Notizie e opinioni valtiberine e confronti con quello che avviene a nord dell'Appennino e Oltralpe.
![]()
Nome: Manuele Brizzi
Sostenitore della libera espressione, del confronto e del dibattito...alla perenne ricerca della verità ! Sono amante del progresso in opposizione al conservatorismo retrogrado e al moralismo ipocrita. Mi batto per lo sviluppo della Nazione, sia economico che civico, opponendomi a chi la vuole di secondo rango. Sono estremamente contrario ad ogni forma di inciviltà e trasgressione, promuovendo la linea dura e la tolleranza zero verso chiunque! Credo che il connubio tra senso civico e bene comune porti, di conseguenza, al benessere individuale! Indago nell'animo umano e ricerco un compromesso sociale che permetta il quieto vivere per tutti! Credo nella forza dell'io interiore e nel raggiungimento di ogni meta..tranne che nell'amore dove al massimo si può contribuire al 50%!Ricordatevi: "Chi la dura la vince!" come disse A.Borin. Un saluto convinto! Manuele Brizzi, dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e master MBA.
N.B.: questo Blog è fondato sulla libera espressione e i suoi contenuti fotografano lo stato d'animo di coloro che partecipano, ma non hanno lo scopo di incidere sulla mentalità dei lettori; per ogni eventuale conseguenza di ciò, il blog non si assume, quindi, alcuna responsabilità . Vento del Nord, inoltre, non può considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non è pertanto un editoriale. Ex L.62 7/3/2001.
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
utente anonimo in La Valtiberina confi...
ANSA
Arezzo Notizie Web
Autostrade per l'Italia
Corriere della Romagna
Die Welt
DivinoInVino
E45-E78
Fendente
Il blog di Emanuele Calchetti
Il Borgo.splinder.
Il Potere Contrattuale della Bellezza
Il Sole 24 Ore
Le Monde
Pensieri e...
Ragazza con...la coda
Unitalialibera
Valtiberina Online
arroganza femminile
casentino news
clima
cronaca
curiositÃ
economia
estero
eventi sismici
giustizia
infrastrutture
italia
life
marche
musica
night
opinioni
politica
potere contrattuale della bellez
romagna
sport
storia
toscana
umbria-trash news
urbanistica
valsavio news
valtiberina news
viabilitÃ
visitato *loading* volte
Manutenzione in viale Barsanti.
In questi giorni in viale Barsanti possiamo notare il rifacimento del manto stradale e l'eliminazione del fastidioso dosso artificiale. L'intervento riguarda il tratto che va dal parcheggio di Porta Tunisi fino all'inizio della curva all'intersezione con il passaggio a livello ormai chiuso al traffico. Il manto stradale ammalorato è stato rimosso, è stata levigata la sottostruttura con la posa di brecciolino in prossimità delle buche, e poi si è proceduto alla stesura di circa 5 cm di manto bituminoso. La circolazione, in prossimità dei lavori, è stata regolata da un impianto semaforico semovibile. Ora si dovrà procedere al rifacimento della segnaletica orizzontale, mentre il dosso artificiale non è più previsto.
Nel frattempo, a largo Porta del Ponte, sebbene debba essere rifatta tutta la segnaletica, si è proceduto a ricavare dei posti auto in diagonale, lasciando, adiacentemente alla schiera di abitazioni lato sud, un percorso pedonale per i residenti, con tanto di segnalazione del passaggio, all'incrocio con via Matteo di Giovanni, per permettere ai pedoni di raggiungere il centro storico in sicurezza, oltre ad agevolare l'uscita dei ragazzi dalle scuole elementari e medie. Non sembrerebbe, ma quell'area è assai percorsa dalle automobili. I prossimi interventi, che saranno quasi sicuramente previsti nel bilancio comunale del 2007, sono la minirotonda di Porta del Ponte e la rotatoria sulla Senese Aretina all'incrocio con via Bartolomeo della Gatta, davanti alla chiesa delle Forche. I lavori potrebbero partire già a marzo, e dovrebbero durare due settimane circa. MB
Per non dimenticare: 30 settembre 1789, Valtiberina.
