrici, possiede un depuratore funzionante? Non sarebbe un po' grave che Valdarno, Valdichiana, Trasimeno e Valtiberina utilizzino dell'acqua ad alto rischio di contaminazione? MB
Ma come funziona bene la giustizia in Italia!
Delinquenti, clandestini, personaggi dell'alta finanza e politici corrotti, aggressori e quanto altro. Sembra proprio che le leggi siano dichiaratamente dalla loro parte! Soprattutto se pensiamo al fatto che, fino a pochissimi mesi fa, non ci si poteva difendere in alcun modo se qualcuno s'intrufolava in casa nostra, e non certo per una visita di cortesia. Come pure i poliziotti, che non possono premere il grilletto, se il delinquente non spara il primo colpo... Oppure il fatto che, sempre fino a pochissime settimane fa, anche il padrone di casa o di un negozio non poteva sparare se prima non veniva ammazzato. Ci sarebbe da scrivere volumi interi per poter testimoniare che la legge e la giustizia italiana è contro il cittadino regolare, che paga le tasse! Un criminale comune, dopo aver massacrato, ucciso, stuprato o massacrato di botte qualcuno, esce il giorno stesso dal carcere, libero, poi, di ricominciare la propria attività. Non parliamo, poi, se si tratta di clandestini ed extracomunitari, arrivati nella nostra Penisola, ormai famosa in tutto il mondo per essere il rifugio del criminale, utilizzando mezzi di fortuna pagati migliaia di euro, circondandosi di "donne incinta" come copertura, pur di evitare ogni minimo controllo di documenti, visto che nel proprio paese sono in attesa di essere giustiziati! Basta poi pensare a quanto i governi investano per gli armamenti, per i servizi di sicurezza e per le forze dell'ordine, lasciate con volanti senza benzina e da rottamare, ed in balia della malavita, con armi del tutto inadeguate per fronteggiare gli scontri a fuoco o le sommosse. Ognuno si sarà poi ritrovato a chiamare il 112 o il 113, per segnalare un'emergenza, e si è ritrovato a rispondere ad un vero e proprio terzo grado, lasciando tutte le proprie generalità, e ricevendo come risposta l'impossibilità di intervenire, mentre nel frattempo si consumava il delitto. Peggio ancora è quando, in caso di denunce, ci sentiamo dire: "non possiamo intervenire", "lasci perdere" o "quelli non hanno niente da perdere, per cui è meglio ritirare la denuncia". E se devi testimoniare in tribunale? Devi firmare un foglio dove dichiari di essere l'unico responsabile di tutto quello che ti potrà accadere, mentre i tuoi dati verranno divulgati all'imputato, che non vede l'ora di vederti in faccia, per poterti liquidare! E i processi che per inezie, assurdità e piccolezze, procedono per anni e anni, mentre per i reati gravi è prevista la prescrizione dopo pochissimo tempo? E l'indulto, poi? Non sto a commentarlo...non basterebbero 10 post. Basta solo pensare agli scandali finanziari, dove, per aver intascato miliardi di euro, o ce la caviamo con pochi mesi di galera, o si è addirittura assolti. Basta essere qualcuno.
Adesso ho qui alla mano un caso che fa riflettere su quanto affermato sopra.