Il 30 settembre 1789, la Valtiberina viene improvvisamente sconvolta da un violento sisma di Magnitudo 5.8, di intensità stimata intorno al IX-X grado della Scala Mercalli-Cancani-Sieberg. L'epicentro è localizzato nella zona di Parnacciano, latitudine 43.52 e longitudine 12.22. I danni più ingenti sono registrati a Selci e a Città di Castello, con la distruzione del 60% delle abitazioni nella prima località, e, per il restante 40%, risultano gravemente lesionate. In Valtiberina si contano decine di morti, alcune fonti parlano pure di 500 vittime. A Selci, dove le vittime risultano accertate 60, si notano delle fenditure nel terreno con la fuoriuscita di acqua calda, mentre a Città di Castello fiumi e torrenti riportano delle forti variazioni di livello. La scossa del 30 settembre è seguita da una replica violenta l'11 ottobre. A Sansepolcro i danni maggiormente documentati sono quelli della volta della navata centrale della cattedrale e dell'edificio del monastero di S.Marta. La ricostruzione provvederà all'abbassamento degli edifici, tra i quali il vescovado. MB
Bibliografia e Sitografia:
E. Agnoletti, Le Memorie di Sansepolcro, Sansepolcro, Arti Grafiche, 1986.
http://www.ingv.it/; http://storing.ingv.it/cft/
29 settembre 1911: iniziava la conquista della Libia.
Il 29 settembre 1911 l'Italia si lanciava nel colonialismo nell'ultimo pezzo di terra rimasto disponibile nel Nordafrica. Il Congresso di Berlino, voluto dal cancelliere tedesco, Otto von Bismarck, nel 1878, aveva tenuto lontano l'Italia dalle correnti imperialiste europee, mentre dava mano libera alla Francia nell'annettere la Tunisia, verso la quale vi erano molti interessi economici italiani, che quasi la rendevano lo sbocco naturale ad un espansionismo tutto nostro. La Francia l'annetté nel 1881, attraverso il Trattato del Bardo, suscitando forti proteste in Italia, e incrinando ancora di più i rapporti tra i due paesi, da tempo compromessi a seguito della Questione Romana. La Conferenza di Berlino del 1885 dava all'Italia la possibilità di occupare la Tripolitania, ma la tendenza generale di Germania, Austria-Ungheria e Gran Bretagna era quella di mantenere lo statu quo nell'ormai debole Impero Ottomano. Nel 1898, dopo un periodo di tensioni ed una guerra doganale che era durata dal 1887 al 1896, i rapporti tra Italia e Francia raggiunsero una distensione, grazie ad un trattato commerciale. Nel 1900, con lo scambio di note tra l'ambasciatore francese Barrère ed il ministro degli Esteri Emilo Visconti Venosta, la Francia decise di impegnarsi a disinteressarsi della Tripolitania-Cirenaica, a patto che la Francia riuscisse ad annettere il Marocco. Nonostante l'appartenenza alla Triplice Alleanza ed i relativi rinnovi, l'Italia perseguiva una politica di equidistanza, di relazioni extra, fino ad accordarsi nel 1902 con Francia e Gran Bretagna, dove si raggiungeva un'intesa con la seconda circa il Mediterraneo, e si svincolava, con la prima, la conquista della Tripolitania-Cirenaica all'iniziativa francese in Marocco. Pure Vienna rilasciò all'Italia una dichiarazione di disinteresse in merito alla Tripolitania. Nel 1905, con la prima Crisi marocchina, l'Italia evitò di sostenere la Germania guglielmina dal tentativo di dissuadere la Francia nell'annessione del Marocco: la Triplice Alleanza era solo difensiva e inoltre all'Italia occorreva il rispetto dei patti con la Francia, al fine di occuparsi della Libia. Così, nel 1906, alla Conferenza di Algeciras, l'Italia si schierò dalla parte francese. Il cammino per arrivare alla Guerra di Libia era ancora lungo: nel 1909 gli Accordi di Racconigi vedevano la dichiarazione russa di disinteresse benevolo per la questione della Tripolitania-Cirenaica. Con lo scoppio della seconda Crisi marocchina, causata sempre dalla Germania, il fronte anglo-francese si rafforzò, la Francia annetté definitivamente il Marocco e l'Italia, ormai lacerata tra l'opposizione alla guerra e le nascenti spinte nazionaliste, che volevano l'Italia al pari delle altre potenze, sotto il governo Giolitti, dichiarò guerra alla Turchia il 29 settembre 1911. L'Impero Ottomano era restio a cedere questo territorio, l'Austria-Ungheria si mostrava inizialmente poco favorevole alla guerra. Il conflitto pareva assai lungo e difficile da risolvere, soprattutto a causa della ribellione delle popolazioni libiche. Il 5 novembre Vittorio Emanuele firmò il decreto di annessione della Tripolitania-Cirenaica, provocando lo scontento degli Ottomani, che cominciavano a tenere dei negoziati con le altre potenze, al fine di giungere ad una conciliazione. l'esito della guerra cominciò a risolversi grazie all'invasione italiana delle Sporadi meridionali, ovvero, il Dodecaneso, nell'aprile del 1912, spostando il teatro della guerra direttamente in Turchia. Le perplessità delle altre potenze furono molte, ma neppure Germania e Gran Bretagna, che avevano interessi economici rispettivamente in Libia e nel Mediterraneo orientale, dettero molta importanza al problema, mentre l'Austria-Ungheria, dopo aver licenziato il Capo di Stato Maggiore Konrad von Hoetzendorf, che desiderava scatenare una guerra preventiva contro l'Italia, si mostrò piuttosto taciturna, nonostante il cambiamento dello statu quo in Oriente. La situazione si risolse con il Trattato di pace di Losanna del 18 ottobre 1912, in cui l'Italia vedeva il riconoscimento della propria sovranità sulla Libia e si impegnava ad abbandonare il Dodecaneso, cosa che di fatto non è mai avvenuta. A facilitare la resa della Turchia furono non solo le proteste del movimento dei Giovani Turchi, ma anche lo scoppio della prima Guerra Balcanica, in cui l'alleanza serbo-bulgara, poi estesa anche a Grecia e Montenegro, dichiararono guerra a Costantinopoli l'8 ottobre 1912, al fine di sottrarre dei territori, in nome del principio delle nazionalità, all'Impero della Sublime Porta.
Manuele Brizzi
Bibliografia:
L. Saiu, La politica estera dall'Unità ad Oggi, Roma-Bari, Laterza, 1999.
G. Formigoni, Le relazioni internazionali, Bologna, il Mulino, 1999.
Sansepolcro: una piccola soluzione per decongestionare il centro.
Sansepolcro, città che conta appena 16.000 abitanti, si trova ad affrontare una densità di traffico, negli assi Lorena-Prucino e Malatesta-Montefeltro, paragonabili a quelli di un capoluogo di provincia. L'assenza di lungimiranza nel passato, i diverbi con i comuni vicini, come quello umbro di San Giustino, e la mancata attuazione di un piano regolatore funzionale, che prevedesse aree di rispetto e viabilità di servizio, al fine di favorire la costruzione e l'allargamento di strade atte a risolvere i problemi di crescita della mole del traffico e a servire meglio una città in espansione, ha soffocato lo spazio necessario ad una variante per la città, divenuta ormai fondamentale. Il Piano Strutturale prevede un'importante opera che collegherebbe la zona industriale di S.Fiora all'ipotetico nuovo svincolo della E45 e al capoluogo sangiustinese. Tale opera sarebbe necessaria sia a decongestionare il centro, sia ad alleggerire il traffico sul ponte del Tevere con la costruzione di uno nuovo più a sud. In effetti, al momento, l'unica strada che potrebbe togliere traffico al centro è via Bartolomeo della Gatta, che risulta incompleta, data la sua confluenza nella zona del sottopasso del quartiere San Lazzaro, zona peraltro densamente popolata, piuttosto che proseguire verso l'Umbria e decongestionare la ex-statale Tiberina 3 bis, facendo respirare pure lo storico ponte sull'Afra.
L'unico spazio disponibile, tra il centro abitato e la superstrada E45, ha permesso la costruzione di una tangenziale nord-ovest, che però non basta a risolvere il decongestionamento del centro. La soluzione sarebbe riaprire la strada di immissione, al momento sterrata, per i soli veicoli entranti e diretti in zona Coop, ponendo sull'arteria una segnaletica, sia orizzontale che verticale, che permetta agli automobilisti provenienti dalla rotonda in prossimità della E45, di svoltare a destra ed immettersi in questa entrata, percorrendo il piccolo tratto a senso unico, fino a confluire in via del Frantoio, ovvero la strada che collega la Coop e viale Osimo con la Senese-Aretina, in prossimità del Borgo Palace Hotel. Un'adeguata segnalazione andrebbe posta in via del Frantoio per coloro che, provenienti dalla zona di Gragnano, sono diretti in direzione della superstrada o di Arezzo. Sulla Tangenziale Nord-Ovest, che collega la SS 73 Senese-Aretina alla SR 258 Marecchiese, occorre segnalare il divieto di svolta a sinistra, in prossimità della strada di collegamento da aprire, per coloro che sono diretti verso la E45, in modo da evitare pericolose intersezioni a raso, date le caratteristiche di strada a scorrimento veloce. Questi piccoli accorgimenti leverebbero una parte del traffico e delle code, specialmente nei momenti di punta, presso il semaforo posto all'incrocio tra via dei Lorena e via del Prucino, con ricadute positive sulla viabilità, la salute e l'ambiente. MB
L'incontro in regione con di Pietro. Continua la vicenda Due Mari.