Il signor X, è chiamato a testimoniare, via lettera raccomandata, a favore del signor Y, contro l'imputato Z. La convocazione è per il giorno Tot, ed è obbligatoria, altrimenti scatta l'accompagnamento coatto. Il signor X, temendo tutte le eventuali ritorsioni da parte dell'imputato, verso cui si sa già che non verrà preso alcun provvedimento, si presenta il giorno Tot nel tribunale, di cui la lettera cita la città, ma l'indirizzo! In tribunale, trovati gli uffici, il signor X incontra anche il signor Y, mentre l'imputato, il signor Z, non c'è! Nel frattempo vi è il caos: tutti gli atti giudiziari vengono letti in breve. Dopo 2 ore (dato che questo è un tribunale assai piccolo), si ha la presentazione dei casi, per i quali è prevista l'udienza. Si conclude dicendo che tutte le sedute verranno rinviate il giorno Tot2, cioè 8 mesi più tardi, e, data la presenza fisica, i signor X e Y non riceveranno alcun avviso! Questi dovranno farsi un bel nodo sul fazzoletto, altrimenti, se il giorno Tot2 si dimenticheranno di presentarsi, per loro sarà la fine. I signor X e Y, per essere presenti il giorno Tot, hanno dovuto chiedere, un giorno di permesso, il primo, ed una settimana di ferie (!!), il secondo. L'imputato Z ha potuto restarsene tranquillo, perché avvisato tempestivamente dall'avvocato d'ufficio. I signori X e Y sentono delle voci di corridoio: non c'è più il giudice da circa una settimana dopo l'invio di quella lettera. La nuova toga arriverà tra 4 mesi e dovrà pure studiarsi tutti i casi. Il giorno Tot2 sono previsti, quindi, degli ulteriori rinvii. E pensare che questo processo riguarda un fatto risalente ad 8 anni prima.
Diceva il buon vecchio e defunto Indro Montanelli: "Se fossi innocente, mi farei processare in Inghilterra! Se fossi colpevole, mi farei processare in Italia!"
Ecco che bel sistema di giustizia che c'è in Italia. Vale allora la pena di continuare ad avere il Sistema Giustizia...in un paese civile, nella forma, e anarchico, di fatto? MB
L'Emilia-Romagna non investe per le strade che collegano la Toscana.
Da tempo si era intuito che la Regione Emilia-Romagna preferisce avere delle buone vie di comunicazione con le regioni settentrionali, in particolare con la Lombardia, piuttosto che migliorare i precari collegamenti appenninici. Negli ultimi anni molti avevano notato come le strade toscane, di collegamento con l'Emilia-Romagna, si presentassero in uno stato di manutenzione sufficiente, mentre nella vicina regione più ricca, le loro condizioni versassero in uno stato di disastroso abbandono. Esempi sono la E45, la SR71-SP138 dei Mandrioli, la SS67 e la SS62.
Una conferma di questa sensazione è giunta puntualmente il 16 gennaio 2007, quando a Bologna si è tenuta l'assemblea legislativa regionale, che ha approvato a maggioranza il Programma Triennale 2007-2009 per la rete viaria regionale. Nel programma si destinano dei finanziamenti per il quadrante nord Bologna-S.Vitale, per l'asse viario Cispadano, per il Passante Nord di Bologna, per i sistemi-tangenziale di varie città e per quello pedemontano. Molti consiglieri, da quelli di Forza Italia, della Lega e di AN, a quelli dei Verdi e ad alcuni dei DS, hanno lamentato le grandi assenti, tra le opere viarie. Mentre i Verdi ponevano l'indice sui collegamenti ferroviari per risolvere il drammatico problema della qualità dell'aria dell'intera regione, tutti gli altri hanno denunciato la mancanza d'interesse nella soluzione dei drammatici problemi di collegamento tra le zone appenniniche, che determinano la condizione di due o tre Italie nel sistema economico nazionale. In provincia di Piacenza la Val Tidone non ha ricevuto alcuna attenzione, mentre nelle province confinanti, quelle di La Spezia e di Massa-Carrara, l'impegno prestato da Liguria e Toscana è stato ben altra cosa. La Romagna si ritrova per l'ennesima volta ad essere il fanalino di coda per la destinazione di fondi a livello regionale. Il capogruppo di AN, Luca Bartolini lamenta che "Ravenna e Forlì non hanno una circonvallazione e sono collegate ancora da una strada a schiena d'asino". In Romagna non si è prestata attenzione nemmeno all'importante via Emilia-Bis, tra Cesena e Forlì, volta ad alleggerire il traffico sulla SS9; ma nemmeno alla E45, che continua a versare in uno stato di abbandono, e alla SS67, "Tosco-Romagnola", Ravenna-Livorno, che collega anche Forlì e Firenze attraverso il Passo del Muraglione. Ricordiamo che la Toscana ha indicato il potenziamento della SS67 come una delle priorità.
Il miglioramento dei collegamenti appenninici, sebbene comporti molti costi e pochi vantaggi nel breve periodo, rappresenta un investimento importantissimo per il miglioramento congiunturale dell'Italia, con ritorni economici eccezionali nel lungo periodo. Al momento la Regione Emilia-Romagna ha trascurato un tassello importante, e la Toscana, comunque, continua a tentennare, sebbene recentemente l'amministrazione regionale abbia compreso che "il non fare opere pubbliche" significa "tornare indietro": quattro lotti della Variante di Valico dell'A1 risultano ancora bloccati, forse a causa dei comuni locali, e i contenziosi non sono stati ancora risolti. MB
News sulla E78: forse il 6 febbraio il tracciato definitivo nel tratto umbro.
La sezione infrastrutture del Blog riporta delle novità su quanto si sta discutendo in questi giorni sul tracciato della E78. Il rischio che si arrivi a capo di nulla è alto come sempre, ma si spera caldamente che si verifichi un qualcosa che sblocchi la situazione. Ovviamente, ad una decisione non segue l'apertura al traffico dell'opera: ci sono molti step da percorrere ed in più i tempi di costruzione.
Cliccate qui per sapere le ultime. MB
Una regimentazione delle acque incompatibile col clima.
Negli ultimi giorni non si parla altro che di cambiamenti climatici.
E' un inverno anomalo, che non ne vuole sapere di arrivare e, secondo gli esperti, pare che una situazione simile si sia verificata solo nel lontano 1860. Il mese di dicembre ha registrato delle temperature record, che mai si erano avute nel '900 e nei primi anni del nuovo millennio. Oggi si parla del probabile arrivo del freddo, previsto per la fine di gennaio, ma le credenze e le congetture popolari si inventano previsioni del tipo: quest'anno l'inverno non arriverà e in più l'estate sarà caldissima. Alcuni metereologi cominciano a pensare all'eventualità di un inverno mite, con qualche escursione termica improvvisa e forti gelate primaverili, al mattino, che comprometterebbero tutti i raccolti delle piante da frutto. Effettivamente vi sono stati spesso dei periodi di caldo fuori stagione, a cui sono poi subentrate le belle stagioni con giornate decisamente invernali o autunnali. Le previsioni sono molteplici e svariate, al momento, e in più si sono aggiunte quelle catastrofiche, ma pur sempre realistiche, della imminente desertificazione della nostra penisola, che diverrebbe il Sahara tra 70 anni, con il livello del mare che si innalzerebbe fino a sommergere parte della Pianura Padana e delle nostre coste.
E' innegabile che le temperature sono costantemente sopra la media stagionale, o di 4-5, o, addirittura, di 8-10 gradi. La tramontana, uno dei venti a far da padrone durante l'inverno, è assente, inoltre vi sono sporadiche gelate notturne, seguite da forti innalzamenti delle temperature durante il giorno, al punto che mai come quest'anno si sono registrate così tante giornate di nebbia in tutta Italia, da unificare, ormai, la Pianura Padana alle altre vallate. L'autunno è stato inoltre mite, e, dopo un mese d'agosto piovoso e fresco, che era succeduto ad un luglio dal caldo insopportabile, si sono avuti dei mesi, come ottobre e novembre, di solito molto piovosi, con delle precipitazioni quasi assenti, benché, comunque, il sole sia quasi sempre stato offuscato da nebbie e nubi.