La Due Mari sembra destinata a rimanere un sogno o un po' di parole regalate al vento. L'incontro di mercoledì 6 settembre in regione, del ministro delle Infrastrutture di Pietro col presidente Claudio Martini, con quelli delle province di Siena e Grosseto e con quello della provincia di Arezzo, Vincenzo Ceccarelli, ha messo in evidenza l'ottimo procedimento di selezione delle opere perioritarie, quali l'alta velocità, il corridoio tirrenico e la Due Mari, ma le risorse sono assai limitate, secondo il ministro. Per la Due Mari la situazione è ancora più critica: mentre la TAV sarà portata a termine, per quanto riguarda l'asse viario ovest-est la situazione è precaria. Il precedente governo ha coperto finanziariamente i cantieri per soli 70 milioni su 180. Occorre procedere, cercando di reperire in qualche modo i restanti 110 milioni, nel portare avanti i lavori nei lotti cantierati o dove i lavori stanno prendendo l'avvio, interessando i lotti funzionali, in modo da garantire ulteriori aperture al traffico. La Grosseto-Siena, il cui finanziamento è previsto per il 50% in project-financing, potrebbe partire, così pure il nodo di Olmo e il tratto Olmo-Palazzo del Pero. Quanto avevano sottolineato Chiti e Ceccarelli sul completamento del tratto tosco-umbro, rimarrà carta bianca, sebbene sia aperto nuovamente il confronto sul tracciato fino all'intersezione con la E45, dando un po' di ascolto alla cordata di imprenditori dell'alta Umbria e della provincia di Arezzo, che si sono mossi con varie proposte negli ultimi tempi. Nulla è stato specificato sul completamento del lotto 5, che garantirebbe l'apertura della Due Mari tra Palazzo del Pero e Molin Nuovo, e che, giusto alcuni giorni fa, era stato messo in evidenza sia da Chiti che da Ceccarelli.
Due Mari: la Toscana si mobilita.
Mercoledì 6 settembre è fissato, a Firenze, l'incontro tra il sindaco aretino Fanfani, il presidente della provincia Ceccarelli, i rispettivi di Siena e Grosseto, e il ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro. Quest'ultimo ha spesso rilevato, nei suoi primi mesi di mandato, la mancanza di copertura finanziaria per le opere stradali e ferroviarie, affermando che sarebbero da realizzare solo le opere cantierizzate o appaltate. Questo è senza dubbio un segnale sconfortante per un'infrastruttura fondamentale, come la Due Mari, ma assolutamente indietro nell'iter realizzativo dell'opera. In molti tratti vi sono dei lotti in cui si è alla progettazione preliminare! Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ex-amministratore locale, ha definito, domenica, durante la Giostra del Saracino, alla quale era presente pure il presidente del Consiglio Romano Prodi, la Due Mari come un collegamento prioritario per la nazione intera. Il presidente della Provincia, Vincenzo Ceccarelli, ha sottolineato l'importanza di Chiti nelle relazioni col Governo, ed ha espresso soddisfazione per il fatto che le tre province e comuni di Arezzo, Grosseto e Siena, si siano mossi insieme per collaborare ai fini della realizzazione dell'arteria di grande comunicazione. Il sindaco Giuseppe Fanfani ha espresso anch'egli soddisfazione e il presidente della Confindustria Arezzo, Giovanni Basagni, ritiene quanto sia importante l'attivarsi individualmente per delle questioni così grandi, che producono un ottimo ritorno all'economia della città e della provincia.