Nei telegiornali si comincia, immancabilmente, a parlare di siccità e di emergenza idrica nel nord e nel centro. In Valtiberina l'invaso di Montedoglio, che negli ultimi anni aveva raggiunto dei livelli storici di capienza, è, allo stato attuale, quasi prosciugato, con il livello più che dimezzato. Molti insistono sul fatto che sia la mancanza d'acqua ad aver provocato tale abbassamento. In un certo senso è vero, visto che non è mai piovuto tanto e che le nevicate sul crinale appenninico non ci sono ancora state. C'è da ricordare, però, la testimonianza di molti cacciatori, che non avevano mai visto un fiume Tevere (sul quale è stata costruita una diga che forma questo grande lago) così ricco d'acqua, come nei mesi di settembre, ottobre e novembre scorsi. In effetti molti raccontano di aver visto una fuoriuscita d'acqua, dalla diga, più che doppia rispetto a quella solita. In effetti il lago aveva già cominciato a svuotarsi rapidamente già fin dai primi di ottobre, quando erano trascorsi pochi giorni dalle frequenti piogge dei mesi di agosto e di settembre. Alcuni dicevano, a novembre, che si stesse preparando l'invaso ad accogliere le consuete piene invernali. Il fatto è che l'inverno non arriva e il lago sta continuando a svuotarsi, questa volta aiutato veramente dalla siccità. In effetti, testimonianze recenti affermano che la fuoriuscita d'acqua si è ridotta. Ora, però, visto che il clima non è favorevole e che gli esperti paventano un'estate caldissima e secca, le nostre zone, non solo la Valtiberina, ma anche la Valdichiana, il Valdarno e il lago Trasimeno, che attingono dall'invaso di Montedoglio, corrono veramente il rischio, per l'estate 2007, di un'emergenza idrica senza precedenti. MB
Un cittadino esemplare.
Nel nostro paese regna sempre di più l'indifferenza nei confronti dei fatti di cronaca nera. In certe situazioni si sono creati degli spiriti d'emulazione degli atti d'inciviltà, accompagnati da un senso d'assuefazione generale.
Il fatto verificatosi a Roma giorni fa, ai danni di un disabile, mette in evidenza quanto la nostra società sia malata. L'indifferenza iniziale, di fronte ad un tentativo di borseggio da parte di tre nordafricani, che poteva apparire come una svista collettiva, si è trasformata in una crudele complicità nei confronti dei malfattori allorché questi hanno cominciato a colpire il disabile, il quale aveva cercato di avvertire la signora vittima del tentativo di scippo. Tutti coloro che erano nell'autobus, autista compreso, hanno funto da emblema dell'italiano medio odierno, sempre più spietato ed indifferente nei confronti dei deboli, che cerca di minimizzare ogni situazione negativa, che si mostra spesso dalla parte del disordine, della malavita e dell'anarchia, e che pensa solo a se stesso e al presente.
Una situazione che sta assumendo delle connotazioni preoccupanti, dettata anche dai nostri governanti, di qualunque appartenenza politica, che pensano solo al proprio tornaconto. Le leggi e la giustizia poi, risultano proprio un encomio della criminalità, a detrimento di tutti i cittadini onesti, per quanto in via d'estinzione.
Un mio amico mi ha inviato delle sue considerazioni su questo avvenimento, dove esprime tutta la sua rabbia e il suo sdegno per questi "tumori della nostra società".
Ecco quanto scrive:
"In sostanza un disabile ha sventato uno scippo eseguito da alcuni nordafricani. Ebbene, in mezzo ad un autobus gremito di gente, e di testimoni, quindi, il disabile si è beccato botte... Nessuno ha agito, solamente un ragazzo che si è finto giornalista. La gente se ne stava zitta a guardare, come i bravi conigli sanno fare. L'autista si è rifiutato di fermare il bus per paura di incorrere nella "interruzione di pubblico servizio". Alla fermata i criminali sono scesi e tutto è tornato alla normalità, come se nulla fosse stato.
Questo è solo un riflesso dell'egoismo che ormai pervade la nostra malata italietta. Ognuno pensa ai fatti suoi, nessuno si scompone di fronte ad un atto di prepotenza, peraltro commesso ai danni di un disabile. critichiamo i nostri politici che pensano solo alle tasche proprie...ma noi, cittadini semplici, che esempio diamo del nostro piccolo? E di fatti come questo ne sono accaduti già molti e ne accadranno ancora. Dove si dovrà arrivare, quale sarà il culmine del nostro menefreghismo? Dalla mia esperienza, posso riassumere in poche parole uno dei tumori della nostra società: "E' successo a lui, mica a me!!"
Riguardo a ciò, colgo l'occasione per citare il racconto di un ragazzo, militare a Roma. Questi, mio conoscente, originario di Bari, era appena uscito dalla Stazione Termini, quando ha notato alcuni zingari, sia donne che ragazzini, prendersela con due donne, dall'apparenza tedesche. Ebbene, non si trattava di un semplice scippo, ma di una vera espoliazione di tutto quanto le signore avessero addosso. Il ragazzo a quel punto è intervenuto, menando la borsa da militare contro gli zingari, e afferrando quella delle signore con forza. Lui tirava, la zingara tirava. Alla fine lui l'ha avuta vinta. Gli zingari se ne sono andati, giustamente legnati, urlando parole poco civili. Le signore, sconvolte, lo hanno ringraziato calorosamente. Lui, in mezzo al piazzale, era stato l'unico ad agire, nessuna persona, uomo o tassista era intervenuto. Anzi, morale della favola, e qui chiudo la mia filippica, un tassista gli ha urlato dietro in romanesco: "fatte i cazzi tua la prossima volta!!!"
Se questa è l'Italia, io non mi sento di essere italiano".
Francesco Adami
Per saperne di più, leggere qui.
MB
Ci lamentiamo del debito pubblico..ma intanto cancelliamo il credito estero.
Un controsenso fuori del normale. L'Italia ha il terzo debito pubblico del mondo, dopo Stati Uniti e Canada. E' un deficit del 108%, che nel 1995 aveva raggiunto punte del 125%. Un deficit da bancarotta. Eppure vi sono dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo che ci devono delle discrete somme, come crediti. Si sa benissimo che ogni paese deve predisporre delle quote annuali in quanto aiuti, ma tutto in proporzione alla congiuntura ed ai tassi di crescita del paese donatore. L'Italia, con un debito pubblico cronico ed un tasso di crescita tra i più bassi del pianeta, ha già annullato 12 miliardi di euro l'anno scorso, tra i debiti che i paesi poveri avevano contratto con noi. Oggi si sente al telegiornale che il ministro degli Esteri Massimo d'Alema ha stretto un accordo con il Primo ministro peruviano circa la cancellazione di una cospicua parte del debito. L'Italia rinuncerebbe a dei crediti, sperando, come scritto nella convenzione, che quel denaro venga investito per risolvere i problemi sociali del Perù.
Ma qui occorre riflettere: l'Italia ha per caso la missione della buona samaritana nel mondo? Ma qui finanziamo la crescita degli altri paesi a scapito nostro? Ma i fondi per caso ci avanzano?
Il governo poi cosa fa? Lo stesso ministro degli Esteri, al ritorno in Italia, dirà che dobbiamo diminuire il debito pubblico, per rientrare nei parametri di Maastricht e per consolidare o avviare la ripresa. Succede così che il governo ci costringerà a degli onerosi prelievi fiscali, come quelli di quest'assurda ed incomprensibile finanziaria: il tutto per far fronte al debito pubblico e per annullare quello degli altri paesi. Ma a noi ce li hanno mai cancellati? E chi li paga? Noi cittadini! MB
Le novità: la sezione infrastrutture del Blog.
A partire da ieri, mercoledì 3 gennaio 2007, è operativa la rubrica sulle infrastrutture valtiberine. Il post di ieri sulla E78 lo potete trovare anche sull'altra sezione, mentre nella giornata odierna vi è un resoconto sulla situazione della E45 degli ultimi giorni.