Intanto i responsabili di CGIL, CISL e UIL, in occasione dell'incontro di mercoledì tra di Pietro e il presidente della regione Toscana, Claudio Martini, in tema di infrastrutture, chiedono con forza il completamento del Corridoio Tirrenico e della Due Mari, invitando il ministro a recarsi a Firenze, da Roma, in auto, passando appunto per Grosseto e Siena, dove le statali 223 e 73 presentano indici di pericolosità molto elevati. In due conferenze stampa, una a Grosseto e l'altra a Siena, sempre i responsabili sindacali hanno parlato della manifestazione che ci sarà mercoledì mattina, a partire dalle 9, sulla statale senese, dove auto e bus, che partiranno dai due capoluoghi della Toscana meridionale, si incontreranno a metà strada, all'altezza del viadotto del Petriolo, e verranno distribuiti dei volantini con le 3 principali richieste al governo: il completamento della Due Mari; il Corridoio Tirrenico; il miglioramento dei collegamenti ferroviari.
Manuele Brizzi
Fonti: www.ansa.it
La questione della "Due Mari".
La Due Mari, appartenente all'itinerario europeo E78, Grosseto-Fano, dovrebbe essere costituita da un asse viario a doppia carreggiata, dotate di due corsie di 3,50 metri, da banchine laterali di 1,75 metri e da uno spartitraffico centrale in new jersey, o sottoforma di un doppio guard-rail a tripla onda, largo 1,10 metri. Invece, nel 2006, il percorso è ancora costituito, per 206 km su 284, da strade a una corsia per senso di marcia, spesso strette e molto tortuose, si veda il terribile valico di Bocca Trabaria. Nei restanti tratti a quattro corsie vi sono molti casi di tracciati di vecchia progettazione, dove non sono rispettate le norme di tipo III CNR 80.
La Due Mari sarebbe l'unica strada di collegamento est-ovest, Adriatico-Tirreno, esistente in Italia, e che per un paese industrializzato, con intense prospettive di svilluppo e di mobilità, dovrebbe consistere in una moderna autostrada a 3 corsie più emergenza.
Nella situazione attuale sembra già tanto la superstrada, visto che non sembra nemmeno vero che non esista un collegamento trasversale, e ciò ci conduce spesso a rinunciare a scambi turistico-culturali e commerciali tra zone, quali quelle della Toscana e delle Marche, in linea d'aria vicinissime, ma che di tempo occorre quanto andare da Verona a Berlino in Autostrada!
Nel tratto che poi ci riguarda da vicino, al di là della solita storia del tratto Le Ville-Guinza che l'Umbria si ostina proprio a non volere, vi è la parte dimenticata di un'opera ormai terminata, della quale mancano gli ultimi 500 metri, e che se fosse aperta, ci farebbe risparmiare tempo e rischio, nel tratto tra Molin Nuovo e Palazzo del Pero, dato che al momento si è costretti a viaggiare per delle curve pericolose, dove le auto sfrecciano con incoscienza a velocità da brivido, con i viadotti terminati che scorrono sopra le nostre teste, facendoci sognare il giorno in cui quest'incubo finirà...e a cui, purtroppo, non crede più nessuno. Dell'apertura di questo tratto, infatti, caratterizzato da misteri burocratici di ogni tipo, la cui data è slittata di anno in anno, non si sa più nulla! E di operai al lavoro nemmeno più l'ombra! Se i finanziamenti (come se quelli che ci sono stati fossero pochi!) non arrivano, l'apertura di questo tratto resterà un miraggio...rappresentato da quei viadotti imponenti che tagliano montagne e tornanti, senza essere però solcati dalle auto...che impegnano le curve sottostanti con lunghi serpentoni.
Manuele Brizzi
Il 1° settembre 1939.
Quella di oggi, in base a quanto sostengono gli storici, è la data di inizio ufficiale della Seconda Guerra mondiale. Der Zweite Weltkrieg potrebbe cominciare, secondo alcuni storici, già in seguito agli Accordi di Monaco del 30 settembre 1938, in cui le potenze europee occidentali, per opera della mediazione di Mussolini, danno carta bianca al Fuehrer nella sua opera di annessione dei Sudeti, di minoranza tedesca, e nella dissoluzione della Cecoslovacchia, realizzata il 15 marzo 1939 con l'invasione di Praga e con la nascita del protettorato di Boemia e Moravia, e il 12 agosto 1939, con la nascita dello stato satellite del Reich, la Slovacchia, governata da Mons. Josef Tiso.