Se voi avete da dire la vostra, se desiderate fare reclami, se volete che vi pubblichi un articolo, contattatemi alla casella e-mail: rsr109@yahoo.it
Oppure lasciate dei commenti. In ogni caso visitate il link E45-E78 o andate su:
www.equarantacinqueesettanto.splinder.com , in modo da farvi un'idea. MB
E78: entro l'estate "aperto il tratto Molin Nuovo-Le Ville". Che sia vero!
Nessuno ci crede più ormai. La E78 è la regina delle promesse non mantenute, l'esempio delle opere incompiute, agli stessi livelli delle autostrade siciliane, completate dopo 34 anni o lasciate sulla carta fino al giorno d'oggi. Ormai da anni passiamo tra curve e traffico sotto i piloni terminati del tratto Palazzo del Pero-Molin Nuovo, ma ormai tutti pensano che non li percorreremo mai. Forse il tempo farà la sua parte, procedendo alla loro demolizione attraverso gli agenti atmosferici. Pare che proprio l'incuria e le intemperie abbiano ritardato l'apertura del tratto, dovendo quindi impegnare il Parlamento, oltre al ministero competente, nell'erogare ulteriori fondi alle imprese proprietarie dei lotti ammalorati. Qualcuno penserà a strategie ad hoc, al fine di non pagare la mora per la mancata consegna entro la data di scadenza. In passato alcune ditte in subappalto dichiaravano fallimento, accaparrandosi l'anticipo, per poi ricomparire con altri nomi ed altri intestatari. Possiamo credere, però, che la frana avvenuta nella galleria di Molin Nuovo, nel 5° lotto, cioè quello che ha subito i ritardi peggiori, sia dovuta anche agli agenti atmosferici. Se si procede a rilento, l'opera d'arte è come se giacesse in stato di completo abbandono e quindi si deteriora. Il presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli annunciava, lo scorso agosto, mentre era in visita presso i cantieri della "Due Mari", che il quinto lotto era fermo per motivi tecnici, e che erano in arrivo i finanziamenti per far ripartire i lavori. Entro il mese di luglio del 2007 sarebbe stato comunque aperto al traffico. Un'interrogazione parlamentare di Vigni riceveva risposta, da parte dell'VIII commissione, in data 27 gennaio 2005, la seguente dicitura: "5° Lotto estesa km 1+425 Imp. lavori euro 12.409.727 di cui per lavori euro 8.483.055. I lavori sono stati consegnati all'Impresa Locatelli in data 29 novembre 1999. I lavori sono parzialmente sospesi in attesa del finanziamento della Perizia di variante tecnica, che tiene conto di una frana, che ha demolito parte della galleria già realizzata. L'attuale avanzamento dei lavori, è pari al 99,96 per cento".
Come era citato nel post del novembre 2006, questa volta si prende veramente in parola il discorso ribadito dai media anche a dicembre, inerente l'apertura del tratto stradale, altrimenti si potrà veramente fare ricorso ad azioni clamorose. MB
Vedi E45-E78 www.equarantacinqueesettanto.splinder.com
Cinque anni di euro e i nuovi arrivati.
La moneta unica europea è entrata in vigore nei 12 paesi di "eurozona" il 1° gennaio del 2002. Lo scenario, fin dalla sua introduzione è stato quello ormai visto da tutti. La Grecia era entrata in extremis, la Svezia, poiché non aveva rispettato i parametri di Maastricht, era rimasta fuori, inoltre, un referendum di due anni or sono, aveva bocciato il suo ingresso, seguendo la linea di altri paesi scandinavi, come la Norvegia, da sempre contraria (per ragioni economiche) all'ingresso nel'Unione Europea, come la Danimarca e come la lontanissima Islanda.