La Polonia è la nuova mira hitleriana, governata da una dittatura di colonnelli, in cui spiccano il maresciallo Pilsudsky e il colonnello Beck. La questione scottante è il corridoio di Danzica, divenuta città libera in seguito al Trattato di Versailles del 1919. In quest'area la Polonia ha uno sbocco al mare, dividendo in due la Pomerania, territorio in precedenza tedesco. La Polonia non ne vuole sapere di cedere una porzione di territorio a Hitler, quindi si affida alla protezione di Inghilterra e Francia, che siglano con lei un patto di mutua assistenza tra il maggio e l'agosto 1939. L'Unione Sovietica di Stalin vorrebbe anch'essa ostacolare la spinta hitleriana verso est, ma l'incertezza e il tergiversare delle deboli democrazie di Francia e Gran Bretagna, assieme all'intransigenza polacca nei confronti dei russi, loro nemici storici, la portano a cedere ai corteggiamenti di Hitler, il 17 agosto, fino ad arrivare, il 23 agosto, al Patto Ribbentrop-Molotov, in cui viene siglato un trattato di Non-aggressione, con annesso un protocollo segreto, circa la spartizione del territorio polacco, al fine di riportare l'area al 1914. La guerra sarebbe dovuta scoppiare il 26 agosto, il giorno in cui Francia e Gran Bretagna si mettono in contatto con Hitler al fine di convincerlo, a costo di accontentarlo, a mollare questa sua ennesima minaccia armata. Hitler, a sua volta, lascia tempo alla Polonia fino al 31 agosto, ma questa rifiuta categoricamente. E' la guerra.
Giovedì primo settembre 1939, alle 04:45, la Blitzkrieg tuona impetuosa, in seguito a degli incidenti di frontiera provocati ad arte. La Wehrmacht invade la Polonia con incredibile violenza, con una forza schiacciante che mette l'eroico esercito polacco, in netta inferiorità, sia in armi che in mezzi, sotto un enorme rullo compressore. L'invasione tedesca è costituita da oltre 2500 carri armati, preceduti da un'aviazione formata da 1200 caccia moderni e da ben 1400 bombardieri, dei quali 400 Stukas, i terrificanti bombardieri in picchiata, dal rombo oscuro. La Gran Bretagna dichiarerà guerra alla Germania alle 9 di sabato 3 settembre, mentre la Francia alle ore 17, dopo un lungo tergiversare. Sarà un'invasione che vedrà già l'8 settembre le città polacche semidistrutte, l'esercito quasi dissolto già il 12, il 17 settembre ci sarà l'invasione Sovietica fino alla linea Curzon, corrispondente al confine odierno tra Polonia e Bielorussia, e il 27 settembre ci sarà la capitolazione di Varsavia.
Ricordo questi avvenimenti affinché non li dimentichiamo, poiché appartengono alla storia e al dolore di un popolo. Manuele Brizzi
Da martedì una sequenza sismica è in atto tra Toscana e Marche.
Martedì 29 agosto vede la zona del Montefeltro protagonista di una sequenza sismica, con eventi di leggera e media intensità che interessano le province di Pesaro-Urbino, Arezzo e Forlì-Cesena.
La prima scossa registrata dall'Istituto di Geofisica e Vulcanologia INGV, risale alle ore 21:16:10 GMT, ovvero 23:16 locali, con epicentro dalle coordinate latitudine nord 43.76 e longitudine est 12.13. La profondità è di 5 km e di magnitudo 2,5. I comuni interessati sono: in primo luogo Casteldelci; poi Badia Tedalda, Verghereto, Pieve S.Stefano, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, Sestino, Bagno di Romagna, Carpegna, Chiusi della Verna, Borgo Pace, Caprese Michelangelo, Sarsina, Maiolo, Novafeltria, Frontino, Belforte all'Isauro, Talamello, Pietrarubbia e Montecopiolo. Il sisma è presto seguito da una replica di M=2,8 alle 00:54:03 locali, di mercoledì 30 agosto 2006, con profondità di 5,6 km, poi da una forte di M=3,8, avvenuta alle 12:01:51 locali, con profondità di soli 3,3 km e con una longitudine di 12.14, che, data la maggiore intensità del sisma, interessa pure il comune di Sansepolcro. Infine un'altra replica è registrata alle ore 13:24:27 locali, delle stesse coordinate di quella più forte, ma di M=2,4 e di profondità di 8,2 km.
Fortunatamente, per il momento, non sono stati registrati danni a persone o cose. MB