Il paese meno preparato ad affrontare i cambiamenti era senza dubbio l'Italia, ancor più di Portogallo e Grecia: i tassi d'inflazione astronomici ci costringevano ad avere degli interessi sui depositi bancari assai elevati, inoltre, lo spaventoso numero di zeri della vecchia Lira, considerata carta igienica dai tedeschi, provocava una confusione enorme nel cambio e nel calcolo a mente, soprattutto presso una gran parte del "volgo", ovvero, della popolazione italiana. Cosa c'è da aggiungere poi? Che gli italiani, grandi furbastri, hanno subito cercato di approfittare della mancata informazione e dello stato di caos generale, seguito all'introduzione dell'euro, che in Italia è entrato di botto, con un cambio del tutto svantaggioso per la nostra economia (imposto dai tedeschi ed accettato con la coda tra le gambe da Prodi), e senza l'entrata in operatività di quegli organi di controllo (tanto sbandierati da Berlusconi). Il risultato è stato disastroso per l'Italia: la lira subiva un apprezzamento incredibile sull'euro, (con gli stipendi rimasti inalterati), fino a diventare, invece di 1936,27 lire/1 euro, 638,45 lire/1 euro, nel giro di qualche mese, soprattutto dopo la scomparsa dei doppi prezzi, avvenuta il 28 febbraio 2002. In Europa l'Italia si è ritrovata, a causa dell'avidità di guadagno dei suoi abitanti, con dei prezzi da fantascienza, alti quanto in altri paesi, dove un tempo il costo della vita era il doppio del nostro, ma con salari altrettanto doppi. In più l'Italia si è ritrovata immacabilmente con un'economia logorata dai debiti e dal carovita, e soprattutto, penalizzata e declassata nel settore turistico e delle esportazioni. Una situazione simile si è verificata in Portogallo, ma in maniera più soft, sebbene aumenti generalizzati vi siano stati, in forma lieve, un po' ovunque, ma occhio, i francesi e i tedeschi non ve lo ammetteranno mai!
Al giorno d'oggi l'euro è la divisa più diffusa al mondo, monopolio detenuto da sempre dal dollaro americano, oggi re solamente delle riserve mondiali. L'euro si è apprezzato del 46% sul dollaro, del 31% sullo yen, del 7% sulla sterlina, mentre ha subito dei leggeri deprezzamenti nei confronti della corona svedese.
Ieri, 1° gennaio 2007, un nuovo paese è entrato nell'aria euro, portando a 13 il numero dei membri. Si tratta della Slovenia, il paese più ricco ed evoluto dei 10 entrati il 1° maggio del 2004. La Slovenia, dall'economia florida e dai tassi di crescita invidiabili, vanta del più alto numero di computer portatili per abitanti del mondo. Questa repubblica alpina, confinante con Italia ed Austria, e grande partner commerciale di questi due paesi, era già preparata a questo evento e si è perfino attrezzata nell'affrontare aumenti scongiurati dei prezzi, il terrore comune a tutti i futuri paesi entranti. Lubiana è tra l'altro preparata ai cambi monetari: con i flussi turistici deve continuamente cambiare monete come l'euro e la kuna croata, ed un tempo era alle prese con le lire e con i marchi. Degno di nota è poi il fatto che fino al 1992, l'anno dell'indipendenza, questo paese, che apparteneva alla Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia, la moneta circolante era il dinaro jugoslavo, per poi diventare il tallero sloveno, andato in pensione proprio ieri.
Sempre all'inizio del 2007 è salito a 27 il numero dei paesi membri dell'UE. Sono entrati Romania e Bulgaria, paesi in forte crescita economica, con tassi del 5-6% annui, con progressi generali su più o meno tutti i settori, ma ancora con redditi pro-capite molto bassi, con indici di sviluppo umano da terzo mondo e con difficoltà nel fronteggiare la corruzione, la delinquenza, la clandestinità e con scarsi standard di sicurezza, come quelli previsti per le compagnie aeree. MB